Piccolo Cammino ad anello nel Tigullio tra Monti Mare e Borghi

Il Piccolo Cammino ad Anello nel Tigullio tra Monti Mare e Borghi

Piccolo Cammino ad anello nel Tigullio

Descrizione Sintetica del Piccolo Cammino

Il Piccolo Cammino nel Tigullio tra Monti, Mare e Borghi è un breve itinerario ad anello di circa 30 Km con partenza ed arrivo a Chiavari. Il tracciato è suddiviso in 2 comode Tappe che possono essere percorse in 2 giorni e 1 notte. Ci troviamo nel bel mezzo del Golfo del Tigullio a Chiavari in Provincia di Genova, una cittadina con un centro storico molto ben conservato che vi affascinerà per i suoi portici ed i suoi ‘caruggi’ molto simili a quelli della più rinomata, città di Pisa.

Tappa 1: Il Cammino partendo da Chiavari tocca ed attraversa i magnifici paesaggi e panorami di Ns. Signora delle Grazie, il Monte Telegrafo, il Monte Anchetta, il Monte Castello, per arrivare dopo circa 5/6h al massimo tra macchia mediterranea, roveri e castagni, al magnifico Santuario Mariano di Montallegro a 612 m. s.l.m. dove ha a finire tappa odierna.

Tappa 2: Il Cammino riparte da Montallegro per poi discendere o a piedi o in funivia (esperienza molto suggestiva che offre un panorama impagabile) seguendo l’antico sentiero Chichizola. Nel giro di 40 minuti giungerete a Rapallo in fronte al secolare Castello delle Carceri, simbolo della cittadina, da cui proseguire per arrivare prima nel piccolo scrigno che è il borgo marinaro di Zoagli, poi la frazione di San Pietro di Rovereto ed infine a quella di Sant’Andrea di Rovereto per far nuovamente ritorno in quel di Chiavari.

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    Cammino Religioso in Liguria tra Storia Tradizioni e Folklore Tappa 1

    cammino religioso in liguria cattedrale chiavari e santuario montallegro

    Cammino Religioso in Liguria

    Descrizione:

    Il Cammino Religioso in Liguria, è un itinerario ad anello con partenza ed arrivo a Chiavari. Il cammino si snoda su circa 65 Km di strade, sentieri e vie e lo si percorre comodamente in cinque (5) giorni e quattro (4) notti. Ecco di seguito le Cinque (5) meravigliose tappe che toccano ed attraversano borghi marinari, luoghi di culto e località turistiche. Per citarne solo alcune: Santuario di Nostra Signora di Montallegro, I Ruderi del Monastero di Valle Christi (Rapallo), Il Lazzaretto di Bana, Ruta di Camogli, San Lorenzo della Costa, San Fruttuoso di Capodimonte, Portofino, Santa Margherita Ligure, San Michele di Pagana, Rapallo e Zoagli.

    Tappa 1: Chiavari – Montallegro

    Cosa Vedremo:

    Chiavari

    La città conserva a Palazzo Rocca importanti testimonianze del proprio passato con l’antica necropoli preromana risalente all’antica popolazione dei Liguri Tigulli. In realtà però l’abitato, come molte altre realtà del territorio ligure, ebbe una sicura origine medievale, di cui oggi si rammenta la citazione dell’antica chiesa di San Giovanni Battista, ricordata nel tessuto urbano fra il 1181 e il 1182 insieme ad altri edifici religiosi, che progressivamente arricchirono il centro urbano.
    La città nei secoli seguì le sorti dell’antica Repubblica Genovese e nei secoli XVII e XVIII nacquero alcuni importanti palazzi come il Palazzo dei Portici Neri e Palazzo Rocca che poi portarono alla progressiva espansione del centro abitato fuori dall’antico nucleo medievale e dalle antiche mura. Chiavari è anche la capitale del Macramè, un merletto creato secondo un’antica tecnica di origini marinare. Si segnala poi la via porticata Carruggio Drito, che costituisce uno dei punti più significativi della città. Nota di curiosità è il passaggio di Dante nella sua Divina Commedia: “Intra Siestri e Chiaveri s’adima una fiumana bella“.

