Cammino Religioso in Liguria tra Storia Tradizioni e Folklore Tappa 3

cammino religioso in liguria valle christi e lazzaretto di bana

Cammino Religioso in Liguria

Tappa 3: Sant’Andrea di Foggia – Ruta di Camogli

Cosa Vedremo:

San Pietro di Novella

Nella terza tappa del Cammino Religioso in Liguria, ci troviamo presto, lasciando Sant’Andrea di Foggia, presso la Chiesa di San Pietro di Novella che si trova nel Comune di Rapallo nell’omonima frazione e che si estende nella valle del torrente San Pietro. Bisogna segnalare nei pressi un importante ponte medievale a schiena d’asino.

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Abbazia di Valle Christi

La struttura vede la luce nel 1204 a seguito della donazione di un terreno da Tibe e Altilia De Mari al Vescovo di Genova Ottone Ghilini. Una donazione finalizzata a creare un luogo femminile di ritiro spirituale e di meditazione. L’abbazia appartenne prima alle Monache Cistercensi e poi alle Clarisse di S.Agostino ma già nel 1568 con bolla di Pio V il monastero fu sconsacrato e abbandonato.
La costruzione, che secondo le disposizioni vescovili non doveva ledere i diritti delle chiese contermini, fu edificata in stile romanico ma di essa oggi rimane in piedi molto poco, anche perché dopo il 1568 essa fu progressivamente spogliata delle pietre, che servivano alle famiglie della zona per le proprie costruzioni.
Nella chiesa si conservava una reliquia di San Biagio, che oggi viene custodita nella Basilica di Rapallo.
Nella zona si svolgono da numerosi anni festival culturali di notevole interesse.

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Lazzaretto di Bana

Nel 1450 a seguito di una epidemia di lebbra Giacomo d’Aste donò un terreno per la costruzione di un Lazzaretto, che fu affidato ai protettori dell’Ospedale Pamattone di Genova. Esso fu restaurato una prima volta nel 1505 ma fu trovato in pessime condizioni dal visitatore aposotolico Francesco Bossi, vescovo di Novara, nel 1582.
Sulla facciata esterna un dipinto quattrocentesco con la Madonna con Bambino e i Santi Lazzaro, Giacomo e Biagio.

cammino religioso lazzaretto di bana rapallo

Chiesa Millenaria di Ruta

L’antica chiesa di Ruta, che fu l’unica del paese fino al 1627, ha sicuramente origini molto antiche ma purtroppo un intervento di restauro nel 1905 comportò la probabile distruzione di un ospizio dei pellegrini e la rimozione delle lastre tombali dal pavimento interno, richiamate nella visita apostolica del 1749.
La chiesa fu pure seriamente danneggiata dalle truppe francesi a seguito della caduta della Repubblica di Genova.

cammino religioso chiesa millenaria di ruta

Chiesa di San Michele Arcangelo

La chiesa di San Michele Arcangelo è citata in un atto del 1192 mentre in un altro del 1239 risulta un capitolo di canonici. La struttura di culto fu adibita a fienile e stalla durante il periodo rivoluzionario francese. Fu recuperata e restaurata agli inizi del XX secolo, conservando le due navate introdotte nel secolo XV mentre l’abside risale al XIII secolo.

cammino religioso chiesa san michele arcangelo ruta

Chiesa di San Lorenzo della Costa

La Chiesa di San Lorenzo della Costa si presenta a tre navate con notevole espressione del barocco mentre poco o nulla rimane del periodo romanico. All’interno si trova un importante trittico fiammingo denominato di S.Andrea, che è opera proveniente forse da Bruges grazie alla commissione di un mercante locale.
Nella chiesa si trovano opere di Luca Cambiaso e una statua lignea di Anton Maria Maragliano.

cammino religioso in liguria chiesa san lorenzo della costa

Vai alla Guida della Tappa 3

Elenco delle Tappe:

 

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    Cammino nel Tigullio tra Monti Mare e Borghi

    cammino del tigullio tra mionti mare e borghi

    Cammino del Tigullio

    Tra Monti, Mare e Borghi

    Cammino del Tigullio verso San Fruttuoso e il Monte di Portofino
    Tappa 0 · Prima di partire

    Cammino del Tigullio tra monti, mare, borghi e antiche crêuze liguri

    Il Cammino del Tigullio è un itinerario ad anello pensato per chi desidera vivere il Levante ligure con passo lento: non solo mare, non solo sentieri, ma un viaggio tra borghi, santuari, crinali panoramici, antiche vie rurali, tradizioni locali e scorci che raccontano l’anima più autentica del Tigullio.

    65 kmitinerario ad anello con partenza e ritorno a Chiavari
    5 giorniformula consigliata con 4 notti lungo il percorso
    35 kmcirca su terra, sentieri e mulattiere
    801 mquota massima indicativa raggiunta sui crinali

    Che cos’è il Cammino del Tigullio

    Il Cammino nel Tigullio tra Monti, Mare e Borghi nasce da un’idea di BioTigullio5Terre e Tigullio Trekking per valorizzare un territorio straordinario attraverso una forma di turismo lenta, sostenibile e rispettosa dei luoghi.

    È una vacanza a piedi che unisce paesaggio, cultura locale, ospitalità, prodotti del territorio e piccoli incontri lungo il cammino. L’obiettivo non è semplicemente arrivare da un punto all’altro, ma attraversare il Tigullio con occhi diversi, scoprendo ciò che spesso resta nascosto a chi visita la Liguria solo dalla costa.

    Il percorso in breve

    Il cammino parte da Chiavari e sale progressivamente verso i crinali montani, dove il mare rimane spesso visibile come una presenza costante. Si raggiunge il Santuario di Nostra Signora di Montallegro, si attraversano le dorsali più alte dell’anfiteatro naturale del Golfo del Tigullio e si cammina tra sentieri, mulattiere, piccole strade comunali, tratti in pietra, asfalto e cemento.

    Lungo il percorso si incontrano borghi rurali, chiese, antichi oratori, santuari, cappelle nascoste, panorami improvvisi e luoghi dove la storia locale è ancora viva. Il cammino guarda poi verso il Monte di Portofino, l’Abbazia di San Fruttuoso, Portofino, Santa Margherita Ligure, San Michele di Pagana, Rapallo, Sant’Ambrogio di Zoagli, San Pantaleo, Zoagli, San Pietro e Sant’Andrea di Rovereto, prima di rientrare a Chiavari.

