Tappa 1 · Da Chiavari a Montallegro
Chiavari, Le Grazie, Monte Telegrafo, Sant’Andrea di Rovereto e Santuario di N.S. di Montallegro
La prima tappa del Cammino del Tigullio parte dal mare di Chiavari e sale lentamente verso uno dei luoghi più amati e panoramici del Levante ligure: il Santuario di Nostra Signora di Montallegro. Una giornata tra passeggiata a mare, antiche crêuze, boschi, cappelle votive, punti panoramici e silenzi d’altura.
PartenzaChiavari · livello mare
ArrivoSantuario di Montallegro · 612 m
Lunghezza12 km circa
Tempo5 ore circa
Mappa della Tappa 1
Da Chiavari si attraversa la passeggiata a mare, si sale verso il Santuario delle Grazie, poi si prosegue per Monte Telegrafo, Sant’Andrea di Rovereto, La Madonnetta, Monte Anchetta, Monte Castello e infine Montallegro.
Profilo altimetrico
La tappa sale progressivamente dal mare di Chiavari fino ai 612 metri del Santuario di Montallegro. Il dislivello si concentra soprattutto nella prima parte e nei tratti boschivi verso Monte Telegrafo e Monte Anchetta.
In sintesi
Nella Tappa 1 del Cammino del Tigullio si sale da Chiavari, a livello del mare, fino al Santuario di Nostra Signora di Montallegro, a 612 metri di quota. Il percorso attraversa la passeggiata mare, il Santuario delle Grazie, Monte Telegrafo, Sant’Andrea di Rovereto, La Madonnetta, Monte Anchetta e Monte Castello.
- Livello di difficoltà: adatto a camminatori abituati a camminare con calma.
- Tempo medio di percorrenza: circa 5 ore, escluse le soste.
- Lunghezza indicativa: circa 12 km.
- Consiglio: partire con acqua, cappello nei mesi caldi e qualcosa da mangiare.
Da Chiavari al Santuario di N.S. delle Grazie
Punti acqua e ristoro lungo la Tappa 1
In questa prima tappa è importante partire con la giusta quantità d’acqua, soprattutto nei mesi caldi, perché dopo Chiavari i punti di appoggio non sono continui.
- Chiavari · zona Colonia Fara: punto utile prima di lasciare la passeggiata mare e iniziare la salita verso le Grazie.
- Bar alimentari Il Tappabuchi · Via Prandina, Chiavari: comodo per colazione, panini, snack o ultime provviste prima della partenza vera e propria. Inoltre potrete fare apporre il primo timbro ufficiale alla Vostra Credenziale.
- Rifugio ristoro Il Galletto · Monte Anchetta: punto di appoggio molto prezioso lungo la tappa, ideale per una sosta in quota. Consigliamo sempre di verificare apertura e disponibilità.
- Santuario di N.S. di Montallegro: all’arrivo sono presenti bar e ristoranti aperti tutto l’anno, utili per recuperare energie dopo la salita.
Eccoci giunti a Chiavari, pronti al via. In questa prima tappa si inaugura il Cammino e con lui la nostra vacanza tra monti, mare e borghi nel Tigullio.
Il punto di partenza, se arriviamo in macchina, è da Piazza Ravenna, davanti alla statua di Colombo esploratore. L’auto può essere lasciata nel capiente parcheggio gratuito della colmata a mare, in Piazza Giovanni Paolo II, che si trova a circa 50 metri alle nostre spalle.
Se invece arriviamo in treno, usciti dalla stazione prendiamo il sottopasso e ci spostiamo in Corso Valparaiso, la passeggiata mare di Chiavari. Da qui camminiamo con il mare al nostro fianco, in direzione ponente. Davanti a noi un lungo lastricato chiaro, il porto turistico, gli stabilimenti balneari e la spiaggia pubblica.
Percorriamo tutta la passeggiata fino in fondo. Dopo circa 15/20 minuti incontriamo la Torre Fara e i nuovi palazzi adiacenti. Poco oltre troviamo anche un rubinetto dove, se necessario, possiamo riempire le borracce. Terminato il lungomare, la strada comincia a salire leggermente. Superata la galleria ferroviaria, in una curva a U, sulla sinistra troviamo il bivio per il sentiero delle Grazie.
Prima di salire
Prima di imboccare il sentiero assicuriamoci di aver fatto una buona colazione e di avere con noi acqua sufficiente. In estate, o nelle giornate molto calde, meglio partire presto e affrontare la salita con calma.
Comincia qui la vera salita. Il percorso entra subito in un bosco di roveri e macchia mediterranea. Incontriamo ulivi, ginestre, rovi, pini e, se siamo fortunati e nella stagione giusta, anche qualche fungo porcino. La salita procede a zig zag su antichi passaggi in pietra, quasi sempre all’ombra.
Quando la strada termina, girando a sinistra ci troviamo davanti alla scalinata che conduce al Santuario delle Grazie. Giunti in cima, prendiamo fiato, ammiriamo il panorama e osserviamo le particolarità di questo luogo di fede così sentito. Qui troviamo anche un prezioso punto d’acqua.
Le Grazie, Monte Telegrafo, Sant’Andrea di Rovereto e La Madonnetta
Dopo aver raggiunto la chiesetta delle Grazie, torniamo per una ventina di metri sui nostri passi, verso la parte finale della scalinata. Da qui troviamo dei segnali rossi marcati su pietra a forma di T rovesciata e anche le nostre due Tt azzurre, che indicano la direzione per il Monte Telegrafo.
Si comincia a salire lungo le tipiche crêuze liguri, che sembrano condurre tutto d’un fiato verso il cielo.
