Piccolo Cammino ad anello nel Tigullio tra Monti Mare e Borghi

Il Piccolo Cammino ad Anello nel Tigullio tra Monti Mare e Borghi

Piccolo Cammino ad anello nel Tigullio

Descrizione Sintetica del Piccolo Cammino

Il Piccolo Cammino nel Tigullio tra Monti, Mare e Borghi è un breve itinerario ad anello di circa 30 Km con partenza ed arrivo a Chiavari. Il tracciato è suddiviso in 2 comode Tappe che possono essere percorse in 2 giorni e 1 notte. Ci troviamo nel bel mezzo del Golfo del Tigullio a Chiavari in Provincia di Genova, una cittadina con un centro storico molto ben conservato che vi affascinerà per i suoi portici ed i suoi ‘caruggi’ molto simili a quelli della più rinomata, città di Pisa.

Tappa 1: Il Cammino partendo da Chiavari tocca ed attraversa i magnifici paesaggi e panorami di Ns. Signora delle Grazie, il Monte Telegrafo, il Monte Anchetta, il Monte Castello, per arrivare dopo circa 5/6h al massimo tra macchia mediterranea, roveri e castagni, al magnifico Santuario Mariano di Montallegro a 612 m. s.l.m. dove ha a finire tappa odierna.

Tappa 2: Il Cammino riparte da Montallegro per poi discendere o a piedi o in funivia (esperienza molto suggestiva che offre un panorama impagabile) seguendo l’antico sentiero Chichizola. Nel giro di 40 minuti giungerete a Rapallo in fronte al secolare Castello delle Carceri, simbolo della cittadina, da cui proseguire per arrivare prima nel piccolo scrigno che è il borgo marinaro di Zoagli, poi la frazione di San Pietro di Rovereto ed infine a quella di Sant’Andrea di Rovereto per far nuovamente ritorno in quel di Chiavari.

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    Cammino Religioso in Liguria tra Storia Tradizioni e Folklore Tappa 3

    cammino religioso in liguria valle christi e lazzaretto di bana

    Cammino Religioso in Liguria

    Tappa 3: Sant’Andrea di Foggia – Ruta di Camogli

    Cosa Vedremo:

    San Pietro di Novella

    Nella terza tappa del Cammino Religioso in Liguria, ci troviamo presto, lasciando Sant’Andrea di Foggia, presso la Chiesa di San Pietro di Novella che si trova nel Comune di Rapallo nell’omonima frazione e che si estende nella valle del torrente San Pietro. Bisogna segnalare nei pressi un importante ponte medievale a schiena d’asino.

    cammino religioso in liguria chiesa san pietro di novella

    Abbazia di Valle Christi

    La struttura vede la luce nel 1204 a seguito della donazione di un terreno da Tibe e Altilia De Mari al Vescovo di Genova Ottone Ghilini. Una donazione finalizzata a creare un luogo femminile di ritiro spirituale e di meditazione. L’abbazia appartenne prima alle Monache Cistercensi e poi alle Clarisse di S.Agostino ma già nel 1568 con bolla di Pio V il monastero fu sconsacrato e abbandonato.
    La costruzione, che secondo le disposizioni vescovili non doveva ledere i diritti delle chiese contermini, fu edificata in stile romanico ma di essa oggi rimane in piedi molto poco, anche perché dopo il 1568 essa fu progressivamente spogliata delle pietre, che servivano alle famiglie della zona per le proprie costruzioni.
    Nella chiesa si conservava una reliquia di San Biagio, che oggi viene custodita nella Basilica di Rapallo.
    Nella zona si svolgono da numerosi anni festival culturali di notevole interesse.

    cammino religioso in liguria abbazia di valle christi

    Lazzaretto di Bana

    Nel 1450 a seguito di una epidemia di lebbra Giacomo d’Aste donò un terreno per la costruzione di un Lazzaretto, che fu affidato ai protettori dell’Ospedale Pamattone di Genova. Esso fu restaurato una prima volta nel 1505 ma fu trovato in pessime condizioni dal visitatore aposotolico Francesco Bossi, vescovo di Novara, nel 1582.
    Sulla facciata esterna un dipinto quattrocentesco con la Madonna con Bambino e i Santi Lazzaro, Giacomo e Biagio.

    cammino religioso lazzaretto di bana rapallo

    Chiesa Millenaria di Ruta

    L’antica chiesa di Ruta, che fu l’unica del paese fino al 1627, ha sicuramente origini molto antiche ma purtroppo un intervento di restauro nel 1905 comportò la probabile distruzione di un ospizio dei pellegrini e la rimozione delle lastre tombali dal pavimento interno, richiamate nella visita apostolica del 1749.
    La chiesa fu pure seriamente danneggiata dalle truppe francesi a seguito della caduta della Repubblica di Genova.

    cammino religioso chiesa millenaria di ruta

    Chiesa di San Michele Arcangelo

    La chiesa di San Michele Arcangelo è citata in un atto del 1192 mentre in un altro del 1239 risulta un capitolo di canonici. La struttura di culto fu adibita a fienile e stalla durante il periodo rivoluzionario francese. Fu recuperata e restaurata agli inizi del XX secolo, conservando le due navate introdotte nel secolo XV mentre l’abside risale al XIII secolo.

    cammino religioso chiesa san michele arcangelo ruta

    Chiesa di San Lorenzo della Costa

    La Chiesa di San Lorenzo della Costa si presenta a tre navate con notevole espressione del barocco mentre poco o nulla rimane del periodo romanico. All’interno si trova un importante trittico fiammingo denominato di S.Andrea, che è opera proveniente forse da Bruges grazie alla commissione di un mercante locale.
    Nella chiesa si trovano opere di Luca Cambiaso e una statua lignea di Anton Maria Maragliano.

    cammino religioso in liguria chiesa san lorenzo della costa

    Vai alla Guida della Tappa 3

    Elenco delle Tappe:

     

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      Tappa 1 – Cammino nel Tigullio da Chiavari a Montallegro