    Importante prima della partenza

    Prima di mettersi in cammino consigliamo sempre di prendere contatto con lo staff di Tigullio Trekking. Alcuni tratti utilizzano sentieri CAI/FIE e antiche vie locali, ma la segnaletica può non essere sempre uniforme o immediata. La segnaletica dedicata al Cammino del Tigullio è in fase di completamento, nel rispetto dei permessi e delle autorizzazioni degli enti competenti.

    Per questo motivo mettiamo a disposizione dei camminatori una mappa cartacea in scala 1:22.000, le tracce GPX e una guida descrittiva pensata per accompagnare passo dopo passo l’esperienza. Contattarci prima della partenza permette di organizzare meglio il viaggio e vivere il Cammino con maggiore serenità.

    5 giorni e 4 notti nel cuore del Tigullio

    Il cammino si articola idealmente su 5 giorni e 4 notti. Lo staff di Tigullio Trekking mette a disposizione indicazioni utili su strutture, ospitalità, punti di appoggio, locali convenzionati, luoghi dove dormire, mangiare, fare colazione e ripartire verso la tappa successiva.

    L’idea è semplice: permettere ai camminatori di vivere il Tigullio senza fretta, giorno dopo giorno, camminando il giusto e lasciando spazio anche al piacere della scoperta, del riposo, del mare, dei borghi e della buona tavola ligure.

    Un cammino adatto a tutti e a tutte le tasche

    In cinque giorni e quattro notti si possono vivere molte delle bellezze del Tigullio: mare, monti, borghi famosi, luoghi meno conosciuti, panorami, crinali, santuari e antiche crêuze. Sembra impossibile, ma il cammino è stato pensato proprio per rendere tutto questo accessibile.

    Lo spirito del progetto è quello di un turismo lento e sostenibile, alla portata di chi desidera conoscere luoghi celebri come Portofino, Santa Margherita Ligure e Zoagli senza viverli solo come mete esclusive, ma come parte di un territorio più grande, autentico e condiviso.

    Un cammino anche sociale

    Il Cammino del Tigullio vuole essere anche un’esperienza di rispetto e partecipazione. Camminare significa attraversare un territorio con attenzione, riconoscenza e cura. Anche un piccolo gesto, come raccogliere una bottiglietta abbandonata lungo il percorso e portarla nel punto corretto di raccolta, diventa un modo concreto per essere parte attiva del progetto.

    Piantina del Cammino nel Tigullio tra monti, mare e borghi

    Per chi è pensato, cosa portare e cosa fare

    Per chi è pensato

    Il Cammino del Tigullio è pensato per camminatori, coppie, piccoli gruppi, famiglie abituate a camminare e persone che desiderano vivere una vacanza a piedi tra mare e montagna, senza affrontare un trekking estremo.

    Le tappe richiedono comunque attenzione, scarpe adeguate, un minimo di allenamento e la capacità di camminare su fondi diversi: sentieri, mulattiere, pietre, tratti asfaltati, salite e discese tipiche della Liguria.

    Cosa portare

    • Scarpe da trekking o scarpe escursionistiche con buona suola.
    • Zaino leggero, comodo e proporzionato alla durata del cammino.
    • Borraccia o scorta d’acqua adeguata, soprattutto nei periodi caldi.
    • Giacca antivento o antipioggia leggera.
    • Cappello, crema solare e occhiali da sole nei mesi più luminosi.
    • Traccia GPX, mappa cartacea e guida descrittiva.
    • Un piccolo kit personale con cerotti, farmaci abituali e ciò che può servire durante la giornata.

    Punti acqua, ristori e organizzazione

    I punti acqua e i servizi lungo il percorso possono variare in base alla stagione, alle aperture e alle condizioni locali. Per questo consigliamo sempre di partire con una scorta adeguata e di verificare con lo staff le informazioni aggiornate prima della partenza.

    Tigullio Trekking può fornire indicazioni utili su ospitalità, ristori, contatti locali, eventuali servizi di supporto, trasporto bagagli e organizzazione generale del cammino.

    Le 5 tappe del Cammino del Tigullio

    Il Cammino del Tigullio è suddiviso in 5 tappe, pensate per vivere il territorio senza fretta: ogni giornata alterna sentieri, crinali panoramici, borghi, mare, santuari, antiche crêuze e piccoli incontri locali.

    Descrizione generale Tutto quello che c’è da sapere prima di partire: informazioni pratiche, spirito del cammino, organizzazione, mappa, guida, tracce GPX, credenziale e consigli utili.  Descrizione
    Tappa 1 · Tipologia: terra / montana La prima giornata porta il camminatore dal mare verso la parte più alta e panoramica del Tigullio, introducendo subito lo spirito del percorso: salita, crinali, natura, borghi e grandi vedute. Tappa 1
    Tappa 2 · Tipologia: terra / montana Una tappa immersa nella Liguria più verticale e autentica, tra sentieri, antiche vie, passaggi montani, scorci panoramici e collegamenti storici del territorio. Tappa 2
    Tappa 3 · Tappa tecnica e corta Una tappa più breve e di collegamento, in prevalenza su asfalto, utile per avvicinarsi all’area del Monte di Portofino e prepararsi alla parte più iconica del cammino. Tappa 3
    Tappa 4 · Tipologia: terra / traghetto / asfalto Una delle tappe più suggestive: sentieri, mare, battello, borghi celebri e paesaggi da cartolina tra San Fruttuoso, Portofino e Santa Margherita Ligure. Tappa 4
    Tappa 5 · Tipologia: asfalto, mulattiere e litoranea L’ultima giornata chiude l’anello verso Chiavari passando da Rapallo, Zoagli, San Pantaleo, San Pietro e Sant’Andrea di Rovereto, alternando tratti urbani, mulattiere e costa. Tappa 5

    Kit “Pronti a Partire”

    Per affrontare il Cammino con maggiore serenità è disponibile il kit dedicato: Guida descrittiva, mappa escursionistica, credenziale e spilla del Cammino del Tigullio.