    cammino religioso in liguria chiavari centro storico

    Nostra Signora dell’Orto

    La Chiesa parrocchiale di Chiavari è stata realizzata nel XVII secolo con numerosi rifacimenti successivi. Eretta nel medesimo luogo dove si trovava dipinta su di una colonna, in un orto, un’immagine della Madonna tra i Santi Sebastiano e Rocco, curata da Benedetto Borzone nel XVI secolo. La chiesa oggi si presenta in una forma neoclassica con un grande pronao all’ingresso e colonnato con capitelli corinzi, curato dall’architetto Poletti. Nella chiesa oggi a tre navate si riscontrano sculture lignee della scuola del Maragliano e la volta affrescata da Carlo Barrata nel 1805.

    chiavari cattedrale nostra signora del orto

    Nostra Signora delle Grazie

    Si tratta di un edificio di cui si hanno notizie certe dal XV secolo, anche se probabilmente esso ha una origine più antica. Nato inglobando progressivamente altre strutture cultuali già esistenti. All’interno vi sono importanti pareti affrescate risalenti al XVI secolo sia quella di Antelmo Piaggio che il giudizio universale di Luca Cambiaso.

    affreschi santuario nostra signora delle grazie chiavari

    Santuario Nostra Signora di Montallegro

    Il Santuario si trova nell’omonima frazione di Rapallo a quota 612 m s.l.m., di cui la relativa Madonna è la patrona cittadina. La Chiesa fu edificata a ricordo dell’apparizione della Madonna al contadino Giovanni Chichizola il 2 luglio 1557. La Madonna lasciò al contadino una prezioso piccolo quadro d’origini bizantine a ricordo dell’apparizione. Nella chiesa si trovano preziose opere di Nicola Carlone, Luca Cambiaso ecc. tutte appartenenti al periodo del Barocco genovese. Nell’edificio si trova un ricco patrimonio di ex voto.

    santuario nostra signora di montallegro rapallo

    Vai alla Guida della Tappa 1

    Elenco delle Tappe:

     

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      Tappa 1 – Cammino nel Tigullio da Chiavari a Montallegro

      Cammino nel Tigullio tappa n. 1 Chiavari Montallegro

      Tappa 1: Chiavari – Le Grazie – Monte Telegrafo – Sant’Andrea di Rovereto – Madonnetta – Monte Anchetta – Monte Castello – N.S. di Montallegro

      Profilo Altimetrico

      Profilo di elevazione Tappa 1 Cammino nel Tigullio tra Monti, Mare e Borghi

      Descrizione Sintetica della Tappa 1 del Cammino nel Tigullio

      Nella tappa 1 del Cammino nel Tigullio, si sale da 0 m. s.l.m. di Chiavari ai 612 m. s.l.m. del Santuario N.S. di Montallegro. Si attraversa Chiavari via passeggiata a mare. Si svalica attraverso la carrozzabile, la ferrovia, si prende il bivio sulla sinistra e si prosegue all’interno della macchia di roveri in salita fino ad arrivare al Santuario di Nostra Signora delle Grazie. Dalle Grazie, sulla destra si seguono le indicazioni per il Monte Telegrafo. A seguire si prosegue attraversando località Case Sparse di Sant’Andrea di Rovereto, si continua per giungere alla Cappella della Madonnetta per giungere alla prima cima odierna del Monte Anchetta. Dopo esserci presi 5 minuti di relax si fa un breve tratto di strada asfaltata per trovare poi il bivio sulla sinistra che porta verso Montallegro. Da qui ci vorranno ancora 2 h. a ritmo sostenuto per arrivare a destinazione. Tempo medio di percorrenza della tappa odierna, circa 5h. Visto gli scorci e gli incontri che farete, vi invitiamo a camminare con calma – tanto siete in vacanza – prestando la massima attenzione al tracciato ed alle bellezze naturali.

      • Livello di Difficoltà: per Tutti
      • Tempo medio di percorrenza: 5 ore circa
      • Lunghezza: 12 km circa

      Chiavari – Santuario N.S. Le Grazie

      Eccoci giunti a Chiavari e pronti al VIA. In questa 1^ tappa s’inaugura il Cammino e di conseguenza la nostra vacanza tra Monti, Mare e Borghi nel Tigullio. Il punto di partenza, se arriviamo in macchina, è da Piazza Ravenna difronte alla statua del Colombo esploratore. La vettura la possiamo lasciare nel capiente parcheggio gratuito della colmata a mare – P.zza Giovanni Paolo II che si trova 50 m. dietro le nostre spalle.

