Cammino Religioso in Liguria tra Storia Tradizioni e Folklore Tappa 3

cammino religioso in liguria valle christi e lazzaretto di bana

Cammino Religioso in Liguria

Tappa 3: Sant’Andrea di Foggia – Ruta di Camogli

Cosa Vedremo:

San Pietro di Novella

Nella terza tappa del Cammino Religioso in Liguria, ci troviamo presto, lasciando Sant’Andrea di Foggia, presso la Chiesa di San Pietro di Novella che si trova nel Comune di Rapallo nell’omonima frazione e che si estende nella valle del torrente San Pietro. Bisogna segnalare nei pressi un importante ponte medievale a schiena d’asino.

cammino religioso in liguria chiesa san pietro di novella

Abbazia di Valle Christi

La struttura vede la luce nel 1204 a seguito della donazione di un terreno da Tibe e Altilia De Mari al Vescovo di Genova Ottone Ghilini. Una donazione finalizzata a creare un luogo femminile di ritiro spirituale e di meditazione. L’abbazia appartenne prima alle Monache Cistercensi e poi alle Clarisse di S.Agostino ma già nel 1568 con bolla di Pio V il monastero fu sconsacrato e abbandonato.
La costruzione, che secondo le disposizioni vescovili non doveva ledere i diritti delle chiese contermini, fu edificata in stile romanico ma di essa oggi rimane in piedi molto poco, anche perché dopo il 1568 essa fu progressivamente spogliata delle pietre, che servivano alle famiglie della zona per le proprie costruzioni.
Nella chiesa si conservava una reliquia di San Biagio, che oggi viene custodita nella Basilica di Rapallo.
Nella zona si svolgono da numerosi anni festival culturali di notevole interesse.

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Lazzaretto di Bana

Nel 1450 a seguito di una epidemia di lebbra Giacomo d’Aste donò un terreno per la costruzione di un Lazzaretto, che fu affidato ai protettori dell’Ospedale Pamattone di Genova. Esso fu restaurato una prima volta nel 1505 ma fu trovato in pessime condizioni dal visitatore aposotolico Francesco Bossi, vescovo di Novara, nel 1582.
Sulla facciata esterna un dipinto quattrocentesco con la Madonna con Bambino e i Santi Lazzaro, Giacomo e Biagio.

cammino religioso lazzaretto di bana rapallo

Chiesa Millenaria di Ruta

L’antica chiesa di Ruta, che fu l’unica del paese fino al 1627, ha sicuramente origini molto antiche ma purtroppo un intervento di restauro nel 1905 comportò la probabile distruzione di un ospizio dei pellegrini e la rimozione delle lastre tombali dal pavimento interno, richiamate nella visita apostolica del 1749.
La chiesa fu pure seriamente danneggiata dalle truppe francesi a seguito della caduta della Repubblica di Genova.

cammino religioso chiesa millenaria di ruta

Chiesa di San Michele Arcangelo

La chiesa di San Michele Arcangelo è citata in un atto del 1192 mentre in un altro del 1239 risulta un capitolo di canonici. La struttura di culto fu adibita a fienile e stalla durante il periodo rivoluzionario francese. Fu recuperata e restaurata agli inizi del XX secolo, conservando le due navate introdotte nel secolo XV mentre l’abside risale al XIII secolo.

cammino religioso chiesa san michele arcangelo ruta

Chiesa di San Lorenzo della Costa

La Chiesa di San Lorenzo della Costa si presenta a tre navate con notevole espressione del barocco mentre poco o nulla rimane del periodo romanico. All’interno si trova un importante trittico fiammingo denominato di S.Andrea, che è opera proveniente forse da Bruges grazie alla commissione di un mercante locale.
Nella chiesa si trovano opere di Luca Cambiaso e una statua lignea di Anton Maria Maragliano.

cammino religioso in liguria chiesa san lorenzo della costa

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Elenco delle Tappe:

 

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    Cammino nel Tigullio tra Monti Mare e Borghi

    cammino nel tigullio trekking

    Trekking e Cammino nel Tigullio tra Monti, Mare e Borghi

    Il Cammino nel Tigullio tra Monti, Mare e Borghi è un’iniziativa ideata e promossa da BioTigullio5Terre, il portale del Tigullio e delle Cinque Terre, assieme a Tigullio Trekking. Si tratta di una vacanza all’insegna del turismo lento, del turismo che non crea impatto ambientale, del turismo green attento e rispettoso della storia dei luoghi, delle tradizioni secolari in esse conservate, dell’arte culinaria del territorio, dei suoi prodotti locali e delle bellezze paesaggistiche. Per valorizzare tutto questo nasce anche il Negozio di BioTigullio5Terre.