      Cammino nel Tigullio tappa n. 1 Chiavari Montallegro

      Tappa 1: Chiavari – Le Grazie – Monte Telegrafo – Sant’Andrea di Rovereto – Madonnetta – Monte Anchetta – Monte Castello – N.S. di Montallegro

      Profilo Altimetrico

      Profilo di elevazione Tappa 1 Cammino nel Tigullio tra Monti, Mare e Borghi

      Descrizione Sintetica della Tappa 1 del Cammino nel Tigullio

      Nella tappa 1 del Cammino nel Tigullio, si sale da 0 m. s.l.m. di Chiavari ai 612 m. s.l.m. del Santuario N.S. di Montallegro. Si attraversa Chiavari via passeggiata a mare. Si svalica attraverso la carrozzabile, la ferrovia, si prende il bivio sulla sinistra e si prosegue all’interno della macchia di roveri in salita fino ad arrivare al Santuario di Nostra Signora delle Grazie. Dalle Grazie, sulla destra si seguono le indicazioni per il Monte Telegrafo. A seguire si prosegue attraversando località Case Sparse di Sant’Andrea di Rovereto, si continua per giungere alla Cappella della Madonnetta per giungere alla prima cima odierna del Monte Anchetta. Dopo esserci presi 5 minuti di relax si fa un breve tratto di strada asfaltata per trovare poi il bivio sulla sinistra che porta verso Montallegro. Da qui ci vorranno ancora 2 h. a ritmo sostenuto per arrivare a destinazione. Tempo medio di percorrenza della tappa odierna, circa 5h. Visto gli scorci e gli incontri che farete, vi invitiamo a camminare con calma – tanto siete in vacanza – prestando la massima attenzione al tracciato ed alle bellezze naturali.

      • Livello di Difficoltà: per Tutti
      • Tempo medio di percorrenza: 5 ore circa
      • Lunghezza: 12 km circa

      Chiavari – Santuario N.S. Le Grazie

      Eccoci giunti a Chiavari e pronti al VIA. In questa 1^ tappa s’inaugura il Cammino e di conseguenza la nostra vacanza tra Monti, Mare e Borghi nel Tigullio. Il punto di partenza, se arriviamo in macchina, è da Piazza Ravenna difronte alla statua del Colombo esploratore. La vettura la possiamo lasciare nel capiente parcheggio gratuito della colmata a mare – P.zza Giovanni Paolo II che si trova 50 m. dietro le nostre spalle.

      Se invece siamo arrivati con il treno, usciti dalla stazione, prendiamo il sottopasso e spostiamoci in Corso Valparaiso ossia la Passeggiata mare di Chiavari e disponiamoci con il mare al nostro fianco, continuando la marcia in direzione ponente. Davanti un lunghissimo e bianchissimo lastricato di pietra bianca. Al suo lato, prima il porto turistico e poi tanti graziosi stabilimenti balneari ma anche la pubblica spiaggia. Percorriamola tutta e, senza indugio alcuno fino in fondo, dopo circa 15/20 minuti troviamo le nuovissime costruzioni della Torre Fara e dei nuovi ed esclusivi palazzi adiacenti; ci passiamo a fianco superandoli. Lì troviamo sulla sinistra, un rubinetto dove poter eventualmente riempire le borracce. A breve, terminato il lungomare, ci ritroviamo sulla carrozzabile, la seguiamo a monte lasciandoci dietro tutta questa bellezza urbana. Comincia da qui la nostra vera avventura. La strada si fa leggermente in salita e poi in una curva ad U, che supera la galleria ferroviaria, sulla sinistra troviamo il bivio per il sentiero delle Grazie.

      Tappa 1 - Cammino nel Tigullio

      Prima di effettuare la svolta, assicuriamoci d’aver fatto una ricca colazione ed eventualmente di aver con noi un panino ed il giusto quantitativo d’acqua.

      Bar generi alimentari Il Tappabuchi - Chiavari

      Si sale!

      Comincia subito una ripida ascesa nel bosco di roveri in puro stile “macchia mediterranea”. Incontriamo gli ulivi, la ginestra, rovi, pini e magari se siamo fortunati, in stagione, anche qualche fungo porcino. La salita è a zig zag su antichi e secolari passaggi in pietra, il cammino è tutto in ombra. Improvvisamente la strada termina e ci ritroviamo girando a sinistra, di fronte alla scalinata che conduce al Santuario delle Grazie. Giunti in cima, prendiamo fiato, ammiriamo il panorama, osserviamo le peculiarità di questo sentito luogo di fede e soprattutto troviamo un altro prezioso punto d’acqua. Tempo medio: una mezz’ora.

      Tappa 1 - Cammino nel Tigullio

      Le Grazie – Monte Telegrafo – Sant’Andrea di Rovereto – La Madonnetta

      Dopo aver raggiunto La Chiesetta delle Grazie, torniamo di una ventina di metri sui nostri passi quando stavamo terminando la scalinata per giungere al santuario. Ecco, da qui troviamo dei segnali rossi marcati su pietra a forma di “T” rovesciata ma anche le due nostre ‘Tt‘ azzurre che indicano il percorso da seguire per raggiungere il Monte Telegrafo. Si comincia a salire per le tipiche “crêuze” liguri, che sembrano condurre tutto d’un fiato su in alto fino in cielo.

      Tappa 1 - Cammino nel Tigullio

      Dopo un’altra mezz’oretta di salita tra le chiome degli alberi comincia a filtrare la luce. Questo avviso ci fa intuire che stiamo raggiungendo una delle tante vette che incontreremo strada facendo. Siamo sul Monte Telegrafo a 330 m. s.l.m., un itinerario molto rinomato a Chiavari che spesso lo si fa in giornata a mò di gita fuori porta, chiamato appunto: “Anello del Monte Telegrafo”. Si prosegue in falso piano fino a lasciarci il manto boschivo alle spalle. Fanno capolino le prime belle ville che dominano il mare e la meravigliosa luce da esso riflessa. Stiamo entrando in Sant’Andrea di Rovereto, loc. Case Sparse, scendendo un poco di altitudine, che ora ci accompagnerà per un bel tratto di strada. Ad un certo punto il tracciato si fa bello ed a tratti asfaltato, in altri punti addirittura cesellato con gli autobloccanti. Nonostante le piccole dimensioni della via alcune vetture riescono ad arrivare fin qui per entrare senza fatica nelle loro privilegiate dimore d’altura. Continuiamo il nostro percorso, da lontano s’intravvede una stradina in salita. E bene si! È quella lì che sale voltando sulla destra che dovremo percorrere (vedi 3^ foto del collage). Ma godiamoci per ora questo panorama qui in piano, che è semplicemente fantastico e pare volersi gettare di testa nell’immensità del mare.