      Se invece siamo arrivati con il treno, usciti dalla stazione, prendiamo il sottopasso e spostiamoci in Corso Valparaiso ossia la Passeggiata mare di Chiavari e disponiamoci con il mare al nostro fianco, continuando la marcia in direzione ponente. Davanti un lunghissimo e bianchissimo lastricato di pietra bianca. Al suo lato, prima il porto turistico e poi tanti graziosi stabilimenti balneari ma anche la pubblica spiaggia. Percorriamola tutta e, senza indugio alcuno fino in fondo, dopo circa 15/20 minuti troviamo le nuovissime costruzioni della Torre Fara e dei nuovi ed esclusivi palazzi adiacenti; ci passiamo a fianco superandoli. Lì troviamo sulla sinistra, un rubinetto dove poter eventualmente riempire le borracce. A breve, terminato il lungomare, ci ritroviamo sulla carrozzabile, la seguiamo a monte lasciandoci dietro tutta questa bellezza urbana. Comincia da qui la nostra vera avventura. La strada si fa leggermente in salita e poi in una curva ad U, che supera la galleria ferroviaria, sulla sinistra troviamo il bivio per il sentiero delle Grazie.

      Tappa 1 - Cammino nel Tigullio

      Prima di effettuare la svolta, assicuriamoci d’aver fatto una ricca colazione ed eventualmente di aver con noi un panino ed il giusto quantitativo d’acqua.

      Bar generi alimentari Il Tappabuchi - Chiavari

      Si sale!

      Comincia subito una ripida ascesa nel bosco di roveri in puro stile “macchia mediterranea”. Incontriamo gli ulivi, la ginestra, rovi, pini e magari se siamo fortunati, in stagione, anche qualche fungo porcino. La salita è a zig zag su antichi e secolari passaggi in pietra, il cammino è tutto in ombra. Improvvisamente la strada termina e ci ritroviamo girando a sinistra, di fronte alla scalinata che conduce al Santuario delle Grazie. Giunti in cima, prendiamo fiato, ammiriamo il panorama, osserviamo le peculiarità di questo sentito luogo di fede e soprattutto troviamo un altro prezioso punto d’acqua. Tempo medio: una mezz’ora.

      Tappa 1 - Cammino nel Tigullio

      Le Grazie – Monte Telegrafo – Sant’Andrea di Rovereto – La Madonnetta

      Dopo aver raggiunto La Chiesetta delle Grazie, torniamo di una ventina di metri sui nostri passi quando stavamo terminando la scalinata per giungere al santuario. Ecco, da qui troviamo dei segnali rossi marcati su pietra a forma di “T” rovesciata ma anche le due nostre ‘Tt‘ azzurre che indicano il percorso da seguire per raggiungere il Monte Telegrafo. Si comincia a salire per le tipiche “crêuze” liguri, che sembrano condurre tutto d’un fiato su in alto fino in cielo.

      Tappa 1 - Cammino nel Tigullio

      Dopo un’altra mezz’oretta di salita tra le chiome degli alberi comincia a filtrare la luce. Questo avviso ci fa intuire che stiamo raggiungendo una delle tante vette che incontreremo strada facendo. Siamo sul Monte Telegrafo a 330 m. s.l.m., un itinerario molto rinomato a Chiavari che spesso lo si fa in giornata a mò di gita fuori porta, chiamato appunto: “Anello del Monte Telegrafo”. Si prosegue in falso piano fino a lasciarci il manto boschivo alle spalle. Fanno capolino le prime belle ville che dominano il mare e la meravigliosa luce da esso riflessa. Stiamo entrando in Sant’Andrea di Rovereto, loc. Case Sparse, scendendo un poco di altitudine, che ora ci accompagnerà per un bel tratto di strada. Ad un certo punto il tracciato si fa bello ed a tratti asfaltato, in altri punti addirittura cesellato con gli autobloccanti. Nonostante le piccole dimensioni della via alcune vetture riescono ad arrivare fin qui per entrare senza fatica nelle loro privilegiate dimore d’altura. Continuiamo il nostro percorso, da lontano s’intravvede una stradina in salita. E bene si! È quella lì che sale voltando sulla destra che dovremo percorrere (vedi 3^ foto del collage). Ma godiamoci per ora questo panorama qui in piano, che è semplicemente fantastico e pare volersi gettare di testa nell’immensità del mare.

