
Cammino del Tigullio
Tappa 2 da Montallegro a San Pietro di Novella

Montallegro, Passo della Crocetta, Monte Pegge, Manico del Lume, Chignero e San Pietro di Novella
La seconda tappa del Cammino del Tigullio è la più impegnativa dell’intero percorso. Da Montallegro si cammina verso il Passo della Crocetta, il Monte Pegge e il Monte Manico del Lume, punto più alto del Cammino, prima della discesa verso Chignero e dell’arrivo a San Pietro di Novella.
Mappa della Tappa 2
Da Montallegro si raggiunge il Passo della Crocetta, si sale al Monte Pegge e al Monte Manico del Lume, quindi si scende verso Chignero e si prosegue fino a San Pietro di Novella, punto di arrivo della seconda giornata.
Profilo altimetrico
La tappa resta a lungo in quota e tocca alcuni dei punti più alti del Cammino del Tigullio: il Monte Pegge, a 774 metri, e il Monte Manico del Lume, a 801 metri. Il tratto più delicato è la discesa verso Chignero, dove si perde quota rapidamente su terreno ripido.

In sintesi
La Tappa 2 è la giornata più montana e impegnativa del Cammino del Tigullio. Si parte da Montallegro, si attraversa il Passo della Crocetta, si raggiunge il Monte Pegge con il Rifugio Margherita e si prosegue verso il Monte Manico del Lume, il punto più alto dell’intero Cammino. Da qui si scende verso Chignero e si termina la tappa a San Pietro di Novella.
- Livello di difficoltà: impegnativa, consigliata a camminatori allenati.
- Tratto più delicato: discesa dal Manico del Lume verso Chignero.
- Tempo medio di percorrenza: circa 6 ore, escluse le soste.
- Lunghezza indicativa: circa 16 km.
- Consiglio: partire con acqua sufficiente, scarpe da trekking e traccia GPS.
Attenzione: tratto consigliato a escursionisti esperti
La discesa dal Monte Manico del Lume verso Chignero è il tratto più impegnativo della Tappa 2. In poco più di 35 minuti si perdono circa 400 metri di quota, passando dagli 801 metri del Manico del Lume ai circa 380 metri di Chignero.
Il tratto non è esposto, ma si svolge su terreno misto bosco e antica scalinata in pietra, senza corrimano. Richiede passo sicuro, scarpe da trekking adeguate, buona esperienza su sentieri ripidi e molta prudenza, soprattutto con fondo umido o in caso di stanchezza.
La tappa è pensata per un cammino in autonomia su sentieri escursionistici esistenti. Ogni camminatore deve valutare preparazione, meteo, attrezzatura e condizioni del terreno prima di mettersi in cammino.
Punti acqua e ristoro lungo la Tappa 2
Questa è una tappa in cui l’acqua va gestita con attenzione. Dopo la partenza da Montallegro i punti di rifornimento sono pochi e distanti tra loro.
- Montallegro: punto acqua alla partenza, presso la fontana vicino al Santuario. È fondamentale riempire bene le borracce prima di partire.
- Chignero: punto acqua sul retro della chiesa, utile dopo la lunga discesa dal Manico del Lume.
- San Pietro di Novella: arrivo della tappa, con possibilità di appoggio per ristoro e pernottamento secondo disponibilità delle strutture.
Da Montallegro al Passo della Crocetta e al Monte Pegge
Dopo una notte di riposo e una colazione fresca in quota, si riparte da Montallegro per la tappa più impegnativa del Cammino. Oggi si cammina sulle cime più alte che abbracciano il Golfo del Tigullio, con panorami ampi e continui, ma anche con tratti che richiedono attenzione e preparazione.
Prima di lasciare il Santuario è importante riempire bene le borracce alla fontana di Montallegro, situata nei pressi dell’imbocco del sentiero. Da qui in avanti l’acqua non sarà sempre disponibile, quindi conviene partire già ben riforniti.

Da Montallegro si prende il sentiero Chichizola, quello che procede in piano verso sinistra, evitando invece la direzione del Monte Rosa. Il tratto è segnalato da diversi segnavia: il rombo rosso orizzontale e le due XX accompagnano la prima parte del cammino.
Il percorso procede quasi sempre in piano o con leggere variazioni di quota. Il bosco, a tratti, si apre lasciando spazio a belle vedute su Rapallo, San Michele di Pagana, Santa Margherita Ligure e il Golfo del Tigullio.
Dopo circa mezz’ora si raggiunge la Cappella della Santa Croce e la strada carrozzabile che taglia il sentiero. La si attraversa con attenzione e, subito di fronte, si imbocca la salita verso il Monte Pegge, seguendo sempre il rombo rosso orizzontale.