    Il kit ha un costo di € 20,00 ed è pensato per chi vuole organizzare la propria partenza con gli strumenti giusti.

    Kit Partenza

    Scrivici per organizzare al meglio il Cammino

    Prima di partire consigliamo di contattare Tigullio Trekking per ricevere informazioni aggiornate, indicazioni pratiche, supporto sulle tappe, disponibilità delle strutture, trasporto bagagli e consigli utili.

    Telefono e WhatsApp: +39 347 0716432

    Compila il form: ti aiuteremo a organizzare al meglio il Cammino del Tigullio

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      Consiglio pratico: prima della partenza verifica sempre meteo, condizioni dei sentieri, aperture dei ristori e organizzazione delle singole tappe.

      Tappa 1 – Cammino nel Tigullio da Chiavari a Montallegro

      Santuario di Nostra Signora di Montallegro, arrivo della Tappa 1 del Cammino del Tigullio

      Cammino del Tigullio

      Tappa 1 da Chiavari a Montallegro

      Santuario di Nostra Signora di Montallegro, arrivo della Tappa 1 del Cammino del Tigullio
      Tappa 1 · Da Chiavari a Montallegro

      Chiavari, Le Grazie, Monte Telegrafo, Sant’Andrea di Rovereto e Santuario di N.S. di Montallegro

      La prima tappa del Cammino del Tigullio parte dal mare di Chiavari e sale lentamente verso uno dei luoghi più amati e panoramici del Levante ligure: il Santuario di Nostra Signora di Montallegro. Una giornata tra passeggiata a mare, antiche crêuze, boschi, cappelle votive, punti panoramici e silenzi d’altura.

      PartenzaChiavari · livello mare
      ArrivoSantuario di Montallegro · 612 m
      Lunghezza12 km circa
      Tempo5 ore circa

      Mappa della Tappa 1

      Da Chiavari si attraversa la passeggiata a mare, si sale verso il Santuario delle Grazie, poi si prosegue per Monte Telegrafo, Sant’Andrea di Rovereto, La Madonnetta, Monte Anchetta, Monte Castello e infine Montallegro.

      Profilo altimetrico

      La tappa sale progressivamente dal mare di Chiavari fino ai 612 metri del Santuario di Montallegro. Il dislivello si concentra soprattutto nella prima parte e nei tratti boschivi verso Monte Telegrafo e Monte Anchetta.

      Profilo di elevazione della Tappa 1 del Cammino del Tigullio da Chiavari a Montallegro

      In sintesi

      Nella Tappa 1 del Cammino del Tigullio si sale da Chiavari, a livello del mare, fino al Santuario di Nostra Signora di Montallegro, a 612 metri di quota. Il percorso attraversa la passeggiata mare, il Santuario delle Grazie, Monte Telegrafo, Sant’Andrea di Rovereto, La Madonnetta, Monte Anchetta e Monte Castello.

      • Livello di difficoltà: adatto a camminatori abituati a camminare con calma.
      • Tempo medio di percorrenza: circa 5 ore, escluse le soste.
      • Lunghezza indicativa: circa 12 km.
      • Consiglio: partire con acqua, cappello nei mesi caldi e qualcosa da mangiare.

      Da Chiavari al Santuario di N.S. delle Grazie

      Punti acqua e ristoro lungo la Tappa 1

      In questa prima tappa è importante partire con la giusta quantità d’acqua, soprattutto nei mesi caldi, perché dopo Chiavari i punti di appoggio non sono continui.

      • Chiavari · zona Colonia Fara: punto utile prima di lasciare la passeggiata mare e iniziare la salita verso le Grazie.
      • Bar alimentari Il Tappabuchi · Via Prandina, Chiavari: comodo per colazione, panini, snack o ultime provviste prima della partenza vera e propria. Inoltre potrete fare apporre il primo timbro ufficiale alla Vostra Credenziale.
      • Rifugio ristoro Il Galletto · Monte Anchetta: punto di appoggio molto prezioso lungo la tappa, ideale per una sosta in quota. Consigliamo sempre di verificare apertura e disponibilità.
      • Santuario di N.S. di Montallegro: all’arrivo sono presenti bar e ristoranti aperti tutto l’anno, utili per recuperare energie dopo la salita.

      Eccoci giunti a Chiavari, pronti al via. In questa prima tappa si inaugura il Cammino e con lui la nostra vacanza tra monti, mare e borghi nel Tigullio.

      Il punto di partenza, se arriviamo in macchina, è da Piazza Ravenna, davanti alla statua di Colombo esploratore. L’auto può essere lasciata nel capiente parcheggio gratuito della colmata a mare, in Piazza Giovanni Paolo II, che si trova a circa 50 metri alle nostre spalle.

      Se invece arriviamo in treno, usciti dalla stazione prendiamo il sottopasso e ci spostiamo in Corso Valparaiso, la passeggiata mare di Chiavari. Da qui camminiamo con il mare al nostro fianco, in direzione ponente. Davanti a noi un lungo lastricato chiaro, il porto turistico, gli stabilimenti balneari e la spiaggia pubblica.

      Percorriamo tutta la passeggiata fino in fondo. Dopo circa 15/20 minuti incontriamo la Torre Fara e i nuovi palazzi adiacenti. Poco oltre troviamo anche un rubinetto dove, se necessario, possiamo riempire le borracce. Terminato il lungomare, la strada comincia a salire leggermente. Superata la galleria ferroviaria, in una curva a U, sulla sinistra troviamo il bivio per il sentiero delle Grazie.

      Da Chiavari verso il Santuario di Nostra Signora delle Grazie lungo la Tappa 1 del Cammino del Tigullio

      Prima di salire

      Prima di imboccare il sentiero assicuriamoci di aver fatto una buona colazione e di avere con noi acqua sufficiente. In estate, o nelle giornate molto calde, meglio partire presto e affrontare la salita con calma.

      Comincia qui la vera salita. Il percorso entra subito in un bosco di roveri e macchia mediterranea. Incontriamo ulivi, ginestre, rovi, pini e, se siamo fortunati e nella stagione giusta, anche qualche fungo porcino. La salita procede a zig zag su antichi passaggi in pietra, quasi sempre all’ombra.