      Tappa 1 - Cammino nel Tigullio

      Si torna a salire, la strada è sempre bella, e la salita non sembra così faticosa come la pendenza che invece è importante. Si attraversano ancora boschi ma questa volta si vedono castagni e faggi fare l’ingresso sulla scena. Dopo altra mezz’ora si arriva alla bellissima Cappella Votiva della Madonnetta, appena sotto il Monte Anchetta. Qui vale davvero la pena di lasciarsi morire per qualche minuto ed ascoltare la magica quiete che abbraccia il luogo di culto, non solo religioso, ma pur sempre evocativo, coniato sulla storia d’altri tempi che furono dei nostri avi.

      Tappa 1 - Cammino nel Tigullio

      La Madonnetta – Monte Anchetta – Monte Castello – Montallegro

      A malincuore ci lasciamo alle spalle questo luogo di frescura fisica e di frescura spirituale. Si segue un tracciato inizialmente largo ed un poco accidentato ma che poi diventa consono ai camminatori e pavimentato dalle pietre che con tecnica magistrale furono messe lì, di costa, dai nonni dei nostri nonni per raggiungere a piedi o a dorso di mulo, le sparute case degli agglomerati rurali. Cammini che spesso richiedevano all’uomo di casa, di allontanarsi dal focolare domestico anche per svariati giorni.

      Ecco finalmente spuntare il sole dagli alberi in maniera prepotente facendo capolino con tutta la sua calda corolla color oro. Al contempo vediamo spuntare la vetta, quasi ci venisse incontro per salutarci. Finalmente siamo giunti sul bellissimo pianoro del Monte Anchetta.

      Qui, per quasi tutti i mesi dell’anno, esclusivamente nei giorni festivi, è possibile sostare pranzando presso il RistoranteIl Galletto” che si trova proprio in vetta. Se qualcuno volesse può contattare gli amici che lo gestiscono, due simpatici coniugi anziani che in fatto di cibo possono dire assolutamente la loro senza inciampi. Inoltre è anche possibile mettere la tenda in questo bellissimo spiazzo che pare sdraiato sulle nuvole utile per chi volesse terminare qui la tappa odierna. Altrimenti armiamoci di forza d’animo e continuiamo il cammino verso la meta di oggi: Montallegro.

      monte-anchetta-bivio-per-montallegro

      Lasciamoci dietro, senza dimenticarlo, e senza aver scattato una bella foto, il belvedere dell’Anchetta e riprendiamo il cammino che scende per circa 300/400 m. sulla strada carrozzabile. Ad un certo punto sulla sinistra, il bivio con le indicazioni per Monte Castello – Montallegro con le nostre ‘Tt‘. Si prosegue su di una mulattiera ben strutturata a tratti nel fresco degli alberi a tratti con il sole che picchia in testa (utilizzare il cappello, soprattutto nei mesi di luglio e d’agosto). Dopo venti minuti di falso piano e di salita ecco spuntare la casetta nel bosco. Un rifugio sognato per il camminatore stanco ed assetato. È così, finalmente qui troviamo al “Cason Do Giamin”.

      monte-anchetta-rifugio-del-camminatore-monte-castello

      Il tratto che ci resta? Si e no 1h/1h30min. Procediamo salendo fino al trivio del Monte Castello che, con i suoi 643 m. s.l.m. è uno dei monti più alti della cornice che abbraccia il Golfo del Tigullio. Si svolta a destra ed ora in avanti diventa tutto facile, resta solo una breve passeggiata di una trentina di minuti, tutta in piano fino al Santuario N.S. di Montallegro, la meta finale di oggi.

      Tappa 1 - Cammino nel Tigullio

      Per chi ha ancora energie da spendere, o per chi percorre il cammino nel periodo di chiusura delle strutture è consigliata la discesa a Rapallo. Ci lasciamo il Santuario alle nostre spalle e percorriamo il bellissimo lastricato che scende a valle. Arrivati sulla carrozzabile troverete la stazione di arrivo e partenza della storica funivia (per gli orari contattare il numero +390185239017), e qui possiamo decidere se raggiungere Rapallo via “mulattiera” ca. 40 min. tutti in discesa, o via cabina. Noi consigliamo sempre la discesa a piedi ed il ritorno o tramite funivia o tramite autobus (la funivia merita di essere presa almeno una volta, ne resterete davvero entusiasti). Raggiunta la cittadina rivierasca abbiamo l’imbarazzo della scelta sia per gli alberghi economici o meno Ricordiamo di visitare il Castello delle carceri e il centro storico del borgo. In particolare Via Mazzini, Via Venezia, Piazza del Pozzo e la bella passeggiata a Mare.

      Scrivici compilando il form sottostante per aiutarti ad organizzare al meglio il cammino.