      Tappa 1 - Cammino nel Tigullio

      Si torna a salire, la strada è sempre bella, e la salita non sembra così faticosa come la pendenza che invece è importante. Si attraversano ancora boschi ma questa volta si vedono castagni e faggi fare l’ingresso sulla scena. Dopo altra mezz’ora si arriva alla bellissima Cappella Votiva della Madonnetta, appena sotto il Monte Anchetta. Qui vale davvero la pena di lasciarsi morire per qualche minuto ed ascoltare la magica quiete che abbraccia il luogo di culto, non solo religioso, ma pur sempre evocativo, coniato sulla storia d’altri tempi che furono dei nostri avi.

      Tappa 1 - Cammino nel Tigullio

      La Madonnetta – Monte Anchetta – Monte Castello – Montallegro

      A malincuore ci lasciamo alle spalle questo luogo di frescura fisica e di frescura spirituale. Si segue un tracciato inizialmente largo ed un poco accidentato ma che poi diventa consono ai camminatori e pavimentato dalle pietre che con tecnica magistrale furono messe lì, di costa, dai nonni dei nostri nonni per raggiungere a piedi o a dorso di mulo, le sparute case degli agglomerati rurali. Cammini che spesso richiedevano all’uomo di casa, di allontanarsi dal focolare domestico anche per svariati giorni.

      Ecco finalmente spuntare il sole dagli alberi in maniera prepotente facendo capolino con tutta la sua calda corolla color oro. Al contempo vediamo spuntare la vetta, quasi ci venisse incontro per salutarci. Finalmente siamo giunti sul bellissimo pianoro del Monte Anchetta.

      Qui, per quasi tutti i mesi dell’anno, esclusivamente nei giorni festivi, è possibile sostare pranzando presso il RistoranteIl Galletto” che si trova proprio in vetta. Se qualcuno volesse può contattare gli amici che lo gestiscono, due simpatici coniugi anziani che in fatto di cibo possono dire assolutamente la loro senza inciampi. Inoltre è anche possibile mettere la tenda in questo bellissimo spiazzo che pare sdraiato sulle nuvole utile per chi volesse terminare qui la tappa odierna. Altrimenti armiamoci di forza d’animo e continuiamo il cammino verso la meta di oggi: Montallegro.

      monte-anchetta-bivio-per-montallegro

      Lasciamoci dietro, senza dimenticarlo, e senza aver scattato una bella foto, il belvedere dell’Anchetta e riprendiamo il cammino che scende per circa 300/400 m. sulla strada carrozzabile. Ad un certo punto sulla sinistra, il bivio con le indicazioni per Monte Castello – Montallegro con le nostre ‘Tt‘. Si prosegue su di una mulattiera ben strutturata a tratti nel fresco degli alberi a tratti con il sole che picchia in testa (utilizzare il cappello, soprattutto nei mesi di luglio e d’agosto). Dopo venti minuti di falso piano e di salita ecco spuntare la casetta nel bosco. Un rifugio sognato per il camminatore stanco ed assetato. È così, finalmente qui troviamo al “Cason Do Giamin”.

      monte-anchetta-rifugio-del-camminatore-monte-castello

      Il tratto che ci resta? Si e no 1h/1h30min. Procediamo salendo fino al trivio del Monte Castello che, con i suoi 643 m. s.l.m. è uno dei monti più alti della cornice che abbraccia il Golfo del Tigullio. Si svolta a destra ed ora in avanti diventa tutto facile, resta solo una breve passeggiata di una trentina di minuti, tutta in piano fino al Santuario N.S. di Montallegro, la meta finale di oggi.

      Tappa 1 - Cammino nel Tigullio

      Per chi ha ancora energie da spendere, o per chi percorre il cammino nel periodo di chiusura delle strutture è consigliata la discesa a Rapallo. Ci lasciamo il Santuario alle nostre spalle e percorriamo il bellissimo lastricato che scende a valle. Arrivati sulla carrozzabile troverete la stazione di arrivo e partenza della storica funivia (per gli orari contattare il numero +390185239017), e qui possiamo decidere se raggiungere Rapallo via “mulattiera” ca. 40 min. tutti in discesa, o via cabina. Noi consigliamo sempre la discesa a piedi ed il ritorno o tramite funivia o tramite autobus (la funivia merita di essere presa almeno una volta, ne resterete davvero entusiasti). Raggiunta la cittadina rivierasca abbiamo l’imbarazzo della scelta sia per gli alberghi economici o meno Ricordiamo di visitare il Castello delle carceri e il centro storico del borgo. In particolare Via Mazzini, Via Venezia, Piazza del Pozzo e la bella passeggiata a Mare.