    Il Cammino nel Tigullio tra Monti, Mare e Borghi è un itinerario ad anello di 65 Km. (di cui 35 Km su terra e mulattiere il restante suddiviso tra piccole strade comunali, compresi tratti su asfalto, cemento e pietre) che, partendo da Chiavari, porta in quota per seguire i crinali montani ed osservare dall’alto quello specchio marino d’un azzurro penetrante che per tutto il tempo non abbandonerà mai i camminatori. Sale al Santuario di Nostra Signora di Montallegro, percorre sulla dorsale le cime più alte dell’anfiteatro naturale del Golfo del Tigullio raggiungendo i 774/801 m. s.l.m. Infine discende per antichi sentieri e per antiche crêuze attraverso poco conosciuti borghi rurali, chiese, chiese millenarie, abbazie, antichi oratori, lazzaretti, castelli, santuari, cappelle nascoste, ristori speciali, persone ansiose di poter raccontare la storia dei luoghi. Il percorso sale poi verso il Monte di Portofino e l’Abbazia di San Fruttuoso. Da qui un piacevole viaggio in battello (primero) per approdare e visitare Portofino e poi nuovamente a piedi fino a Santa Margherita Ligure, San Michele di Pagana, Rapallo. Ora tutto si snoda sulla litoranea per fare infine ritorno a Chiavari non prima di aver conosciuto la panoramicissima frazione di Sant’Ambrogio di Zoagli, poi la romanica San Pantaleo per giungere  in breve nel borgo di Zoagli ed a seguire le due stupende frazioni di San Pietro e Sant’Andrea di Rovereto.

    Informiamo tutti i Camminatori e le Camminatrici che è importante prendere contatto con il nostro staff. La segnaletica che è del CAI / FIE non spesso è buona e quindi non ci prendiamo responsabilità che non sono le nostre. La segnaletica ufficiale, è in fase di completamento in quanto ci vogliono i dovuti permessi dagli enti preposti. Quindi abbiamo fatto stampare la mappa cartacea 1: 22.0000 ed abbiamo tracce GPX oltre che una meravigliosa guida descrittiva che Vi invieremo dopo averci contattato e deciso di partire. Grazie per la collaborazione!

    cammino nel tigullio tra monti mare e borghi promozionale 

    Il cammino si articola su 5 giorni e 4 notti. Lo staff di Tigullio Trekking mette a disposizione tutto ciò che può tornare utile al camminatore durante la sua vacanza: locali, strutture, ospitali convenzionati dove poter dormire, mangiare, fare colazione ad un prezzo onesto e poi ripartire più ricchi dentro e più carichi che mai verso la magia del giorno successivo. Questo è il Cammino nel Tigullio tra Monti, Mare e Borghi!

    Un cammino adatto a tutti ed a tutte le tasche

    In cinque giorni e quattro notti poter vivere e vedere tante bellezze paesaggistiche tutte assieme, sembra impossibile. Il cammino è stato concepito per renderlo possibile.

    Tracce gps, fotografie, brevi video, contatti locali e tutto quello che c’è da sapere per affrontare ogni giorno le varie tappe in totale tranquillità. Tutto questo lo trovate contattando lo staff di Tigullio Trekking al telefono +393470716432  whatsapp +393470716432 via Form dei Contatti.

    Lo spirito di questo cammino è che possa essere accessibile a tutti ed a tutte le tasche. Lo staff di Tigullio Trekking crede che sia possibile visitare in maniera non dispendiosa borghi famosissimi come Portofino, Santa Margherita Ligure e Zoagli. Questo patrimonio deve essere per tutti e non solo per coloro che solcano le strade con auto sfarzose o i mari con imbarcazioni lussuose.

    Ci spingiamo oltre dicendo che questo è anche un cammino sociale, che mira a rispettare il territorio e ad essere parti attive del progetto, ad esempio: raccogliendo strada facendo una bottiglietta di plastica, abbandonata sul ciglio della strada, per poi riporla nella sua giusta destinazione finale.

    Piantina Cammino nel Tigullio tra Monti, Mare e Borghi ad anello

    Per chi è pensato, cosa portare e cosa fare

    L’itinerario è pensato per le famiglie con figli dai 12 anni in su. Per giovani e meno giovani, comitive, gruppi, coppie che vogliono prendersi uno spazio per se stessi, al contempo spirituale e mondano. L’attraversamento delle cime può essere faticoso per questo è necessario sempre prestare la massima attenzione.

    Un tratto della Tappa n. 2, è segnalata come livello di difficoltà EE, inoltre la stessa anche se non ha un importante sviluppo chilometrico, è la tappa più dura dell’intero cammino e la discesa in 40 min. dagli 800 m. s.l.m. ai 380 all’interno di un antico bosco di castagni, lungo una ciclopica scalinata in pietra (la direttissima), mette sempre a dura prova anche i camminatori e le camminatrici più allenate. In ogni caso se si posseggono i rudimenti di cammino in montagna non ci saranno problemi alcuni. Si possono portare ovviamente con sé gli amici a quattro zampe che saranno sempre i benvenuti. Le tappe variano dai 12 ai 17 km giornalieri e non superano mai le 5/6/7 ore di durata massima.

    Le tappe di montagna sono ovviamente quelle più impegnative e quindi è necessario non dimenticare quanto segue:

    • Periodo migliore per affrontarlo: aprile/maggio/giugno – settembre/ottobre/novembre
    • Tenda (per chi vuole dormire in tenda – 3 nt. su 4 è possibile. Per chi non desidera dormire in hotel può decidere di accorpare la 4^ e la 5^ tappa in una sola.)
    • 2 magliette a manica corta
    • 1 maglietta a manica lunga
    • Felpa
    • K-way
    • 1 o 2 pantaloni corti ma sotto al ginocchio
    • 1 pantalone lungo (comodo)
    • Cappellino
    • Crema solare
    • Ghiaccio spray
    • Spray anti insetto
    • 1.5/2 l. d’acqua per ciascuno
    • Sali minerali
    • Carboidrati liquidi in busta
    • Racchette da trekking
    • Scarpe da trekking
    • Costume
    • Asciugamano
    • Ricambi vari

    Questo è solo un promemoria di massima. Ognuno poi è libero di fare come più ritiene opportuno in base alla propria esperienza.