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        Elenco delle Tappe:

        • Descrizione
        • Tappa 1 (tipologia: terra / montana)
        • Tappa 2 (tipologia: terra / montana)
        • Tappa 3 (tappa tecnica e corta in prevalenza su asfalto di collegamento verso il monte di Portofino)
        • Tappa 4 (tipologia: terra / traghetto / asfalto)
        • Tappa 5 (tipologia: asfalto, mulattiere, e poi in litoranea fino a Chiavari)

        Tappa 2 – Cammino nel Tigullio da Montallegro a Sant’Andrea di Foggia

        Cammino nel Tigullio tappa n. 2 Montallegro Chignero

        Tappa 2: Montallegro – Passo della Crocetta – Monte Pegge – Monte Manico del Lume – Chignero – Sant’Andrea di Foggia

        Profilo Altimetrico

        Profilo elevazione Tappa 2 Cammino nel Tigullio tra Monti, Mare e Borghi

        Descrizione Sintetica della Tappa 2 del Cammino del Tigullio (per chi non ha esperienza suggeriamo di consultare un accompagnatore)

        Nella Tappa 2 del Cammino nel Tigullio, dai 612 m. s.l.m. si scende ai 599 del Passo della Crocetta per poi toccare i 774 m. s.l.m. del Monte Pegge e gli 801 del Monte Manico del Lume (il più alto del Golfo). Infine si scende nel Borgo storico di Chignero per terminare la tappa nella frazione di Sant’Andrea di Foggia. Tempo medio di percorrenza circa 5,00h. Vedute fantastiche, ci sembrerà di essere davvero in alta montagna. Livello di difficoltà: medio. Adatto solo a chi ha già esperienza nel trekking di montagna. Per Contattare un accompagnatore per aiutarvi nel percorso chiamare anticipatamente Barbara al 3470716432. Ci raccomandiamo di usare la massima prudenza nei passaggi più impegnativi.

        • Livello di Difficoltà: Medio
        • Tempo medio di Percorrenza: 5 ore circa
        • Lunghezza: 11 km circa

        Montallegro – Monte Pegge (Rifugio Margherita)

        IMPORTANTE: QUESTA TAPPA PREVEDE UN SOLO PUNTO ACQUA. PRIMA DI PARTIRE FATE UN ABBONDANTE RIFORNIMENTO DI BEVANDE DISSETANTI E RIGENERANTI.

        IMPORTANTE: SCARICATE LA TRACCIA GPS E LEGGETE ATTENTAMENTE LA GUIDA CARTACEA. IN PROSSIMITA’ DEL MONTE MANICO DEL LUME, NON PRENDETE IL SENTIERO PER ESCURSIONISTI ESPERTI, MA SCENDETE A DESTRA, COME DESCRITTO NELLA TAPPA.

        Dopo esserci goduti un bel sonnellino ristoratore ed il fresco a colazione a 612 m. s.l.m. in uno degli ottimi due ospitali a Montallegro, siamo pronti a ripartire per la tappa di alta montagna, chiamiamola così, che oggi ci aspetta, perché comunque avremo l’opportunità di metterci alla prova con le cime più alte del nostro Golfo del Tigullio. Se non abbiamo riempito le borracce in Hotel, ricordiamoci di farlo alla famosissima ed antichissima fontana a fianco del Santuario che poi si trova proprio all’imboccatura del sentiero che ci condurrà alla Crocetta.

        Tappa 2 - Cammino nel Tigullio

        Ora prendiamo il “sentiero Chichizola” che è quello che va in piano (a sinistra) e non quello che porta al Monte Rosa 690 m. s.l.m. conosciuto invece perché si trovano le fermate della riproposta via crucis (vedi fotografia).

        Questo tratto è contrassegnato da diversi segnavia, noi seguiamo il rombo rosso orizzontale e le due XX. Ma comunque si va ad intuito, è tutto in piano o quasi e spesso il bosco lascia spazio ad ampi spazi fuori dalla vegetazione più alta così si può ammirare Rapallo dall’alto, anche il borgo di San Michele di Pagana ed in lontananza Santa Margherita Ligure. Dopo circa una mezz’ora di cammino si giunge ad una bella cappella votiva, chiamata della Santa Croce, ed alla strada carrozzabile che taglia in due il sentiero. La si attraversa e subito dirimpetto si comincia la ripida salita per il Monte Pegge (NO la via in piano). Ricordatevi di seguire sempre la segnaletica con il rombo rosso orizzontale.

        cappella-della-santa-croce-sentiero-monte-pegge

        Beviamo un po’ d’acqua, reidratiamoci e prepariamoci a salire di quasi 200 m. in poco più di mezz’ora per giungere ai 774 m. s.l.m. del Rifugio Margherita che si trova sulla vetta del Monte Pegge.

        Il cammino è quasi tutto in salita e mai nel fitto della vegetazione, si può quindi continuare ad osservare il magnifico panorama sottostante ma non perdiamo mai la concentrazione su quello che stiamo facendo, basta un niente per rischiare una brutta caduta. I rovi, nel periodo più caldo. potrebbero fare da padroni quindi aiutiamoci con le racchette da trekking sia per scansarli che eventualmente per farci largo tra le felci e le rose canine. Ora ci aspetta l’ultima scalata, si vede già il rifugio, ed a breve ci potremo sedere per godere delle fresche correnti che spirano sia da nord che da sud.

        Eccoci in vetta!

        masimiliano-e-gaia-amantini-monte-pegge-2020

        Monte Pegge – Monte Manico del Lume – Chignero – Sant’Andrea di Foggia

        Purtroppo, nonostante qui possa apparire tutto bello, non c’è un punto acqua. Quindi razioniamola perché per arrivare a Chignero – Sant’Andrea di Foggia abbiamo ancora un bel po’ di strada davanti a noi. E proprio i tratti a seguire saranno quelli più impegnativi. Riposiamoci, ma soprattutto cambiamoci di divisa. Mettiamo un bel paio di pantaloni lunghi e comodi, così avevo consigliato nella descrizione iniziale (cosa mettere nello zaino), infiliamo una bella maglietta a maniche lunghe e se non lo avete indossato fin’ora, credo sia arrivato il momento di mettere il cappello, in quanto ora si galoppa sul dorso di tutti i prossimi crinali ed il sole ci starà sempre addosso. Quando saremo giunti a destinazione poi capirete il perché del cambio d’abito.

        Partiamo!

        Si prosegue a sinistra con un lieve declivio e dopo aver attraversato un praticello ci si trova invischiati tra le felci. I segnali paiono sparire o essere spariti, ma i solchi nell’erba ci sono e sono ben visibili. Ad un tratto si entra in un bellissimo noccioleto, un posto magico, ombroso ed in piano, ecco spuntare i due segnavia “rombo rosso orizzontale e le due XX” che ci tranquillizzano non poco.