      Scrivici compilando il form sottostante per aiutarti ad organizzare al meglio il cammino.

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        Elenco delle Tappe:

        • Descrizione
        • Tappa 1 (tipologia: terra / montana)
        • Tappa 2 (tipologia: terra / montana)
        • Tappa 3 (tappa tecnica e corta in prevalenza su asfalto di collegamento verso il monte di Portofino)
        • Tappa 4 (tipologia: terra / traghetto / asfalto)
        • Tappa 5 (tipologia: asfalto, mulattiere, e poi in litoranea fino a Chiavari)

        Tappa 2 – Cammino nel Tigullio da Montallegro a Sant’Andrea di Foggia

        Cammino nel Tigullio tappa n. 2 Montallegro Chignero

        Tappa 2: Montallegro – Passo della Crocetta – Monte Pegge – Monte Manico del Lume – Chignero – Sant’Andrea di Foggia

        Profilo Altimetrico

        Profilo elevazione Tappa 2 Cammino nel Tigullio tra Monti, Mare e Borghi

        Descrizione Sintetica della Tappa 2 del Cammino del Tigullio (da valutare con moltissima attenzione o evitare in caso di pioggia)

        Nella Tappa 2 del Cammino nel Tigullio, dai 612 m. s.l.m. si scende ai 599 del Passo della Crocetta per poi toccare i 774 m. s.l.m. del Monte Pegge e gli 801 del Monte Manico del Lume (il più alto del Golfo). Infine si scende nel Borgo storico di Chignero per terminare la tappa nella frazione di Sant’Andrea di Foggia. Tempo medio di percorrenza circa 5,00h. Vedute fantastiche, ci sembrerà di essere davvero in alta montagna. Livello di difficoltà: medio. Adatto solo a chi ha già esperienza nel trekking di montagna. Per Contattare un accompagnatore per aiutarvi nel percorso chiamare anticipatamente Barbara al 3470716432. Ci raccomandiamo di usare la massima prudenza nei passaggi più impegnativi.

        • Livello di Difficoltà: Medio
        • Tempo medio di Percorrenza: 5 ore circa
        • Lunghezza: 11 km circa

        Montallegro – Monte Pegge (Rifugio Margherita)

        IMPORTANTE: QUESTA TAPPA PREVEDE UN SOLO PUNTO ACQUA. PRIMA DI PARTIRE FATE UN ABBONDANTE RIFORNIMENTO DI BEVANDE DISSETANTI E RIGENERANTI.

        IMPORTANTE: SCARICATE LA TRACCIA GPS E LEGGETE ATTENTAMENTE LA GUIDA CARTACEA. IN PROSSIMITA’ DEL MONTE MANICO DEL LUME, NON PRENDETE IL SENTIERO PER ESCURSIONISTI ESPERTI, MA SCENDETE A DESTRA, COME DESCRITTO NELLA TAPPA.

        Dopo esserci goduti un bel sonnellino ristoratore ed il fresco a colazione a 612 m. s.l.m. in uno degli ottimi due ospitali a Montallegro, siamo pronti a ripartire per la tappa di alta montagna, chiamiamola così, che oggi ci aspetta, perché comunque avremo l’opportunità di metterci alla prova con le cime più alte del nostro Golfo del Tigullio. Se non abbiamo riempito le borracce in Hotel, ricordiamoci di farlo alla famosissima ed antichissima fontana a fianco del Santuario che poi si trova proprio all’imboccatura del sentiero che ci condurrà alla Crocetta.

        Tappa 2 - Cammino nel Tigullio

        Ora prendiamo il “sentiero Chichizola” che è quello che va in piano (a sinistra) e non quello che porta al Monte Rosa 690 m. s.l.m. conosciuto invece perché si trovano le fermate della riproposta via crucis (vedi fotografia).