      Quando la strada termina, girando a sinistra ci troviamo davanti alla scalinata che conduce al Santuario delle Grazie. Giunti in cima, prendiamo fiato, ammiriamo il panorama e osserviamo le particolarità di questo luogo di fede così sentito. Qui troviamo anche un prezioso punto d’acqua.

      Santuario di Nostra Signora delle Grazie a Chiavari lungo la Tappa 1 del Cammino del Tigullio

      Le Grazie, Monte Telegrafo, Sant’Andrea di Rovereto e La Madonnetta

      Dopo aver raggiunto la chiesetta delle Grazie, torniamo per una ventina di metri sui nostri passi, verso la parte finale della scalinata. Da qui troviamo dei segnali rossi marcati su pietra a forma di T rovesciata e anche le nostre due Tt azzurre, che indicano la direzione per il Monte Telegrafo.

      Si comincia a salire lungo le tipiche crêuze liguri, che sembrano condurre tutto d’un fiato verso il cielo.

      Sentiero dalle Grazie verso Monte Telegrafo lungo il Cammino del Tigullio

      Dopo un’altra mezz’ora di salita, tra le chiome degli alberi comincia a filtrare la luce. È il segnale che stiamo raggiungendo una delle prime alture della giornata. Siamo sul Monte Telegrafo, a circa 330 metri sul livello del mare, un itinerario molto conosciuto dai chiavaresi e spesso percorso anche come gita giornaliera.

      Da qui si prosegue in falso piano fino a lasciarsi il bosco alle spalle. Compaiono le prime ville panoramiche, affacciate sul mare e sulla luce del Golfo. Stiamo entrando nella zona di Sant’Andrea di Rovereto, località Case Sparse, scendendo leggermente di quota.

      Per un tratto il cammino si fa comodo e, in alcuni punti, asfaltato o pavimentato. Nonostante le dimensioni ridotte della via, alcune auto riescono ad arrivare fino alle case d’altura. Noi continuiamo il nostro percorso, godendoci il panorama che sembra volersi gettare nell’immensità del mare.

      Monte Telegrafo e Sant’Andrea di Rovereto lungo la Tappa 1 del Cammino del Tigullio

      Si torna poi a salire. La strada è bella, ma la pendenza si fa sentire. Attraversiamo ancora boschi, questa volta con castagni e faggi che entrano nella scena. Dopo un’altra mezz’ora circa si arriva alla Cappella votiva della Madonnetta, appena sotto il Monte Anchetta.

      Qui vale davvero la pena fermarsi qualche minuto, ascoltare la quiete e respirare l’atmosfera di un luogo semplice, raccolto, legato alla storia e alla devozione delle persone che per secoli hanno abitato e attraversato queste montagne.

      Cappella della Madonnetta sotto Monte Anchetta lungo il Cammino del Tigullio

      La Madonnetta, Monte Anchetta, Monte Castello e Montallegro

      A malincuore lasciamo alle spalle questo luogo di frescura fisica e spirituale. Il tracciato inizialmente è largo e un poco accidentato, poi diventa più adatto ai camminatori e torna a mostrare antiche pavimentazioni in pietra, posate con sapienza da chi un tempo raggiungeva a piedi o a dorso di mulo le case sparse e gli agglomerati rurali.

      Finalmente il sole comincia a farsi largo tra gli alberi e vediamo spuntare la vetta. Siamo giunti sul pianoro del Monte Anchetta.

      Qui, per buona parte dell’anno e soprattutto nei giorni festivi, è possibile sostare e pranzare presso il ristorante “Il Galletto”, che si trova proprio in vetta. È anche un punto in cui, per chi lo desidera e se autorizzato dalle strutture presenti, si può valutare una sosta più lunga. Altrimenti, armiamoci di forza d’animo e continuiamo verso la meta di oggi: Montallegro.

      Monte Anchetta e bivio verso Montallegro lungo il Cammino del Tigullio

      Lasciamoci alle spalle il belvedere dell’Anchetta, senza dimenticare una foto, e riprendiamo il cammino scendendo per circa 300/400 metri sulla strada carrozzabile. A un certo punto, sulla sinistra, troviamo il bivio con le indicazioni per Monte Castello e Montallegro, segnato anche dalle nostre Tt.

      Si prosegue su una mulattiera ben strutturata, a tratti nel fresco degli alberi e a tratti più esposta al sole. Nei mesi di luglio e agosto il cappello diventa quasi obbligatorio. Dopo circa venti minuti di falso piano e salita appare una piccola casetta nel bosco: il “Cason Do Giamin”, un vero rifugio sognato per il camminatore stanco e assetato.

      Cason Do Giamin verso Monte Castello e Montallegro

      Il tratto che resta richiede circa 1 ora o 1 ora e 30 minuti, a seconda del passo e delle soste. Si sale fino al trivio del Monte Castello, che con i suoi 643 metri è uno dei monti più alti della cornice che abbraccia il Golfo del Tigullio.

      Qui si svolta a destra e da questo momento il cammino diventa più semplice. Resta una passeggiata di circa trenta minuti, quasi tutta in piano, fino al Santuario di Nostra Signora di Montallegro, la meta finale della Tappa 1.

      Ultimo tratto verso il Santuario di Nostra Signora di Montallegro

      Arrivo a Montallegro

      L’arrivo al Santuario di Montallegro è uno dei momenti più belli della giornata. Dopo essere partiti dal mare, ci si ritrova in quota, davanti a uno dei luoghi simbolo del Tigullio, con la sensazione vera di aver conquistato la prima tappa passo dopo passo.

      Per chi vuole scendere a Rapallo

      Per chi ha ancora energie, oppure per chi percorre il Cammino in un periodo di chiusura delle strutture in quota, è possibile scendere verso Rapallo.

      Dal Santuario si può percorrere il bellissimo lastricato che scende a valle. Arrivati sulla carrozzabile si raggiunge la stazione della storica Funivia di Montallegro. Da qui si può decidere se proseguire a piedi lungo la mulattiera, in circa 40 minuti tutti in discesa, oppure scendere in cabina.

      Noi consigliamo sempre, quando possibile, la discesa a piedi e il ritorno con la funivia o con l’autobus. La funivia merita comunque di essere presa almeno una volta: è una di quelle piccole esperienze che restano nella memoria.

      Vuoi organizzare il Cammino del Tigullio?