        Uscendo dal bosco il percorso diventa un po’ meno chiaro, ma seguendo alcune tracce sull’erba non abbiamo problemi a trovare, sulla nostra sinistra, una pista che costeggia i rovi. Proseguendo il sentiero diventa più evidente e panoramico anche se presenta alcuni passaggi particolarmente stretti e altri che si dispiegano tra rovi ed erba alta. (Ora si capisce la necessità del cambio d’abito 😉 ).

        Percorriamo sempre il sentiero solcato fino a che non vediamo spuntare davanti a noi sua maestà: “Il Manico del Lume”. Anche se spesso pare che in cima al “saliscendi” ci sia il vuoto, ogni volta troviamo invece ad accoglierci una dolce discesa mai pericolosa che ci accompagna sino all’avvallamento successivo. La segnaletica è sempre ben visibile ma dove manca non si può sbagliare quindi proseguiamo con l’ultimo pezzo di sentiero in salita che porta alla base a poi alla cima degli 800 m. s.l.m. di oggi. Nel frattempo godetevi gli scorci in basso sulla sinistra della Val Fontana Buona e sulla sinistra, ormai, il familiare Golfo del Tigullio.

        dal-monte-pegge-in-cammino-verso-il-manico-del-lume

        Finalmente arriviamo sotto la vetta. Sarà sopra di noi a non più di 50 m. Il sentiero è ben tracciato e quando giungiamo al bivio per la salita finale (Chignero a sinistra e Monte Manico del Lume a destra) continuiamo per il sentiero a destra in salita in quanto siamo ansiosi di arrivare sulla cima. Una vista mozzafiato, unica e indimenticabile. Per chi volesse salire, qui mettiamo un link che racconta la Salita finale al Lume.

        In vetta non possiamo far altro che scattare le foto di rito ed ammirare l’architettura naturale ed umana ivi presente. Una pausa dove fare il giusto ristoro e riprendere il cammino, ora tutto in discesa. Ritorniamo sulla stessa traccia percorsa per salire in vetta e giunti al bivio dove leggiamo le indicazioni per Chignero (una segnaletica con un rettangolo bianco cerchiato di rosso) ci fa scavallare un piccolo ma impervio passaggio. Giungiamo su una spianata ombrosa. A questo punto, ABBANDONIAMO subito la segnaletica per Chignero, per intenderci quella con il rettangolo bianco circondata di rosso (che prosegue sulla sinistra e che viene segnalato per Escursionisti Esperti) per scendere invece verso destra. Ripetiamo: NON seguiamo la segnaletica che indica il sentiero sulla sinistra con indicazione Chignero, in quanto segnalata per Escursionisti Esperti, ma scendiamo verso destra. 

        Da questo momento la segnaletica cambia e diventa un lungo rettangolo rosso, che per una migliore visibilità, ben evidenziata sia sulle pietre che sugli alberi che si trovano lungo la discesa. Inizialmente il bosco fitto e un poco scivoloso, che metterà sicuramente a dura prova le nostre gambe, si trasforma piano piano in una ‘crêuza‘ (sentiero) aperta che si butta giù a rotta di collo verso il basso. Dopo una mezz’ora di questa discesa impegnativa su di una scalinata su pietre strette ma ben definite, ecco spuntare i primi tetti da sotto. Ma l’avventura non termina qui, prima di arrivare a Chignero ci vorranno almeno altri 10 minuti di impegno.

        Eccoci arrivati alla Chiesa di Chignero ed al Capolinea degli autobus. Noi ci buttiamo sul lato sinistro dove c’è un bel piazzale in ombra prendendoci una pausa sdraiati sull’erba; da lì guardiamo i monti che abbiamo appena abbandonato e ci sembra di stare in uno spartiacque tra Sardegna e Svizzera, non in Liguria. Questa è la favola del nostro territorio che spesso viene mal raccontata.

        Suggeriamo, giunti qui, di chiamare Massimo che si trova nell’abitazione ubicata nella parte retrostante la struttura ecclesiastica e che si affaccia sulla strada carrozzabile. È sempre una bella conversazione scambiare due parole con questo personaggio che conosce a menadito la storia di questi luoghi.

        Lasciamo Chignero e tramite il sentiero sul piazzale del capolinea, scendiamo seguendo la segnaletica con il rettangolo bianco cerchiato di rosso. Dopo pochi minuti, imbocchiamo la strada carrozzabile, scendiamo per circa 2 km, fino a raggiungere il paese di Sant’Andrea di Foggia, per terminare qui la tappa odierna.

        Per chi avesse ancora energie e si volesse portare in avanti sulla tappa del giorno dopo, consigliamo di proseguire sino a San Pietro di Novella, che si trova, rispetto a Sant’Andrea di Novella, a circa 4 km più in basso. In questo caso vale la pena ponderare l’unione della terza tappa con la quarta.

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          Ora non ti resta che preparare lo zaino e partire.

          Elenco delle Tappe:

          • Descrizione
          • Tappa 1 (tipologia: terra / montana)
          • Tappa 2 (tipologia: terra / montana)
          • Tappa 3 (tappa tecnica e corta in prevalenza su asfalto di collegamento verso il monte di Portofino)
          • Tappa 4 (tipologia: terra / traghetto / asfalto)
          • Tappa 5 (tipologia: asfalto, mulattiere, e poi in litoranea fino a Chiavari)

          Tappa 3 – Cammino nel Tigullio da Sant’Andrea di Foggia a San Lorenzo della Costa

          Cammino nel Tigullio tappa n. 3 Chignero San Lorenzo della Costa

          Tappa 3: Sant’Andrea di Foggia – San Pietro di Novella – Strada di Bana – Ruta di Camogli – San Lorenzo della Costa