        Questo tratto è contrassegnato da diversi segnavia, noi seguiamo il rombo rosso orizzontale e le due XX. Ma comunque si va ad intuito, è tutto in piano o quasi e spesso il bosco lascia spazio ad ampi spazi fuori dalla vegetazione più alta così si può ammirare Rapallo dall’alto, anche il borgo di San Michele di Pagana ed in lontananza Santa Margherita Ligure. Dopo circa una mezz’ora di cammino si giunge ad una bella cappella votiva, chiamata della Santa Croce, ed alla strada carrozzabile che taglia in due il sentiero. La si attraversa e subito dirimpetto si comincia la ripida salita per il Monte Pegge (NO la via in piano). Ricordatevi di seguire sempre la segnaletica con il rombo rosso orizzontale.

        cappella-della-santa-croce-sentiero-monte-pegge

        Beviamo un po’ d’acqua, reidratiamoci e prepariamoci a salire di quasi 200 m. in poco più di mezz’ora per giungere ai 774 m. s.l.m. del Rifugio Margherita che si trova sulla vetta del Monte Pegge.

        Il cammino è quasi tutto in salita e mai nel fitto della vegetazione, si può quindi continuare ad osservare il magnifico panorama sottostante ma non perdiamo mai la concentrazione su quello che stiamo facendo, basta un niente per rischiare una brutta caduta. I rovi, nel periodo più caldo. potrebbero fare da padroni quindi aiutiamoci con le racchette da trekking sia per scansarli che eventualmente per farci largo tra le felci e le rose canine. Ora ci aspetta l’ultima scalata, si vede già il rifugio, ed a breve ci potremo sedere per godere delle fresche correnti che spirano sia da nord che da sud.

        Eccoci in vetta!

        masimiliano-e-gaia-amantini-monte-pegge-2020

        Monte Pegge – Monte Manico del Lume – Chignero – Sant’Andrea di Foggia

        Purtroppo, nonostante qui possa apparire tutto bello, non c’è un punto acqua. Quindi razioniamola perché per arrivare a Chignero – Sant’Andrea di Foggia abbiamo ancora un bel po’ di strada davanti a noi. E proprio i tratti a seguire saranno quelli più impegnativi. Riposiamoci, ma soprattutto cambiamoci di divisa. Mettiamo un bel paio di pantaloni lunghi e comodi, così avevo consigliato nella descrizione iniziale (cosa mettere nello zaino), infiliamo una bella maglietta a maniche lunghe e se non lo avete indossato fin’ora, credo sia arrivato il momento di mettere il cappello, in quanto ora si galoppa sul dorso di tutti i prossimi crinali ed il sole ci starà sempre addosso. Quando saremo giunti a destinazione poi capirete il perché del cambio d’abito.

        Partiamo!

        Si prosegue a sinistra con un lieve declivio e dopo aver attraversato un praticello ci si trova invischiati tra le felci. I segnali paiono sparire o essere spariti, ma i solchi nell’erba ci sono e sono ben visibili. Ad un tratto si entra in un bellissimo noccioleto, un posto magico, ombroso ed in piano, ecco spuntare i due segnavia “rombo rosso orizzontale e le due XX” che ci tranquillizzano non poco.

        Uscendo dal bosco il percorso diventa un po’ meno chiaro, ma seguendo alcune tracce sull’erba non abbiamo problemi a trovare, sulla nostra sinistra, una pista che costeggia i rovi. Proseguendo il sentiero diventa più evidente e panoramico anche se presenta alcuni passaggi particolarmente stretti e altri che si dispiegano tra rovi ed erba alta. (Ora si capisce la necessità del cambio d’abito 😉 ).