      Scrivici compilando il form qui sotto: possiamo aiutarti a organizzare al meglio il Cammino, dalla scelta delle tappe al pernottamento, fino al trasporto bagagli e ai consigli pratici.

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        Elenco delle tappe

        Descrizione generale Prima di partire: informazioni utili, spirito del percorso, organizzazione e consigli pratici. Descrizione
        Tappa 1 · Chiavari – Montallegro La partenza dal mare e la salita verso il Santuario di Nostra Signora di Montallegro. Sei qui
        Tappa 2 · Montallegro – Sant’Andrea di Foggia Una tappa di crinale e di collegamento tra Montallegro, Rapallo e l’avvicinamento al Monte di Portofino. Tappa 2
        Tappa 3 · Sant’Andrea di Foggia – San Lorenzo della Costa Una tappa più tecnica e breve, in prevalenza su asfalto e collegamenti verso il Monte di Portofino. Tappa 3
        Tappa 4 · San Lorenzo della Costa – Portofino – Santa Margherita Ligure La tappa del Parco di Portofino, tra sentieri, mare, borghi iconici e possibilità di collegamenti via traghetto. Tappa 4
        Tappa 5 · Santa Margherita Ligure – Rapallo – Zoagli – Chiavari Il rientro verso Chiavari tra tratti urbani, mulattiere, costa, borghi e litoranea. Tappa 5

        Tappa 2 – Cammino nel Tigullio da Montallegro a Sant’Andrea di Foggia

        Veduta dal Monte Manico del Lume su Rapallo e il Golfo del Tigullio lungo la Tappa 2 del Cammino del Tigullio

        Cammino del Tigullio

        Tappa 2 da Montallegro a San Pietro di Novella

        Veduta dal Monte Manico del Lume su Rapallo e il Golfo del Tigullio lungo la Tappa 2 del Cammino del Tigullio
        Tappa 2 · Da Montallegro a San Pietro di Novella

        Montallegro, Passo della Crocetta, Monte Pegge, Manico del Lume, Chignero e San Pietro di Novella

        La seconda tappa del Cammino del Tigullio è la più impegnativa dell’intero percorso. Da Montallegro si cammina verso il Passo della Crocetta, il Monte Pegge e il Monte Manico del Lume, punto più alto del Cammino, prima della discesa verso Chignero e dell’arrivo a San Pietro di Novella.

        PartenzaMontallegro · 612 m
        ArrivoSan Pietro di Novella
        Lunghezza16 km circa
        Tempo6 ore circa

        Mappa della Tappa 2

        Da Montallegro si raggiunge il Passo della Crocetta, si sale al Monte Pegge e al Monte Manico del Lume, quindi si scende verso Chignero e si prosegue fino a San Pietro di Novella, punto di arrivo della seconda giornata.

        Profilo altimetrico

        La tappa resta a lungo in quota e tocca alcuni dei punti più alti del Cammino del Tigullio: il Monte Pegge, a 774 metri, e il Monte Manico del Lume, a 801 metri. Il tratto più delicato è la discesa verso Chignero, dove si perde quota rapidamente su terreno ripido.

        Profilo di elevazione della Tappa 2 del Cammino del Tigullio da Montallegro a San Pietro di Novella

        In sintesi

        La Tappa 2 è la giornata più montana e impegnativa del Cammino del Tigullio. Si parte da Montallegro, si attraversa il Passo della Crocetta, si raggiunge il Monte Pegge con il Rifugio Margherita e si prosegue verso il Monte Manico del Lume, il punto più alto dell’intero Cammino. Da qui si scende verso Chignero e si termina la tappa a San Pietro di Novella.

        • Livello di difficoltà: impegnativa, consigliata a camminatori allenati.
        • Tratto più delicato: discesa dal Manico del Lume verso Chignero.
        • Tempo medio di percorrenza: circa 6 ore, escluse le soste.
        • Lunghezza indicativa: circa 16 km.
        • Consiglio: partire con acqua sufficiente, scarpe da trekking e traccia GPS.

        Attenzione: tratto consigliato a escursionisti esperti

        La discesa dal Monte Manico del Lume verso Chignero è il tratto più impegnativo della Tappa 2. In poco più di 35 minuti si perdono circa 400 metri di quota, passando dagli 801 metri del Manico del Lume ai circa 380 metri di Chignero.

        Il tratto non è esposto, ma si svolge su terreno misto bosco e antica scalinata in pietra, senza corrimano. Richiede passo sicuro, scarpe da trekking adeguate, buona esperienza su sentieri ripidi e molta prudenza, soprattutto con fondo umido o in caso di stanchezza.

        La tappa è pensata per un cammino in autonomia su sentieri escursionistici esistenti. Ogni camminatore deve valutare preparazione, meteo, attrezzatura e condizioni del terreno prima di mettersi in cammino.

        Punti acqua e ristoro lungo la Tappa 2

        Questa è una tappa in cui l’acqua va gestita con attenzione. Dopo la partenza da Montallegro i punti di rifornimento sono pochi e distanti tra loro.

        • Montallegro: punto acqua alla partenza, presso la fontana vicino al Santuario. È fondamentale riempire bene le borracce prima di partire.
        • Chignero: punto acqua sul retro della chiesa, utile dopo la lunga discesa dal Manico del Lume.
        • San Pietro di Novella: arrivo della tappa, con possibilità di appoggio per ristoro e pernottamento secondo disponibilità delle strutture.

        Da Montallegro al Passo della Crocetta e al Monte Pegge

        Dopo una notte di riposo e una colazione fresca in quota, si riparte da Montallegro per la tappa più impegnativa del Cammino. Oggi si cammina sulle cime più alte che abbracciano il Golfo del Tigullio, con panorami ampi e continui, ma anche con tratti che richiedono attenzione e preparazione.

        Prima di lasciare il Santuario è importante riempire bene le borracce alla fontana di Montallegro, situata nei pressi dell’imbocco del sentiero. Da qui in avanti l’acqua non sarà sempre disponibile, quindi conviene partire già ben riforniti.

        Fontana di Montallegro e bivio verso il Passo della Crocetta lungo la Tappa 2 del Cammino del Tigullio

        Da Montallegro si prende il sentiero Chichizola, quello che procede in piano verso sinistra, evitando invece la direzione del Monte Rosa. Il tratto è segnalato da diversi segnavia: il rombo rosso orizzontale e le due XX accompagnano la prima parte del cammino.