    –> NEWS !!!

    NEWS !!! <–

    Elenco delle Tappe:

    • Descrizione
    • Tappa 1 (tipologia: terra / montana)
    • Tappa 2 (tipologia: terra / montana)
    • Tappa 3 (tappa tecnica e corta in prevalenza su asfalto di collegamento verso il monte di Portofino)
    • Tappa 4 (tipologia: terra / traghetto / asfalto)
    • Tappa 5 (tipologia: asfalto, mulattiere, e poi in litoranea fino a Chiavari)

    Scrivici compilando il Form per aiutarti ad organizzare al meglio il Cammino

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      Tappa 1 – Cammino nel Tigullio da Chiavari a Montallegro

      Cammino nel Tigullio tappa n. 1 Chiavari Montallegro

      Tappa 1: Chiavari – Le Grazie – Monte Telegrafo – Sant’Andrea di Rovereto – Madonnetta – Monte Anchetta – Monte Castello – N.S. di Montallegro

      Profilo Altimetrico

      Profilo di elevazione Tappa 1 Cammino nel Tigullio tra Monti, Mare e Borghi

      Descrizione Sintetica della Tappa 1 del Cammino nel Tigullio

      Nella tappa 1 del Cammino nel Tigullio, si sale da 0 m. s.l.m. di Chiavari ai 612 m. s.l.m. del Santuario N.S. di Montallegro. Si attraversa Chiavari via passeggiata a mare. Si svalica attraverso la carrozzabile, la ferrovia, si prende il bivio sulla sinistra e si prosegue all’interno della macchia di roveri in salita fino ad arrivare al Santuario di Nostra Signora delle Grazie. Dalle Grazie, sulla destra si seguono le indicazioni per il Monte Telegrafo. A seguire si prosegue attraversando località Case Sparse di Sant’Andrea di Rovereto, si continua per giungere alla Cappella della Madonnetta per giungere alla prima cima odierna del Monte Anchetta. Dopo esserci presi 5 minuti di relax si fa un breve tratto di strada asfaltata per trovare poi il bivio sulla sinistra che porta verso Montallegro. Da qui ci vorranno ancora 2 h. a ritmo sostenuto per arrivare a destinazione. Tempo medio di percorrenza della tappa odierna, circa 5h. Visto gli scorci e gli incontri che farete, vi invitiamo a camminare con calma – tanto siete in vacanza – prestando la massima attenzione al tracciato ed alle bellezze naturali.

      • Livello di Difficoltà: per Tutti
      • Tempo medio di percorrenza: 5 ore circa
      • Lunghezza: 12 km circa

      Chiavari – Santuario N.S. Le Grazie

      Eccoci giunti a Chiavari e pronti al VIA. In questa 1^ tappa s’inaugura il Cammino e di conseguenza la nostra vacanza tra Monti, Mare e Borghi nel Tigullio. Il punto di partenza, se arriviamo in macchina, è da Piazza Ravenna difronte alla statua del Colombo esploratore. La vettura la possiamo lasciare nel capiente parcheggio gratuito della colmata a mare – P.zza Giovanni Paolo II che si trova 50 m. dietro le nostre spalle.

      Se invece siamo arrivati con il treno, usciti dalla stazione, prendiamo il sottopasso e spostiamoci in Corso Valparaiso ossia la Passeggiata mare di Chiavari e disponiamoci con il mare al nostro fianco, continuando la marcia in direzione ponente. Davanti un lunghissimo e bianchissimo lastricato di pietra bianca. Al suo lato, prima il porto turistico e poi tanti graziosi stabilimenti balneari ma anche la pubblica spiaggia. Percorriamola tutta e, senza indugio alcuno fino in fondo, dopo circa 15/20 minuti troviamo le nuovissime costruzioni della Torre Fara e dei nuovi ed esclusivi palazzi adiacenti; ci passiamo a fianco superandoli. Lì troviamo sulla sinistra, un rubinetto dove poter eventualmente riempire le borracce. A breve, terminato il lungomare, ci ritroviamo sulla carrozzabile, la seguiamo a monte lasciandoci dietro tutta questa bellezza urbana. Comincia da qui la nostra vera avventura. La strada si fa leggermente in salita e poi in una curva ad U, che supera la galleria ferroviaria, sulla sinistra troviamo il bivio per il sentiero delle Grazie.

      Tappa 1 - Cammino nel Tigullio

      Prima di effettuare la svolta, assicuriamoci d’aver fatto una ricca colazione ed eventualmente di aver con noi un panino ed il giusto quantitativo d’acqua.

      Bar generi alimentari Il Tappabuchi - Chiavari

      Si sale!

      Comincia subito una ripida ascesa nel bosco di roveri in puro stile “macchia mediterranea”. Incontriamo gli ulivi, la ginestra, rovi, pini e magari se siamo fortunati, in stagione, anche qualche fungo porcino. La salita è a zig zag su antichi e secolari passaggi in pietra, il cammino è tutto in ombra. Improvvisamente la strada termina e ci ritroviamo girando a sinistra, di fronte alla scalinata che conduce al Santuario delle Grazie. Giunti in cima, prendiamo fiato, ammiriamo il panorama, osserviamo le peculiarità di questo sentito luogo di fede e soprattutto troviamo un altro prezioso punto d’acqua. Tempo medio: una mezz’ora.