          Profilo Altimetrico

          Profilo elevazione Tappa 3 Cammino nel Tigullio tra Monti, Mare e Borghi

          Descrizione Sintetica della Tappa 3 del Cammino nel Tigullio

          Nella tappa 3 del Cammino nel Tigullio, se abbiamo continuato la tappa di ieri fino a San Pietro di Novella, il nostro percorso ora riparte da QUI (clicca sul link per procedere oltre). Altrimenti…. Si scende dai 101 m. s.l.m. di Sant’Andrea di Foggia per arrivare  ai 0 m. s.l.m. di Rapallo – Zona Autostrada. Si prende la Via per Santa Maria del Campo, si devia sulla sinistra, qui in direzione San Massimo sono da vedere assolutamente i Ruderi di Valle Christi, in seguito si torna sui propri passi di un paio di centinaia di metri per imboccare l’antica strada di Bana che costeggia l’omonimo torrente. Dopo un breve tratto in pianura si sale con una discreta pendenza fino a Ruta di Camogli, 269 m. s.l.m. (Qui possiamo ammirare la stupenda Chiesa millenaria che si trova nei pressi del tracciato). Arriviamo a Ruta a circa 300 m. s.l.m. e troviamo ad attenderci un fresco punto acqua. Qui in base alla disponibilità delle strutture ospitanti la tappa potrebbe finire o a San Lorenzo della Costa, o già all’interno del Monte del Parco di Portofino.

          • Livello di Difficoltà: per Tutti
          • Tempo medio di Percorrenza: 4 ore circa
          • Lunghezza: 12 km circa

          Sant’Andrea di Foggia – San Pietro di Novella

          Tappa 3 - Cammino nel Tigullio

          Ci mettiamo per strada. Oggi il cammino sarà in gran parte su asfalto ma non per questo meno bello. Anzi dopo due giorni d’erba, di pietre e di sentieri tracciati alla bene e meglio, siamo contenti di cambiare via.

          La strada prosegue in discesa, verso Rapallo, anche perché dobbiamo arrivare a quota mare, o quasi, e discendere dai 101 m. s.l.m. in cui ci troviamo ora. Dopo aver scattato un paio di fotografie alla splendida facciata, ma anche alle ispirate opere d’arte, è tempo di continuare il nostro itinerario odierno.

          A fine discesa, dopo aver superato una fastidiosa cava di pietra con i suoi rumori e la sua polvere, ci ritroviamo a San Pietro di Novella dove di fronte la chiesa possiamo osservare un bel ponte romanico.

          le chiese di Sant'Andrea di Foggia e di San Pietro di Novella

          San Pietro di Novella – Strada di Bana – Ruta di Camogli – San Lorenzo della Costa

          Tiriamo diritto senza esitazioni, superiamo la struttura ospedaliera, la piscina pubblica che d’estate diventa un grande stabilimento balneare lontano dal mare, con le sue due grandi vasche all’aperto fino a raggiungere la rotonda autostradale. Ci inceppiamo un attimo per attraversare il nodo di vie e di svolte ma poi tagliamo in diagonale il tracciato buttandoci a monte in direzione Santa Maria del Campo. dopo 500 m. circa, prendiamo a sinistra in direzione San Massimo lì a poca distanza (circa 200 m.) meriterebbero una visita i Ruderi dell’Abbazia di Valle Christi anno XIII Sec. Superato il ponte deviamo in piano sulla destra per poi proseguire sempre diritti camminando a fianco del torrente. Nelle vicinanze ci colpirà, il verde acceso dei prati del Campo da Golf di Rapallo. Ora che la strada è imboccata non occorre far altro che camminare godendoci il paesaggio che ormai si è trasformato da montano ad urbano.

          rotonda autostrada Rapallo e direzioni cammino

          In questo momento, facendo una leggera deviazione dal percorso, imboccando una strada che porta in alto sulla sinistra, è possibile giungere all’Azienda Agricola “Dolce Fiorita”. Una piccola realtà casearia, a conduzione familiare, dove vi consigliamo di organizzare anticipatamente un brunch a base di formaggi di capra e mucca, accompagnati da focaccia tipica genovese, acqua e un buon bicchiere di vino locale. I formaggi sono lavorati esclusivamente con il latte dei loro capi. Previo accordi e con un numero minimo di partecipanti, è possibile anche effettuare una visita guidata all’interno dell’azienda.

          Fatto ritorno sulla via principale, dopo un paio di Chilometri ci troviamo di fronte allo storico Lazzaretto di Rapallo, se potesse parlare chissà quante ne avrebbe da raccontarci. Un vero peccato che giaccia in questo abbandono. Nonostante tutto ci prendiamo qualche minuto per leggere un breve sunto storico riflettendo sulla nostra strana natura mortale e di quale dovrebbe essere il nostro posto su questo pianeta. Riprendiamo il cammino un po’ in silenzio. Poco lontano da lì incontriamo un vecchio cartello indicante la fine del territorio comunale di Rapallo e l’inizio di quello del Comune di Camogli.

          Lazzaretto di Rapallo cartello di confine Rapallo Camogli

          La strada comincia a salire, passiamo davanti al ristorante il Vecchio Mulino. Il tracciato si fa improvvisamente impegnativo per la sua pendenza e non ci molla fino a quando non giungiamo a Ruta di Camogli, anzi nell’ultimo chilometro si fa terribilmente ardua e stretta. Non riusciamo proprio a capacitarci come possa essere considerata carrozzabile una strada del genere, senza le dovute protezioni ai lati e di simili ridotte dimensioni.

          Chiesa San Michele Arcangelo Ruta di Camogli

          Finalmente giungiamo in cima e ci sorride il campanile della Chiesa secolare di San Michele Arcangelo che svetta e poi ci saluta la fontana, più modesta ma più funzionale. L’acqua è fresca e dissetante come non mai. Solitamente quando si ha sete, l’acqua fresca, è sempre la più buona che abbiamo mai bevuto. Ci bagniamo i cappelli, riempiamo le borracce e scendiamo sull’Aurelia. Si gira a sinistra ci infiliamo nella breve galleria dove a metà del tracciato sul lato destro, dietro ad un vetro, si trova in bella vista una statua della Vergine. Fino a qualche decade fa, gli autisti erano soliti suonare il clacson per salutare la Signora dei Cieli. Ora invece vige un bel cartello con il divieto assoluto di tale usanza, pena l’ammenda immediata.