        Il percorso procede quasi sempre in piano o con leggere variazioni di quota. Il bosco, a tratti, si apre lasciando spazio a belle vedute su Rapallo, San Michele di Pagana, Santa Margherita Ligure e il Golfo del Tigullio.

        Dopo circa mezz’ora si raggiunge la Cappella della Santa Croce e la strada carrozzabile che taglia il sentiero. La si attraversa con attenzione e, subito di fronte, si imbocca la salita verso il Monte Pegge, seguendo sempre il rombo rosso orizzontale.

        Cappella della Santa Croce e sentiero verso Monte Pegge lungo la Tappa 2 del Cammino del Tigullio

        Da qui si sale in maniera decisa, guadagnando quasi 200 metri di quota in poco più di mezz’ora, fino a raggiungere i 774 metri del Monte Pegge e il Rifugio Margherita.

        Il sentiero è quasi tutto in salita e non sempre immerso nella vegetazione. Questo permette di continuare ad ammirare il panorama, ma richiede anche attenzione al passo. Nei periodi più caldi rovi, felci e vegetazione possono rendere alcuni passaggi meno comodi: pantaloni lunghi e racchette da trekking possono essere molto utili.

        Monte Pegge e Rifugio Margherita lungo la Tappa 2 del Cammino del Tigullio

        Dal Monte Pegge al Monte Manico del Lume

        Dal Monte Pegge il cammino prosegue verso il Monte Manico del Lume. Qui la tappa cambia carattere: si cammina più in alto, tra crinali, tratti aperti, felci, rovi e brevi passaggi dove la traccia può sembrare meno evidente.

        In questa parte non ci sono punti acqua. Conviene quindi bere con criterio, fare una pausa ragionata e, se necessario, sistemare l’abbigliamento prima di proseguire. Nei mesi caldi possono essere utili pantaloni lunghi, maglietta leggera a maniche lunghe e cappello.

        Si prosegue verso sinistra, con un lieve declivio. Dopo un breve tratto tra prati e felci, si entra in un noccioleto ombroso e suggestivo, dove i segnavia tornano più evidenti e aiutano a confermare la direzione.

        Usciti dal bosco, il percorso diventa più panoramico e a tratti più selvaggio. Si cammina lungo una pista che costeggia rovi ed erba alta, poi il sentiero torna a definirsi meglio. Davanti a noi compare il profilo del Manico del Lume, il punto più alto della giornata e dell’intero Cammino.

        Dal Monte Pegge verso il Monte Manico del Lume lungo la Tappa 2 del Cammino del Tigullio

        Avvicinandosi alla vetta, il paesaggio si apre tra la Val Fontanabuona e il Golfo del Tigullio. È uno dei momenti più belli della tappa, ma anche uno di quelli in cui non bisogna perdere concentrazione.

        Giunti al bivio per la salita finale, si può raggiungere la vetta del Monte Manico del Lume, a 801 metri. La vista è ampia e spettacolare: Rapallo, il Golfo, i crinali e l’entroterra sembrano disporsi tutti intorno al camminatore.

        Dal Manico del Lume a Chignero

        Dopo la vetta, si rientra sulla stessa traccia percorsa in salita fino al bivio. Da qui inizia la parte più impegnativa della giornata: la discesa verso Chignero.

        In prossimità del bivio è importante prestare attenzione alla direzione. La variante più impegnativa segnalata verso Chignero non è quella consigliata per il Cammino. La traccia da seguire scende verso destra e poi prosegue con segnaletica a lungo rettangolo rosso, ben visibile su pietre e alberi.

        La discesa entra inizialmente in un bosco fitto, con fondo che può essere scivoloso, poi si trasforma gradualmente in una crêuza aperta e ripida, con tratti di antica scalinata in pietra. In poco più di mezz’ora si perde molta quota: è qui che servono calma, bastoncini, scarpe adeguate e passo sicuro.

        Dopo la parte più ripida compaiono i primi tetti di Chignero, ma prima di arrivare alla chiesa servono ancora alcuni minuti di attenzione.

        Chignero lungo la discesa dal Monte Manico del Lume nella Tappa 2 del Cammino del Tigullio

        Arrivati alla Chiesa di Chignero e al capolinea degli autobus, conviene prendersi una pausa. Il borgo è uno di quei luoghi che raccontano bene la doppia anima del Tigullio: mare e montagna vicinissimi, ma con un’atmosfera che sembra già lontana dalla costa.

        Sul retro della chiesa si trova un punto acqua utile per recuperare dopo la discesa. Da qui la tappa prosegue verso San Pietro di Novella, punto di arrivo della seconda giornata.

        Da Chignero a San Pietro di Novella

        Lasciato Chignero, si prosegue in discesa seguendo il percorso verso valle. Il cammino diventa meno tecnico rispetto alla discesa dal Manico del Lume, ma la stanchezza può farsi sentire: meglio non sottovalutare gli ultimi chilometri.

        La tappa termina a San Pietro di Novella, scelta come punto di arrivo perché offre maggiori possibilità di appoggio per il pernottamento e il ristoro rispetto alle frazioni precedenti. È una scelta pratica, pensata per rendere più fluida l’organizzazione del Cammino e della giornata successiva.

        Arrivo a San Pietro di Novella

        L’arrivo a San Pietro di Novella chiude la tappa più impegnativa del Cammino del Tigullio. Dopo Montallegro, il Monte Pegge, il Manico del Lume e la discesa verso Chignero, questa giornata lascia addosso la sensazione di aver attraversato il volto più montano e selvaggio del Tigullio.