        Percorriamo sempre il sentiero solcato fino a che non vediamo spuntare davanti a noi sua maestà: “Il Manico del Lume”. Anche se spesso pare che in cima al “saliscendi” ci sia il vuoto, ogni volta troviamo invece ad accoglierci una dolce discesa mai pericolosa che ci accompagna sino all’avvallamento successivo. La segnaletica è sempre ben visibile ma dove manca non si può sbagliare quindi proseguiamo con l’ultimo pezzo di sentiero in salita che porta alla base a poi alla cima degli 800 m. s.l.m. di oggi. Nel frattempo godetevi gli scorci in basso sulla sinistra della Val Fontana Buona e sulla sinistra, ormai, il familiare Golfo del Tigullio.

        dal-monte-pegge-in-cammino-verso-il-manico-del-lume

        Finalmente arriviamo sotto la vetta. Sarà sopra di noi a non più di 50 m. Il sentiero è ben tracciato e quando giungiamo al bivio per la salita finale (Chignero a sinistra e Monte Manico del Lume a destra) continuiamo per il sentiero a destra in salita in quanto siamo ansiosi di arrivare sulla cima. Una vista mozzafiato, unica e indimenticabile. Per chi volesse salire, qui mettiamo un link che racconta la Salita finale al Lume.

        In vetta non possiamo far altro che scattare le foto di rito ed ammirare l’architettura naturale ed umana ivi presente. Una pausa dove fare il giusto ristoro e riprendere il cammino, ora tutto in discesa. Ritorniamo sulla stessa traccia percorsa per salire in vetta e giunti al bivio dove leggiamo le indicazioni per Chignero (una segnaletica con un rettangolo bianco cerchiato di rosso) ci fa scavallare un piccolo ma impervio passaggio. Giungiamo su una spianata ombrosa. A questo punto, ABBANDONIAMO subito la segnaletica per Chignero, per intenderci quella con il rettangolo bianco circondata di rosso (che prosegue sulla sinistra e che viene segnalato per Escursionisti Esperti) per scendere invece verso destra. Ripetiamo: NON seguiamo la segnaletica che indica il sentiero sulla sinistra con indicazione Chignero, in quanto segnalata per Escursionisti Esperti, ma scendiamo verso destra. 

        Da questo momento la segnaletica cambia e diventa un lungo rettangolo rosso, che per una migliore visibilità, ben evidenziata sia sulle pietre che sugli alberi che si trovano lungo la discesa. Inizialmente il bosco fitto e un poco scivoloso, che metterà sicuramente a dura prova le nostre gambe, si trasforma piano piano in una ‘crêuza‘ (sentiero) aperta che si butta giù a rotta di collo verso il basso. Dopo una mezz’ora di questa discesa impegnativa su di una scalinata su pietre strette ma ben definite, ecco spuntare i primi tetti da sotto. Ma l’avventura non termina qui, prima di arrivare a Chignero ci vorranno almeno altri 10 minuti di impegno.

        Eccoci arrivati alla Chiesa di Chignero ed al Capolinea degli autobus. Noi ci buttiamo sul lato sinistro dove c’è un bel piazzale in ombra prendendoci una pausa sdraiati sull’erba; da lì guardiamo i monti che abbiamo appena abbandonato e ci sembra di stare in uno spartiacque tra Sardegna e Svizzera, non in Liguria. Questa è la favola del nostro territorio che spesso viene mal raccontata.

        Suggeriamo, giunti qui, di chiamare Massimo che si trova nell’abitazione ubicata nella parte retrostante la struttura ecclesiastica e che si affaccia sulla strada carrozzabile. È sempre una bella conversazione scambiare due parole con questo personaggio che conosce a menadito la storia di questi luoghi.

        Lasciamo Chignero e tramite il sentiero sul piazzale del capolinea, scendiamo seguendo la segnaletica con il rettangolo bianco cerchiato di rosso. Dopo pochi minuti, imbocchiamo la strada carrozzabile, scendiamo per circa 2 km, fino a raggiungere il paese di Sant’Andrea di Foggia, per terminare qui la tappa odierna.

        Per chi avesse ancora energie e si volesse portare in avanti sulla tappa del giorno dopo, consigliamo di proseguire sino a San Pietro di Novella, che si trova, rispetto a Sant’Andrea di Novella, a circa 4 km più in basso. In questo caso vale la pena ponderare l’unione della terza tappa con la quarta.

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          Ora non ti resta che preparare lo zaino e partire.

          Elenco delle Tappe:

          • Descrizione
          • Tappa 1 (tipologia: terra / montana)
          • Tappa 2 (tipologia: terra / montana)
          • Tappa 3 (tappa tecnica e corta in prevalenza su asfalto di collegamento verso il monte di Portofino)
          • Tappa 4 (tipologia: terra / traghetto / asfalto)
          • Tappa 5 (tipologia: asfalto, mulattiere, e poi in litoranea fino a Chiavari)