          Galleria Ruta di Camogli e vergine del clacson

          Sentiamo di essere quasi arrivati alla fine della tappa odierna. Già ci immaginiamo un pranzo consumato come dei cristiani, seduti ad un tavolo, con un po’ di fresco a farci compagnia ed un viso amico che ci prenda la comanda.

          In questo momento ci troviamo a Ruta di Camogli comoda anche per improvvisare una visita al bellissimo e rinomato borgo marinaro di Camogli, oppure allungare di un poco la strada per giungere fino a San Rocco, anche di questa località ne resterete magicamente estasiati. Ma torniamo un po’ a noi. Dal Km 501 sull’Aurelia, c’è uno dei tanti accessi che porta alla fitta ragnatela dei sentieri del Parco di Portofino ed in base a dove abbiamo prenotato la struttura il giorno dopo è da qui che ricomincerà nuovamente il tutto.

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            Elenco delle Tappe:

            • Descrizione
            • Tappa 1 (tipologia: terra / montana)
            • Tappa 2 (tipologia: terra / montana)
            • Tappa 3 (tappa tecnica e corta in prevalenza su asfalto di collegamento verso il monte di Portofino)
            • Tappa 4 (tipologia: terra / traghetto / asfalto)
            • Tappa 5 (tipologia: asfalto, mulattiere, e poi in litoranea fino a Chiavari)

            Tappa 4 – Cammino nel Tigullio dal Monte di Portofino a S. Margherita Ligure

            Cammino nel Tigullio tappa n. 4 Monte di Portofino Santa Margherita Ligure

            Tappa 4: Monte di Portofino – San Fruttuoso – Portofino – Paraggi – Santa Margherita Ligure

            Profilo Altimetrico

            Profilo elevazione Tappa 4 Cammino nel Tigullio tra Monti, Mare e Borghi

            Descrizione Sintetica della Tappa 4 del Cammino nel Tigullio

            Nella tappa 4 del Cammino nel Tigullio, dall’agriturismo il Monte si sale per una piccola crêuza dopo cinquanta metri si gira in piano sulla destra. Si sale nuovamente seguendo “I sentieri del Monte di Portofino” si arriva ai 420 m. s.l.m. dove troviamo l’altissimo ripetitore del monte (108 m.). Dopo un’ora si giunge in località Pietre Strette e poi si gira a destra in discesa e si va giù fino al mare raggiungendo così San Fruttuoso di Camogli. Qui potete godervi il mare più blu, più azzurro, più verde, che il nostro Golfo conosca. E’ tutto una magia, dall’Abbazia, alla Torre di Avvistamento, al fondale, al Cristo degli Abissi, ai numerosi ristorantini arroccati tra le insenature. Da qui si prende il battello (si può pagare anche con bancomat e/o carte) per Portofino, circa 20 min. di traversata tra paesaggi e vedute mozzafiato. Giunti a Portofino, consigliamo la visita al Castello Brown ed alla panoramica Chiesa di San Giorgio. Poi lasciamo il borgo salendo dal lato destro della Piazzetta dove incontriamo l’altra Chiesa quella del Divo Martino e subito a fianco la carrozzabile. Ora è tutto in piano per altri 5 km.  fino alla bellissima Santa Margherita Ligure, finale di tappa odierno.

            • Livello di Difficoltà: per Tutti
            • Tempo medio di Percorrenza: 4/5 ore circa
            • Lunghezza: 14 km circa

            Monte di Portofino – San Fruttuoso di Camogli

            Prima di iniziare la quarta tappa, invitiamo i camminatori a prendere contatto con il servizio Battello per la traversata da san Fruttuoso a Portofino in quanto questo potrebbe NON essere garantito in caso di mare ingrossato, telefonando al numero 0185 284670 sul sito web Traghetti Portofino.

            Di buon mattino, armati dei nostri fedeli zaini imbocchiamo la salita proprio 10 m. a lato del ristorante dell’agriturismo Il Monte, dove abbiamo trascorso la notte. Superati un paio di cancelli arrangiati alla bene e meglio sbuchiamo su un viale elegantemente fiorito che ci porta alla prima salita ed alle prime indicazioni per “Tutti i Sentieri”.

            Ai sentieri del parco di Portofino

            La Via inizialmente si mostra molto curata, ma si capisce da subito che ci devono transitare le macchine, ecco il perché degli autobloccanti e della tenuta irreprensibile di tutto il sistema boschivo. Quando abbandoniamo il lusso delle ultime ville, la via assume tutt’altro aspetto. Ma a noi piace così: vero e selvatico come natura è.

            Quando le ville finiscono comincia il selvatico

            Si sale, anche se in modo non eccessivo ma continuo, la sentieristica è segnalata alla perfezione e perdersi qui sarebbe davvero impossibile. Oggi per alcuni comincerà la vera vacanza: quella fatta di relax, di odori, di silenzi, di spiritualità, di buon cibo, di luoghi paradisiaci, e perfavore abbiate almeno il rispetto per voi stessi di non rispondere al telefono. Nessuno può disturbare questa contemplazione. Io sono per “il giusto mezzo”. È che mi stufo presto di tutto ed ho bisogno sempre di novità che mi tengano accesa la fiamma e l’ardore. Ma non si può obiettare che quello a cui i nostri occhi stanno assistendo sia uno spettacolo davvero unico.

            I magnifici sentieri del parco del Monte di Portofino

            Dopo aver preso il bivio per “Pietre Strette” finalmente si sente l’odore della quota dove comincia il divertimento dell’andare in piano e poi della ripida discesa verso il gran blu. D’improvviso si staglia di fronte a noi un relitto di guerra: un enorme traliccio carico di antenne, svettante. Ma anche questo vettore di elettrosmog, in tale contesto, pare più da ornamento che di bruttura, e si riesce malgrado tutto a far finta di niente.