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          Elenco delle tappe

          Descrizione generale Prima di partire: informazioni utili, spirito del percorso, organizzazione e consigli pratici. Descrizione
          Tappa 1 · Chiavari – Montallegro La partenza dal mare e la salita verso il Santuario di Nostra Signora di Montallegro. Tappa 1
          Tappa 2 · Montallegro – San Pietro di Novella La tappa più impegnativa del Cammino, tra Monte Pegge, Manico del Lume, Chignero e l’arrivo a San Pietro di Novella. Sei qui
          Tappa 3 · San Pietro di Novella – San Lorenzo della Costa Una tappa di collegamento verso il Monte di Portofino, tra tratti urbani, salite e avvicinamento al Parco. Tappa 3
          Tappa 4 · San Lorenzo della Costa – Santa Margherita Ligure La tappa del Parco di Portofino, tra sentieri, mare, borghi iconici e possibilità di collegamenti via traghetto. Tappa 4
          Tappa 5 · Santa Margherita Ligure – Chiavari Il rientro verso Chiavari tra Rapallo, Zoagli, mulattiere, costa e litoranea. Tappa 5

          Tappa 3 – Cammino nel Tigullio da San Pietro di Novella a San Lorenzo della Costa

          Chiesa millenaria di Ruta di Camogli lungo la Tappa 3 del Cammino del Tigullio verso il Parco di Portofino

          Cammino del Tigullio

          Tappa 3 da San Pietro di Novella al Monte del Parco di Portofino

          Chiesa Millenaria di Ruta di Camogli lungo la Tappa 3 del Cammino del Tigullio
          Tappa 3 · Da San Pietro di Novella a San Lorenzo della Costa

          San Pietro di Novella, Valle Christi, Strada di Bana, Ruta di Camogli e San Lorenzo della Costa

          La terza tappa del Cammino del Tigullio è una giornata breve e prevalentemente su asfalto. Dopo due lunghe giornate tra sentieri boschivi, crêuze, pietre e crinali liguri, questa tappa aiuta a far riposare un po’ caviglie e ginocchia, accompagnando il camminatore dalla dorsale preappenninica verso l’accesso alla macchia mediterranea del Monte di Portofino.

          PartenzaSan Pietro di Novella / Sant’Andrea di Foggia
          ArrivoRuta di Camogli / San Lorenzo della Costa
          Lunghezza8 – 10 km circa
          Tempo3 / 4 ore circa

          Mappa della Tappa 3

          Da San Pietro di Novella si raggiunge la zona di Santa Maria del Campo e San Massimo, con possibile deviazione ai Ruderi di Valle Christi. Il cammino prosegue poi lungo la Strada di Bana, supera l’antico Lazzaretto di Rapallo e sale verso Ruta di Camogli, prima di arrivare a San Lorenzo della Costa o nei pressi degli accessi al Parco di Portofino.

          Profilo altimetrico

          La Tappa 3 è più breve e meno montana rispetto alle prime due giornate, ma non va sottovalutata. Dopo la discesa verso la zona di Rapallo, il percorso risale progressivamente lungo la Strada di Bana fino a Ruta di Camogli, con alcuni tratti su asfalto stretto e pendenze da affrontare con passo regolare.

          Profilo altimetrico della Tappa 3 del Cammino del Tigullio da San Pietro di Novella a San Lorenzo della Costa

          In sintesi

          La Tappa 3 è una giornata tecnica di collegamento. Non è la tappa dei grandi boschi o dei lunghi crinali, ma è fondamentale perché accompagna il camminatore dal versante interno del Rapallese verso Ruta, San Lorenzo della Costa e il Monte di Portofino.

          • Livello di difficoltà: per tutti, ma con attenzione ai tratti su strada.
          • Tipologia prevalente: asfalto, strade secondarie e brevi tratti urbani.
          • Tempo medio di percorrenza: circa 3 / 4 ore.
          • Lunghezza indicativa: 8 – 10 km circa, in base alla struttura di partenza e arrivo.
          • Interesse principale: Valle Christi, Lazzaretto di Bana, Ruta di Camogli e Chiesa Millenaria.

          Attenzione: tappa breve ma con tratti su strada

          Questa tappa è prevalentemente su asfalto e su strade secondarie. Proprio per questo motivo, pur essendo meno impegnativa dal punto di vista escursionistico, richiede attenzione nei tratti urbani, negli attraversamenti e nella salita verso Ruta di Camogli, dove la carreggiata può risultare stretta.

          Il Cammino del Tigullio è pensato come cammino autogestito su sentieri, strade secondarie e percorsi esistenti. Ogni camminatore deve valutare preparazione, meteo, attrezzatura, condizioni del terreno e prudenza personale prima di mettersi in cammino.

          Punti acqua e ristoro lungo la Tappa 3

          Rispetto alle prime due giornate, questa è una tappa più servita. Lungo il percorso, in base al punto esatto di partenza e alla struttura che vi ospiterà la sera, si possono trovare bar, ristoranti, farmacie e supermercati.

          • San Pietro di Novella / Rapallo: zona con maggiori possibilità di servizi, bar e piccoli punti di appoggio.
          • Strada di Bana: tratto più isolato, dove è meglio avere già acqua e uno spuntino nello zaino.
          • Ruta di Camogli: punto acqua utile prima di proseguire verso San Lorenzo della Costa o verso gli accessi del Parco di Portofino. È presente una farmacia ed un piccolo supermarket.
          • San Lorenzo della Costa: zona di possibile arrivo o pernottamento, secondo disponibilità delle strutture.

          Da Sant’Andrea di Foggia a San Pietro di Novella

          La partenza della Tappa 3 può variare leggermente in base alla struttura che vi ha ospitato la sera precedente. Se la seconda giornata è terminata a San Pietro di Novella, il cammino riparte direttamente da qui. Se invece avete dormito a Sant’Andrea di Foggia, la giornata comincia con una discesa verso il fondovalle rapallese.

          In questa prima parte il paesaggio cambia rapidamente. Dopo le quote, i boschi e le crêuze delle prime due tappe, si rientra in una zona più abitata, più pratica e più vicina ai servizi. È un passaggio utile, quasi necessario, prima di avvicinarsi al Monte di Portofino.

          Panorami tra Sant’Andrea di Foggia e San Pietro di Novella lungo la Tappa 3 del Cammino del Tigullio

          A San Pietro di Novella vale la pena fermarsi qualche minuto nei pressi della chiesa e del ponte. È un punto semplice, ma significativo, perché segna l’inizio della giornata di collegamento verso Ruta e San Lorenzo della Costa.