      Tappa 1 - Cammino nel Tigullio

      Le Grazie – Monte Telegrafo – Sant’Andrea di Rovereto – La Madonnetta

      Dopo aver raggiunto La Chiesetta delle Grazie, torniamo di una ventina di metri sui nostri passi quando stavamo terminando la scalinata per giungere al santuario. Ecco, da qui troviamo dei segnali rossi marcati su pietra a forma di “T” rovesciata ma anche le due nostre ‘Tt‘ azzurre che indicano il percorso da seguire per raggiungere il Monte Telegrafo. Si comincia a salire per le tipiche “crêuze” liguri, che sembrano condurre tutto d’un fiato su in alto fino in cielo.

      Tappa 1 - Cammino nel Tigullio

      Dopo un’altra mezz’oretta di salita tra le chiome degli alberi comincia a filtrare la luce. Questo avviso ci fa intuire che stiamo raggiungendo una delle tante vette che incontreremo strada facendo. Siamo sul Monte Telegrafo a 330 m. s.l.m., un itinerario molto rinomato a Chiavari che spesso lo si fa in giornata a mò di gita fuori porta, chiamato appunto: “Anello del Monte Telegrafo”. Si prosegue in falso piano fino a lasciarci il manto boschivo alle spalle. Fanno capolino le prime belle ville che dominano il mare e la meravigliosa luce da esso riflessa. Stiamo entrando in Sant’Andrea di Rovereto, loc. Case Sparse, scendendo un poco di altitudine, che ora ci accompagnerà per un bel tratto di strada. Ad un certo punto il tracciato si fa bello ed a tratti asfaltato, in altri punti addirittura cesellato con gli autobloccanti. Nonostante le piccole dimensioni della via alcune vetture riescono ad arrivare fin qui per entrare senza fatica nelle loro privilegiate dimore d’altura. Continuiamo il nostro percorso, da lontano s’intravvede una stradina in salita. E bene si! È quella lì che sale voltando sulla destra che dovremo percorrere (vedi 3^ foto del collage). Ma godiamoci per ora questo panorama qui in piano, che è semplicemente fantastico e pare volersi gettare di testa nell’immensità del mare.

      Tappa 1 - Cammino nel Tigullio

      Si torna a salire, la strada è sempre bella, e la salita non sembra così faticosa come la pendenza che invece è importante. Si attraversano ancora boschi ma questa volta si vedono castagni e faggi fare l’ingresso sulla scena. Dopo altra mezz’ora si arriva alla bellissima Cappella Votiva della Madonnetta, appena sotto il Monte Anchetta. Qui vale davvero la pena di lasciarsi morire per qualche minuto ed ascoltare la magica quiete che abbraccia il luogo di culto, non solo religioso, ma pur sempre evocativo, coniato sulla storia d’altri tempi che furono dei nostri avi.

      Tappa 1 - Cammino nel Tigullio

      La Madonnetta – Monte Anchetta – Monte Castello – Montallegro

      A malincuore ci lasciamo alle spalle questo luogo di frescura fisica e di frescura spirituale. Si segue un tracciato inizialmente largo ed un poco accidentato ma che poi diventa consono ai camminatori e pavimentato dalle pietre che con tecnica magistrale furono messe lì, di costa, dai nonni dei nostri nonni per raggiungere a piedi o a dorso di mulo, le sparute case degli agglomerati rurali. Cammini che spesso richiedevano all’uomo di casa, di allontanarsi dal focolare domestico anche per svariati giorni.

      Ecco finalmente spuntare il sole dagli alberi in maniera prepotente facendo capolino con tutta la sua calda corolla color oro. Al contempo vediamo spuntare la vetta, quasi ci venisse incontro per salutarci. Finalmente siamo giunti sul bellissimo pianoro del Monte Anchetta.

      Qui, per quasi tutti i mesi dell’anno, esclusivamente nei giorni festivi, è possibile sostare pranzando presso il RistoranteIl Galletto” che si trova proprio in vetta. Se qualcuno volesse può contattare gli amici che lo gestiscono, due simpatici coniugi anziani che in fatto di cibo possono dire assolutamente la loro senza inciampi. Inoltre è anche possibile mettere la tenda in questo bellissimo spiazzo che pare sdraiato sulle nuvole utile per chi volesse terminare qui la tappa odierna. Altrimenti armiamoci di forza d’animo e continuiamo il cammino verso la meta di oggi: Montallegro.

      monte-anchetta-bivio-per-montallegro

      Lasciamoci dietro, senza dimenticarlo, e senza aver scattato una bella foto, il belvedere dell’Anchetta e riprendiamo il cammino che scende per circa 300/400 m. sulla strada carrozzabile. Ad un certo punto sulla sinistra, il bivio con le indicazioni per Monte Castello – Montallegro con le nostre ‘Tt‘. Si prosegue su di una mulattiera ben strutturata a tratti nel fresco degli alberi a tratti con il sole che picchia in testa (utilizzare il cappello, soprattutto nei mesi di luglio e d’agosto). Dopo venti minuti di falso piano e di salita ecco spuntare la casetta nel bosco. Un rifugio sognato per il camminatore stanco ed assetato. È così, finalmente qui troviamo al “Cason Do Giamin”.

      monte-anchetta-rifugio-del-camminatore-monte-castello

      Il tratto che ci resta? Si e no 1h/1h30min. Procediamo salendo fino al trivio del Monte Castello che, con i suoi 643 m. s.l.m. è uno dei monti più alti della cornice che abbraccia il Golfo del Tigullio. Si svolta a destra ed ora in avanti diventa tutto facile, resta solo una breve passeggiata di una trentina di minuti, tutta in piano fino al Santuario N.S. di Montallegro, la meta finale di oggi.