Dopo un’altra mezz’ora di salita, tra le chiome degli alberi comincia a filtrare la luce. È il segnale che stiamo raggiungendo una delle prime alture della giornata. Siamo sul Monte Telegrafo, a circa 330 metri sul livello del mare, un itinerario molto conosciuto dai chiavaresi e spesso percorso anche come gita giornaliera.
Da qui si prosegue in falso piano fino a lasciarsi il bosco alle spalle. Compaiono le prime ville panoramiche, affacciate sul mare e sulla luce del Golfo. Stiamo entrando nella zona di Sant’Andrea di Rovereto, località Case Sparse, scendendo leggermente di quota.
Per un tratto il cammino si fa comodo e, in alcuni punti, asfaltato o pavimentato. Nonostante le dimensioni ridotte della via, alcune auto riescono ad arrivare fino alle case d’altura. Noi continuiamo il nostro percorso, godendoci il panorama che sembra volersi gettare nell’immensità del mare.
Si torna poi a salire. La strada è bella, ma la pendenza si fa sentire. Attraversiamo ancora boschi, questa volta con castagni e faggi che entrano nella scena. Dopo un’altra mezz’ora circa si arriva alla Cappella votiva della Madonnetta, appena sotto il Monte Anchetta.
Qui vale davvero la pena fermarsi qualche minuto, ascoltare la quiete e respirare l’atmosfera di un luogo semplice, raccolto, legato alla storia e alla devozione delle persone che per secoli hanno abitato e attraversato queste montagne.
La Madonnetta, Monte Anchetta, Monte Castello e Montallegro
A malincuore lasciamo alle spalle questo luogo di frescura fisica e spirituale. Il tracciato inizialmente è largo e un poco accidentato, poi diventa più adatto ai camminatori e torna a mostrare antiche pavimentazioni in pietra, posate con sapienza da chi un tempo raggiungeva a piedi o a dorso di mulo le case sparse e gli agglomerati rurali.
Finalmente il sole comincia a farsi largo tra gli alberi e vediamo spuntare la vetta. Siamo giunti sul pianoro del Monte Anchetta.
Qui, per buona parte dell’anno e soprattutto nei giorni festivi, è possibile sostare e pranzare presso il ristorante “Il Galletto”, che si trova proprio in vetta. È anche un punto in cui, per chi lo desidera e se autorizzato dalle strutture presenti, si può valutare una sosta più lunga. Altrimenti, armiamoci di forza d’animo e continuiamo verso la meta di oggi: Montallegro.
Lasciamoci alle spalle il belvedere dell’Anchetta, senza dimenticare una foto, e riprendiamo il cammino scendendo per circa 300/400 metri sulla strada carrozzabile. A un certo punto, sulla sinistra, troviamo il bivio con le indicazioni per Monte Castello e Montallegro, segnato anche dalle nostre Tt.
Si prosegue su una mulattiera ben strutturata, a tratti nel fresco degli alberi e a tratti più esposta al sole. Nei mesi di luglio e agosto il cappello diventa quasi obbligatorio. Dopo circa venti minuti di falso piano e salita appare una piccola casetta nel bosco: il “Cason Do Giamin”, un vero rifugio sognato per il camminatore stanco e assetato.
Il tratto che resta richiede circa 1 ora o 1 ora e 30 minuti, a seconda del passo e delle soste. Si sale fino al trivio del Monte Castello, che con i suoi 643 metri è uno dei monti più alti della cornice che abbraccia il Golfo del Tigullio.
Qui si svolta a destra e da questo momento il cammino diventa più semplice. Resta una passeggiata di circa trenta minuti, quasi tutta in piano, fino al Santuario di Nostra Signora di Montallegro, la meta finale della Tappa 1.
Arrivo a Montallegro
L’arrivo al Santuario di Montallegro è uno dei momenti più belli della giornata. Dopo essere partiti dal mare, ci si ritrova in quota, davanti a uno dei luoghi simbolo del Tigullio, con la sensazione vera di aver conquistato la prima tappa passo dopo passo.
Per chi vuole scendere a Rapallo
Per chi ha ancora energie, oppure per chi percorre il Cammino in un periodo di chiusura delle strutture in quota, è possibile scendere verso Rapallo.
Dal Santuario si può percorrere il bellissimo lastricato che scende a valle. Arrivati sulla carrozzabile si raggiunge la stazione della storica Funivia di Montallegro. Da qui si può decidere se proseguire a piedi lungo la mulattiera, in circa 40 minuti tutti in discesa, oppure scendere in cabina.
Noi consigliamo sempre, quando possibile, la discesa a piedi e il ritorno con la funivia o con l’autobus. La funivia merita comunque di essere presa almeno una volta: è una di quelle piccole esperienze che restano nella memoria.
Elenco delle tappe
Descrizione generale Prima di partire: informazioni utili, spirito del percorso, organizzazione e consigli pratici.
Descrizione
Tappa 1 · Chiavari – Montallegro La partenza dal mare e la salita verso il Santuario di Nostra Signora di Montallegro.
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Tappa 2 · Montallegro – Sant’Andrea di Foggia Una tappa di crinale e di collegamento tra Montallegro, Rapallo e l’avvicinamento al Monte di Portofino.
Tappa 2
Tappa 3 · Sant’Andrea di Foggia – San Lorenzo della Costa Una tappa più tecnica e breve, in prevalenza su asfalto e collegamenti verso il Monte di Portofino.
Tappa 3
Tappa 4 · San Lorenzo della Costa – Portofino – Santa Margherita Ligure La tappa del Parco di Portofino, tra sentieri, mare, borghi iconici e possibilità di collegamenti via traghetto.
Tappa 4
Tappa 5 · Santa Margherita Ligure – Rapallo – Zoagli – Chiavari Il rientro verso Chiavari tra tratti urbani, mulattiere, costa, borghi e litoranea.
Tappa 5