Da qui si sale in maniera decisa, guadagnando quasi 200 metri di quota in poco più di mezz’ora, fino a raggiungere i 774 metri del Monte Pegge e il Rifugio Margherita.
Il sentiero è quasi tutto in salita e non sempre immerso nella vegetazione. Questo permette di continuare ad ammirare il panorama, ma richiede anche attenzione al passo. Nei periodi più caldi rovi, felci e vegetazione possono rendere alcuni passaggi meno comodi: pantaloni lunghi e racchette da trekking possono essere molto utili.

Dal Monte Pegge al Monte Manico del Lume
Dal Monte Pegge il cammino prosegue verso il Monte Manico del Lume. Qui la tappa cambia carattere: si cammina più in alto, tra crinali, tratti aperti, felci, rovi e brevi passaggi dove la traccia può sembrare meno evidente.
In questa parte non ci sono punti acqua. Conviene quindi bere con criterio, fare una pausa ragionata e, se necessario, sistemare l’abbigliamento prima di proseguire. Nei mesi caldi possono essere utili pantaloni lunghi, maglietta leggera a maniche lunghe e cappello.
Si prosegue verso sinistra, con un lieve declivio. Dopo un breve tratto tra prati e felci, si entra in un noccioleto ombroso e suggestivo, dove i segnavia tornano più evidenti e aiutano a confermare la direzione.
Usciti dal bosco, il percorso diventa più panoramico e a tratti più selvaggio. Si cammina lungo una pista che costeggia rovi ed erba alta, poi il sentiero torna a definirsi meglio. Davanti a noi compare il profilo del Manico del Lume, il punto più alto della giornata e dell’intero Cammino.

Avvicinandosi alla vetta, il paesaggio si apre tra la Val Fontanabuona e il Golfo del Tigullio. È uno dei momenti più belli della tappa, ma anche uno di quelli in cui non bisogna perdere concentrazione.
Giunti al bivio per la salita finale, si può raggiungere la vetta del Monte Manico del Lume, a 801 metri. La vista è ampia e spettacolare: Rapallo, il Golfo, i crinali e l’entroterra sembrano disporsi tutti intorno al camminatore.
Dal Manico del Lume a Chignero
Dopo la vetta, si rientra sulla stessa traccia percorsa in salita fino al bivio. Da qui inizia la parte più impegnativa della giornata: la discesa verso Chignero.
In prossimità del bivio è importante prestare attenzione alla direzione. La variante più impegnativa segnalata verso Chignero non è quella consigliata per il Cammino. La traccia da seguire scende verso destra e poi prosegue con segnaletica a lungo rettangolo rosso, ben visibile su pietre e alberi.
La discesa entra inizialmente in un bosco fitto, con fondo che può essere scivoloso, poi si trasforma gradualmente in una crêuza aperta e ripida, con tratti di antica scalinata in pietra. In poco più di mezz’ora si perde molta quota: è qui che servono calma, bastoncini, scarpe adeguate e passo sicuro.
Dopo la parte più ripida compaiono i primi tetti di Chignero, ma prima di arrivare alla chiesa servono ancora alcuni minuti di attenzione.

Arrivati alla Chiesa di Chignero e al capolinea degli autobus, conviene prendersi una pausa. Il borgo è uno di quei luoghi che raccontano bene la doppia anima del Tigullio: mare e montagna vicinissimi, ma con un’atmosfera che sembra già lontana dalla costa.
Sul retro della chiesa si trova un punto acqua utile per recuperare dopo la discesa. Da qui la tappa prosegue verso San Pietro di Novella, punto di arrivo della seconda giornata.
Da Chignero a San Pietro di Novella
Lasciato Chignero, si prosegue in discesa seguendo il percorso verso valle. Il cammino diventa meno tecnico rispetto alla discesa dal Manico del Lume, ma la stanchezza può farsi sentire: meglio non sottovalutare gli ultimi chilometri.
La tappa termina a San Pietro di Novella, scelta come punto di arrivo perché offre maggiori possibilità di appoggio per il pernottamento e il ristoro rispetto alle frazioni precedenti. È una scelta pratica, pensata per rendere più fluida l’organizzazione del Cammino e della giornata successiva.
Arrivo a San Pietro di Novella
L’arrivo a San Pietro di Novella chiude la tappa più impegnativa del Cammino del Tigullio. Dopo Montallegro, il Monte Pegge, il Manico del Lume e la discesa verso Chignero, questa giornata lascia addosso la sensazione di aver attraversato il volto più montano e selvaggio del Tigullio.
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Elenco delle tappe

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