      Tappa 1 - Cammino nel Tigullio

      Per chi ha ancora energie da spendere, o per chi percorre il cammino nel periodo di chiusura delle strutture è consigliata la discesa a Rapallo. Ci lasciamo il Santuario alle nostre spalle e percorriamo il bellissimo lastricato che scende a valle. Arrivati sulla carrozzabile troverete la stazione di arrivo e partenza della storica funivia (per gli orari contattare il numero +390185239017), e qui possiamo decidere se raggiungere Rapallo via “mulattiera” ca. 40 min. tutti in discesa, o via cabina. Noi consigliamo sempre la discesa a piedi ed il ritorno o tramite funivia o tramite autobus (la funivia merita di essere presa almeno una volta, ne resterete davvero entusiasti). Raggiunta la cittadina rivierasca abbiamo l’imbarazzo della scelta sia per gli alberghi economici o meno Ricordiamo di visitare il Castello delle carceri e il centro storico del borgo. In particolare Via Mazzini, Via Venezia, Piazza del Pozzo e la bella passeggiata a Mare.

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        Elenco delle Tappe:

        • Descrizione
        • Tappa 1 (tipologia: terra / montana)
        • Tappa 2 (tipologia: terra / montana)
        • Tappa 3 (tappa tecnica e corta in prevalenza su asfalto di collegamento verso il monte di Portofino)
        • Tappa 4 (tipologia: terra / traghetto / asfalto)
        • Tappa 5 (tipologia: asfalto, mulattiere, e poi in litoranea fino a Chiavari)

        Tappa 2 – Cammino nel Tigullio da Montallegro a Sant’Andrea di Foggia

        Cammino nel Tigullio tappa n. 2 Montallegro Chignero

        Tappa 2: Montallegro – Passo della Crocetta – Monte Pegge – Monte Manico del Lume – Chignero – Sant’Andrea di Foggia

        Profilo Altimetrico

        Profilo elevazione Tappa 2 Cammino nel Tigullio tra Monti, Mare e Borghi

        Descrizione Sintetica della Tappa 2 del Cammino del Tigullio (per chi non ha esperienza suggeriamo di consultare un accompagnatore)

        Nella Tappa 2 del Cammino nel Tigullio, dai 612 m. s.l.m. si scende ai 599 del Passo della Crocetta per poi toccare i 774 m. s.l.m. del Monte Pegge e gli 801 del Monte Manico del Lume (il più alto del Golfo). Infine si scende nel Borgo storico di Chignero per terminare la tappa nella frazione di Sant’Andrea di Foggia. Tempo medio di percorrenza circa 5,00h. Vedute fantastiche, ci sembrerà di essere davvero in alta montagna. Livello di difficoltà: medio. Adatto solo a chi ha già esperienza nel trekking di montagna. Per Contattare un accompagnatore per aiutarvi nel percorso chiamare anticipatamente Barbara al 3470716432. Ci raccomandiamo di usare la massima prudenza nei passaggi più impegnativi.

        • Livello di Difficoltà: Medio
        • Tempo medio di Percorrenza: 5 ore circa
        • Lunghezza: 11 km circa

        Montallegro – Monte Pegge (Rifugio Margherita)

        IMPORTANTE: QUESTA TAPPA PREVEDE UN SOLO PUNTO ACQUA. PRIMA DI PARTIRE FATE UN ABBONDANTE RIFORNIMENTO DI BEVANDE DISSETANTI E RIGENERANTI.

        IMPORTANTE: SCARICATE LA TRACCIA GPS E LEGGETE ATTENTAMENTE LA GUIDA CARTACEA. IN PROSSIMITA’ DEL MONTE MANICO DEL LUME, NON PRENDETE IL SENTIERO PER ESCURSIONISTI ESPERTI, MA SCENDETE A DESTRA, COME DESCRITTO NELLA TAPPA.

        Dopo esserci goduti un bel sonnellino ristoratore ed il fresco a colazione a 612 m. s.l.m. in uno degli ottimi due ospitali a Montallegro, siamo pronti a ripartire per la tappa di alta montagna, chiamiamola così, che oggi ci aspetta, perché comunque avremo l’opportunità di metterci alla prova con le cime più alte del nostro Golfo del Tigullio. Se non abbiamo riempito le borracce in Hotel, ricordiamoci di farlo alla famosissima ed antichissima fontana a fianco del Santuario che poi si trova proprio all’imboccatura del sentiero che ci condurrà alla Crocetta.

        Tappa 2 - Cammino nel Tigullio

        Ora prendiamo il “sentiero Chichizola” che è quello che va in piano (a sinistra) e non quello che porta al Monte Rosa 690 m. s.l.m. conosciuto invece perché si trovano le fermate della riproposta via crucis (vedi fotografia).

        Questo tratto è contrassegnato da diversi segnavia, noi seguiamo il rombo rosso orizzontale e le due XX. Ma comunque si va ad intuito, è tutto in piano o quasi e spesso il bosco lascia spazio ad ampi spazi fuori dalla vegetazione più alta così si può ammirare Rapallo dall’alto, anche il borgo di San Michele di Pagana ed in lontananza Santa Margherita Ligure. Dopo circa una mezz’ora di cammino si giunge ad una bella cappella votiva, chiamata della Santa Croce, ed alla strada carrozzabile che taglia in due il sentiero. La si attraversa e subito dirimpetto si comincia la ripida salita per il Monte Pegge (NO la via in piano). Ricordatevi di seguire sempre la segnaletica con il rombo rosso orizzontale.