          Le chiese di Sant’Andrea di Foggia e San Pietro di Novella lungo il Cammino del Tigullio

          Da San Pietro di Novella verso Santa Maria del Campo e San Massimo

          Da San Pietro di Novella si prosegue verso la zona di Rapallo, superando la struttura ospedaliera e la piscina comunale fino a raggiungere il nodo viario nei pressi dell’autostrada. Qui serve un po’ di attenzione, perché il cammino attraversa un tratto urbano con incroci, rotatorie e attraversamenti.

          Una volta imboccata la direzione per Santa Maria del Campo, il passo torna più tranquillo. Dopo circa 500 metri si devia verso San Massimo, dove si trova uno dei luoghi più interessanti della giornata: i Ruderi del Monastero di Valle Christi.

          Rotonda autostradale di Rapallo e direzioni della Tappa 3 del Cammino del Tigullio

          Valle Christi: la sorpresa gotica della giornata

          I Ruderi di Valle Christi sono una delle sorprese più belle di questa tappa. Appaiono quasi all’improvviso, in una zona oggi molto diversa da quella che doveva essere nel Medioevo. Il monastero, fondato nel XIII secolo, conserva ancora un fascino particolare, con le sue forme gotiche e un’atmosfera sospesa.

          È una deviazione breve, ma consigliata. Dopo due giornate dominate dalla natura, questo passaggio introduce una componente storica e artistica molto forte. Il cammino non è fatto solo di chilometri: è anche memoria, territorio e luoghi che meritano di essere guardati con calma.

          Dopo la visita si torna sui propri passi per imboccare la Strada di Bana, che costeggia l’omonimo torrente e conduce progressivamente verso il territorio di Camogli.

          La Strada di Bana e l’antico Lazzaretto di Rapallo

          Superato il ponte, si devia in piano e si prosegue lungo la Strada di Bana. Il percorso qui diventa più lineare, meno escursionistico e più stradale, ma non per questo privo di significato. Si cammina in una zona di passaggio tra campagna, abitato e memoria storica.

          Lungo la via si incontra l’antico Lazzaretto di Rapallo, conosciuto anche come Lazzaretto di Bana. È uno dei punti più particolari della giornata: un edificio nato per accogliere i malati in un tempo in cui epidemie, isolamento e assistenza erano parte concreta della vita delle comunità.

          Anche se oggi il luogo appare silenzioso e in parte dimenticato, fermarsi qui per qualche minuto aiuta a dare profondità al cammino. Non si sta attraversando solo una strada: si sta passando dentro una storia fatta di paura, cura, confini e sopravvivenza.

          Lazzaretto di Rapallo e cartello di confine tra Rapallo e Camogli lungo la Tappa 3 del Cammino del Tigullio

          La salita verso Ruta di Camogli

          Dopo il Lazzaretto, la strada comincia a salire. È il tratto più faticoso della giornata, non tanto per la lunghezza complessiva, quanto per la pendenza e per la carreggiata in alcuni punti stretta. Qui è importante camminare con prudenza e mantenersi sempre sul lato più sicuro della strada.

          La salita conduce verso Ruta di Camogli, punto strategico tra il Golfo Paradiso, il Monte di Portofino e il Tigullio. Arrivare qui significa sentire che la tappa sta per concludersi e che il cammino sta cambiando pelle: dalla dorsale interna ci si avvicina al paesaggio mediterraneo del promontorio.

          Chiesa di San Michele Arcangelo a Ruta di Camogli lungo la Tappa 3 del Cammino del Tigullio

          La Chiesa Millenaria di Ruta

          Nei pressi di Ruta si trova la Chiesa Millenaria, uno dei luoghi più belli e significativi della giornata. È un edificio semplice, romanico, essenziale, ma proprio per questo capace di raccontare molto. Per secoli questo punto è stato legato al passaggio, all’accoglienza e alla vita religiosa della zona.

          Dopo l’asfalto, gli incroci e la salita, questo luogo offre una pausa diversa: non solo fisica, ma anche emotiva. È uno di quei punti in cui il cammino invita naturalmente a rallentare, guardarsi intorno e capire quanto sia ricco il territorio che si sta attraversando.

          Da Ruta di Camogli a San Lorenzo della Costa

          Da Ruta si può proseguire verso San Lorenzo della Costa oppure fermarsi in base alla disponibilità delle strutture ricettive. In alcuni casi la notte può essere organizzata a Ruta, a San Lorenzo o già in prossimità degli accessi al Parco di Portofino.

          Dal tratto dell’Aurelia e dagli accessi nei pressi di Ruta si entra idealmente nella parte successiva del cammino: quella che conduce verso la macchia mediterranea del Monte di Portofino, con sentieri, scorci sul mare e un ambiente completamente diverso rispetto alle prime giornate.

          Galleria di Ruta di Camogli e statua della Vergine lungo la Tappa 3 del Cammino del Tigullio

          Arrivo a San Lorenzo della Costa

          L’arrivo della Tappa 3 può cambiare in base alla struttura disponibile per la serata. La zona di riferimento è quella tra Ruta di Camogli, San Lorenzo della Costa e gli accessi verso il Parco di Portofino.

          È una tappa volutamente breve e di collegamento: serve a recuperare energie, alleggerire la giornata dopo le prime due tappe e prepararsi alla parte più panoramica e mediterranea del Cammino del Tigullio.

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            Descrizione generale Prima di partire: informazioni utili, spirito del percorso, organizzazione e consigli pratici. Descrizione
            Tappa 1 · Chiavari – Montallegro La partenza dal mare e la salita verso il Santuario di Nostra Signora di Montallegro. Tappa 1
            Tappa 2 · Montallegro – San Pietro di Novella La tappa più impegnativa del Cammino, tra Monte Pegge, Manico del Lume, Chignero e l’arrivo a San Pietro di Novella. Tappa 2
            Tappa 3 · San Pietro di Novella – San Lorenzo della Costa Una tappa breve e prevalentemente su asfalto, tra Valle Christi, Strada di Bana, Ruta di Camogli e avvicinamento al Monte di Portofino. Sei qui
            Tappa 4 · San Lorenzo della Costa – Santa Margherita Ligure La tappa del Parco di Portofino, tra sentieri, mare, borghi iconici e possibilità di collegamenti via traghetto. Tappa 4
            Tappa 5 · Santa Margherita Ligure – Chiavari Il rientro verso Chiavari tra Rapallo, Zoagli, mulattiere, costa e litoranea. Tappa 5