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        Beviamo un po’ d’acqua, reidratiamoci e prepariamoci a salire di quasi 200 m. in poco più di mezz’ora per giungere ai 774 m. s.l.m. del Rifugio Margherita che si trova sulla vetta del Monte Pegge.

        Il cammino è quasi tutto in salita e mai nel fitto della vegetazione, si può quindi continuare ad osservare il magnifico panorama sottostante ma non perdiamo mai la concentrazione su quello che stiamo facendo, basta un niente per rischiare una brutta caduta. I rovi, nel periodo più caldo. potrebbero fare da padroni quindi aiutiamoci con le racchette da trekking sia per scansarli che eventualmente per farci largo tra le felci e le rose canine. Ora ci aspetta l’ultima scalata, si vede già il rifugio, ed a breve ci potremo sedere per godere delle fresche correnti che spirano sia da nord che da sud.

        Eccoci in vetta!

        masimiliano-e-gaia-amantini-monte-pegge-2020

        Monte Pegge – Monte Manico del Lume – Chignero – Sant’Andrea di Foggia

        Purtroppo, nonostante qui possa apparire tutto bello, non c’è un punto acqua. Quindi razioniamola perché per arrivare a Chignero – Sant’Andrea di Foggia abbiamo ancora un bel po’ di strada davanti a noi. E proprio i tratti a seguire saranno quelli più impegnativi. Riposiamoci, ma soprattutto cambiamoci di divisa. Mettiamo un bel paio di pantaloni lunghi e comodi, così avevo consigliato nella descrizione iniziale (cosa mettere nello zaino), infiliamo una bella maglietta a maniche lunghe e se non lo avete indossato fin’ora, credo sia arrivato il momento di mettere il cappello, in quanto ora si galoppa sul dorso di tutti i prossimi crinali ed il sole ci starà sempre addosso. Quando saremo giunti a destinazione poi capirete il perché del cambio d’abito.

        Partiamo!

        Si prosegue a sinistra con un lieve declivio e dopo aver attraversato un praticello ci si trova invischiati tra le felci. I segnali paiono sparire o essere spariti, ma i solchi nell’erba ci sono e sono ben visibili. Ad un tratto si entra in un bellissimo noccioleto, un posto magico, ombroso ed in piano, ecco spuntare i due segnavia “rombo rosso orizzontale e le due XX” che ci tranquillizzano non poco.

        Uscendo dal bosco il percorso diventa un po’ meno chiaro, ma seguendo alcune tracce sull’erba non abbiamo problemi a trovare, sulla nostra sinistra, una pista che costeggia i rovi. Proseguendo il sentiero diventa più evidente e panoramico anche se presenta alcuni passaggi particolarmente stretti e altri che si dispiegano tra rovi ed erba alta. (Ora si capisce la necessità del cambio d’abito 😉 ).

        Percorriamo sempre il sentiero solcato fino a che non vediamo spuntare davanti a noi sua maestà: “Il Manico del Lume”. Anche se spesso pare che in cima al “saliscendi” ci sia il vuoto, ogni volta troviamo invece ad accoglierci una dolce discesa mai pericolosa che ci accompagna sino all’avvallamento successivo. La segnaletica è sempre ben visibile ma dove manca non si può sbagliare quindi proseguiamo con l’ultimo pezzo di sentiero in salita che porta alla base a poi alla cima degli 800 m. s.l.m. di oggi. Nel frattempo godetevi gli scorci in basso sulla sinistra della Val Fontana Buona e sulla sinistra, ormai, il familiare Golfo del Tigullio.

        dal-monte-pegge-in-cammino-verso-il-manico-del-lume

        Finalmente arriviamo sotto la vetta. Sarà sopra di noi a non più di 50 m. Il sentiero è ben tracciato e quando giungiamo al bivio per la salita finale (Chignero a sinistra e Monte Manico del Lume a destra) continuiamo per il sentiero a destra in salita in quanto siamo ansiosi di arrivare sulla cima. Una vista mozzafiato, unica e indimenticabile. Per chi volesse salire, qui mettiamo un link che racconta la Salita finale al Lume.

        In vetta non possiamo far altro che scattare le foto di rito ed ammirare l’architettura naturale ed umana ivi presente. Una pausa dove fare il giusto ristoro e riprendere il cammino, ora tutto in discesa. Ritorniamo sulla stessa traccia percorsa per salire in vetta e giunti al bivio dove leggiamo le indicazioni per Chignero (una segnaletica con un rettangolo bianco cerchiato di rosso) ci fa scavallare un piccolo ma impervio passaggio. Giungiamo su una spianata ombrosa. A questo punto, ABBANDONIAMO subito la segnaletica per Chignero, per intenderci quella con il rettangolo bianco circondata di rosso (che prosegue sulla sinistra e che viene segnalato per Escursionisti Esperti) per scendere invece verso destra. Ripetiamo: NON seguiamo la segnaletica che indica il sentiero sulla sinistra con indicazione Chignero, in quanto segnalata per Escursionisti Esperti, ma scendiamo verso destra. 

        Da questo momento la segnaletica cambia e diventa un lungo rettangolo rosso, che per una migliore visibilità, ben evidenziata sia sulle pietre che sugli alberi che si trovano lungo la discesa. Inizialmente il bosco fitto e un poco scivoloso, che metterà sicuramente a dura prova le nostre gambe, si trasforma piano piano in una ‘crêuza‘ (sentiero) aperta che si butta giù a rotta di collo verso il basso. Dopo una mezz’ora di questa discesa impegnativa su di una scalinata su pietre strette ma ben definite, ecco spuntare i primi tetti da sotto. Ma l’avventura non termina qui, prima di arrivare a Chignero ci vorranno almeno altri 10 minuti di impegno.

        Eccoci arrivati alla Chiesa di Chignero ed al Capolinea degli autobus. Noi ci buttiamo sul lato sinistro dove c’è un bel piazzale in ombra prendendoci una pausa sdraiati sull’erba; da lì guardiamo i monti che abbiamo appena abbandonato e ci sembra di stare in uno spartiacque tra Sardegna e Svizzera, non in Liguria. Questa è la favola del nostro territorio che spesso viene mal raccontata.

        Suggeriamo, giunti qui, di chiamare Massimo che si trova nell’abitazione ubicata nella parte retrostante la struttura ecclesiastica e che si affaccia sulla strada carrozzabile. È sempre una bella conversazione scambiare due parole con questo personaggio che conosce a menadito la storia di questi luoghi.

        Lasciamo Chignero e tramite il sentiero sul piazzale del capolinea, scendiamo seguendo la segnaletica con il rettangolo bianco cerchiato di rosso. Dopo pochi minuti, imbocchiamo la strada carrozzabile, scendiamo per circa 2 km, fino a raggiungere il paese di Sant’Andrea di Foggia, per terminare qui la tappa odierna.

        Per chi avesse ancora energie e si volesse portare in avanti sulla tappa del giorno dopo, consigliamo di proseguire sino a San Pietro di Novella, che si trova, rispetto a Sant’Andrea di Novella, a circa 4 km più in basso. In questo caso vale la pena ponderare l’unione della terza tappa con la quarta.

        Scrivici compilando il form sottostante per aiutarti ad organizzare al meglio il cammino.

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          Ora non ti resta che preparare lo zaino e partire.

          Elenco delle Tappe:

          • Descrizione
          • Tappa 1 (tipologia: terra / montana)
          • Tappa 2 (tipologia: terra / montana)
          • Tappa 3 (tappa tecnica e corta in prevalenza su asfalto di collegamento verso il monte di Portofino)
          • Tappa 4 (tipologia: terra / traghetto / asfalto)
          • Tappa 5 (tipologia: asfalto, mulattiere, e poi in litoranea fino a Chiavari)

          Tappa 3 – Cammino nel Tigullio da Sant’Andrea di Foggia a San Lorenzo della Costa

          Cammino nel Tigullio tappa n. 3 Chignero San Lorenzo della Costa

          Tappa 3: Sant’Andrea di Foggia – San Pietro di Novella – Strada di Bana – Ruta di Camogli – San Lorenzo della Costa

          Profilo Altimetrico

          Profilo elevazione Tappa 3 Cammino nel Tigullio tra Monti, Mare e Borghi

          Descrizione Sintetica della Tappa 3 del Cammino nel Tigullio

          Nella tappa 3 del Cammino nel Tigullio, se abbiamo continuato la tappa di ieri fino a San Pietro di Novella, il nostro percorso ora riparte da QUI (clicca sul link per procedere oltre). Altrimenti…. Si scende dai 101 m. s.l.m. di Sant’Andrea di Foggia per arrivare  ai 0 m. s.l.m. di Rapallo – Zona Autostrada. Si prende la Via per Santa Maria del Campo, si devia sulla sinistra, qui in direzione San Massimo sono da vedere assolutamente i Ruderi di Valle Christi, in seguito si torna sui propri passi di un paio di centinaia di metri per imboccare l’antica strada di Bana che costeggia l’omonimo torrente. Dopo un breve tratto in pianura si sale con una discreta pendenza fino a Ruta di Camogli, 269 m. s.l.m. (Qui possiamo ammirare la stupenda Chiesa millenaria che si trova nei pressi del tracciato). Arriviamo a Ruta a circa 300 m. s.l.m. e troviamo ad attenderci un fresco punto acqua. Qui in base alla disponibilità delle strutture ospitanti la tappa potrebbe finire o a San Lorenzo della Costa, o già all’interno del Monte del Parco di Portofino.

          • Livello di Difficoltà: per Tutti
          • Tempo medio di Percorrenza: 4 ore circa
          • Lunghezza: 12 km circa

          Sant’Andrea di Foggia – San Pietro di Novella

          Tappa 3 - Cammino nel Tigullio

          Ci mettiamo per strada. Oggi il cammino sarà in gran parte su asfalto ma non per questo meno bello. Anzi dopo due giorni d’erba, di pietre e di sentieri tracciati alla bene e meglio, siamo contenti di cambiare via.

          La strada prosegue in discesa, verso Rapallo, anche perché dobbiamo arrivare a quota mare, o quasi, e discendere dai 101 m. s.l.m. in cui ci troviamo ora. Dopo aver scattato un paio di fotografie alla splendida facciata, ma anche alle ispirate opere d’arte, è tempo di continuare il nostro itinerario odierno.

          A fine discesa, dopo aver superato una fastidiosa cava di pietra con i suoi rumori e la sua polvere, ci ritroviamo a San Pietro di Novella dove di fronte la chiesa possiamo osservare un bel ponte romanico.

          le chiese di Sant'Andrea di Foggia e di San Pietro di Novella

          San Pietro di Novella – Strada di Bana – Ruta di Camogli – San Lorenzo della Costa

          Tiriamo diritto senza esitazioni, superiamo la struttura ospedaliera, la piscina pubblica che d’estate diventa un grande stabilimento balneare lontano dal mare, con le sue due grandi vasche all’aperto fino a raggiungere la rotonda autostradale. Ci inceppiamo un attimo per attraversare il nodo di vie e di svolte ma poi tagliamo in diagonale il tracciato buttandoci a monte in direzione Santa Maria del Campo. dopo 500 m. circa, prendiamo a sinistra in direzione San Massimo lì a poca distanza (circa 200 m.) meriterebbero una visita i Ruderi dell’Abbazia di Valle Christi anno XIII Sec. Superato il ponte deviamo in piano sulla destra per poi proseguire sempre diritti camminando a fianco del torrente. Nelle vicinanze ci colpirà, il verde acceso dei prati del Campo da Golf di Rapallo. Ora che la strada è imboccata non occorre far altro che camminare godendoci il paesaggio che ormai si è trasformato da montano ad urbano.

          rotonda autostrada Rapallo e direzioni cammino

          In questo momento, facendo una leggera deviazione dal percorso, imboccando una strada che porta in alto sulla sinistra, è possibile giungere all’Azienda Agricola “Dolce Fiorita”. Una piccola realtà casearia, a conduzione familiare, dove vi consigliamo di organizzare anticipatamente un brunch a base di formaggi di capra e mucca, accompagnati da focaccia tipica genovese, acqua e un buon bicchiere di vino locale. I formaggi sono lavorati esclusivamente con il latte dei loro capi. Previo accordi e con un numero minimo di partecipanti, è possibile anche effettuare una visita guidata all’interno dell’azienda.

          Fatto ritorno sulla via principale, dopo un paio di Chilometri ci troviamo di fronte allo storico Lazzaretto di Rapallo, se potesse parlare chissà quante ne avrebbe da raccontarci. Un vero peccato che giaccia in questo abbandono. Nonostante tutto ci prendiamo qualche minuto per leggere un breve sunto storico riflettendo sulla nostra strana natura mortale e di quale dovrebbe essere il nostro posto su questo pianeta. Riprendiamo il cammino un po’ in silenzio. Poco lontano da lì incontriamo un vecchio cartello indicante la fine del territorio comunale di Rapallo e l’inizio di quello del Comune di Camogli.

          Lazzaretto di Rapallo cartello di confine Rapallo Camogli

          La strada comincia a salire, passiamo davanti al ristorante il Vecchio Mulino. Il tracciato si fa improvvisamente impegnativo per la sua pendenza e non ci molla fino a quando non giungiamo a Ruta di Camogli, anzi nell’ultimo chilometro si fa terribilmente ardua e stretta. Non riusciamo proprio a capacitarci come possa essere considerata carrozzabile una strada del genere, senza le dovute protezioni ai lati e di simili ridotte dimensioni.

          Chiesa San Michele Arcangelo Ruta di Camogli

          Finalmente giungiamo in cima e ci sorride il campanile della Chiesa secolare di San Michele Arcangelo che svetta e poi ci saluta la fontana, più modesta ma più funzionale. L’acqua è fresca e dissetante come non mai. Solitamente quando si ha sete, l’acqua fresca, è sempre la più buona che abbiamo mai bevuto. Ci bagniamo i cappelli, riempiamo le borracce e scendiamo sull’Aurelia. Si gira a sinistra ci infiliamo nella breve galleria dove a metà del tracciato sul lato destro, dietro ad un vetro, si trova in bella vista una statua della Vergine. Fino a qualche decade fa, gli autisti erano soliti suonare il clacson per salutare la Signora dei Cieli. Ora invece vige un bel cartello con il divieto assoluto di tale usanza, pena l’ammenda immediata.

          Galleria Ruta di Camogli e vergine del clacson

          Sentiamo di essere quasi arrivati alla fine della tappa odierna. Già ci immaginiamo un pranzo consumato come dei cristiani, seduti ad un tavolo, con un po’ di fresco a farci compagnia ed un viso amico che ci prenda la comanda.

          In questo momento ci troviamo a Ruta di Camogli comoda anche per improvvisare una visita al bellissimo e rinomato borgo marinaro di Camogli, oppure allungare di un poco la strada per giungere fino a San Rocco, anche di questa località ne resterete magicamente estasiati. Ma torniamo un po’ a noi. Dal Km 501 sull’Aurelia, c’è uno dei tanti accessi che porta alla fitta ragnatela dei sentieri del Parco di Portofino ed in base a dove abbiamo prenotato la struttura il giorno dopo è da qui che ricomincerà nuovamente il tutto.

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            • Descrizione
            • Tappa 1 (tipologia: terra / montana)
            • Tappa 2 (tipologia: terra / montana)
            • Tappa 3 (tappa tecnica e corta in prevalenza su asfalto di collegamento verso il monte di Portofino)
            • Tappa 4 (tipologia: terra / traghetto / asfalto)
            • Tappa 5 (tipologia: asfalto, mulattiere, e poi in litoranea fino a Chiavari)