            L'antenna del Monte di Portofino e le pietre strette

            Intanto si scorgono cartelli che ci raccontano della flora e della fauna locale e della coltura del castagno. Eccoci intanto giunti alle “Pietre Strette”. Un luogo davvero suggestivo. Al punto acqua ci sciacquiamo un po’ il viso e riempiamo le borracce. Nonostante la frescura si sente che fuori dalle fronde il sole picchia davvero duro.

            Le pietre strette Parco di Portofino

            Comincia rapida e snella la discesa a zig zag che in 50 minuti ci condurrà in quel di San Fruttuoso di Camogli e nella magia millenaria del suo borgo. Nel giro di qualche tornante il bosco si cambia d’abito e cominciano a mostrarsi timidi gli ulivi, mentre alle orecchie giungono suoni e gorgoglii d’acqua sorgente. In questa sinestesia dei sensi non vediamo l’ora di arrivare in spiaggia e di concederci alle lusinghe del mare che già da un po’ ci sta chiamando all’appello.

            Vedute di San Fruttuoso di Camogli

            Mano a mano che ci avviciniamo, vediamo i primi segni della civiltà ridestarci, sembrava tutto intonso ma poi ecco le prime imbarcazioni, le prime voci che armeggiano sulla battigia. Anche noi vogliamo essere lì e sbizzarrirci in una mondanità perduta nel tempo. Spunta la cupola del campanile, una secolare bellezza luminosa ci abbraccia e ci da il benvenuto a San Fruttuoso.

            San Fruttuoso di Camogli abbazia spiaggia e vedute varie

            San Fruttuoso – Portofino – Paraggi – Santa Margherita Ligure

            Dopo aver fatto un bagno rigenerante, in un’acqua caraibica, ci stendiamo una mezz’ora al sole in attesa del Battello (Primero) che ci condurrà a Portofino; lo storico Plinio il Vecchio lo definì Portus Delphini. Come indicato nella premessa, accertatevi del servizio traversata contattando il numero 0185 284670. In caso di mancato trasporto è possibile raggiungere il borgo percorrendo a piedi uno dei numerosi sentieri che offre il Parco di Portofino. Arrivato il battello ci imbarchiamo per una traversata che dura circa una ventina di minuti. Davanti a noi si stagliano faraglioni e falesie che bucano il mare e ogni tanto fa capolino qualche pino marittimo che ha trovato lì la sua condizione ideale.

            Preferiamo non enumerare le ville dei super ricchi che hanno costruito nei punti più disparati le loro dimore dorate. Cerchiamo solo di cogliere il contesto naturale lasciando da parte l’antropizzazione forzata.

            Arrivati al vecchio borgo, ci accoglie la piazzetta. Saliamo fino a San Giorgio, arriviamo al faro, e poi, dopo aver consumato un caffè ed un gelato, ci rimettiamo per via.

            Vedute di Portofino

            Lasciamo la Piazzetta guardando a monte, sulla destra, superiamo la Chiesa del Divo Martino e ci infiliamo nella via che corre al fianco delle colorate abitazioni per poi abbandonarci sulla carrozzabile. Ora si tratta di percorrere 5 Km. pianeggianti di litoranea, con degli scorci di panorama davvero unici, fino a raggiungere il borgo di Santa Margherita Ligure, finale della tappa di oggi.

            Superiamo diverse insenature dove si nascondono della spiagge da sogno per giungere a Paraggi famosa per i suoi stabilimenti balneari Top.

            Paraggi e dintorni Santa Margherita Ligure

            Continuiamo la nostra via, per raggiungere e superare i famosi locali di Capo Nord e del Covo di Nord Est. Passiamo oltre anche alla zona rinomata degli Hotel a 4 Stelle per giungere in un’ora esatta davanti alle pescherie di Santa Margherita. Dopo una bella golata d’acqua fresca, andiamo a fare il check-in nel nostro albergo convenzionato con il Cammino, e stasera ci toccherà gustare i famosissimi gamberi rossi e viola di Santa Margherita Ligure. Che vitaccia!

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              Ora non ti resta che preparare lo zaino e partire.

              Elenco delle Tappe:

              • Descrizione
              • Tappa 1 (tipologia: terra / montana)
              • Tappa 2 (tipologia: terra / montana)
              • Tappa 3 (tappa tecnica e corta in prevalenza su asfalto di collegamento verso il monte di Portofino)
              • Tappa 4 (tipologia: terra / traghetto / asfalto)
              • Tappa 5 (tipologia: asfalto, mulattiere, e poi in litoranea fino a Chiavari)

              Tappa 5 – Cammino nel Tigullio da Santa Margherita Ligure a Chiavari

              Cammino nel Tigullio tappa n. 5 Santa Margherita Ligure Chiavari

              Tappa 5: Santa Margherita Ligure – San Michele di Pagana – Rapallo – Sant’Ambrogio – Zoagli – San Pietro di Rovereto – Sant’Andrea di Rovereto – Le Grazie – Chiavari

              Profilo Altimetrico

              Profilo elevazione Tappa 5 Cammino nel Tigullio tra Monti, Mare e Borghi

              Descrizione Sintetica della Tappa 5 del Cammino nel Tigullio

              Nella tappa 5 del Cammino nel Tigullio si abbandona Santa Margherita Ligure seguendo  la Strada Provinciale 227 (SP227) in direzione Rapallo. Si comincia a salire, giunti in cima (della pagana) iniziata la discesa, sulla nostra destra si svolta per la Chiesa di San Michele di Pagana che merita di essere visitata perché sede di un dipinto di Van Dyck raffigurante la crocefissione di Gesù. Si scende nella spiaggia di Prelo e la si costeggia fino ad arrivare all’omonimo borgo (San Michele). Tiriamo dritto fino a Rapallo. Giunti nella cittadina prendiamo la passeggiata a mare, superiamo il Castello di Rapallo e poi ce la lasciamo dietro seguendo la singolare via Avenaggi che fiancheggia il mare. Attraversiamo il Parco Casale, la Via Aurelia seguendo Via Salita Sant’Ambrogio, che appunto come suggerisce il nome, ci accompagna fino alla panoramicissima frazione di Sant’Ambrogio di Zoagli. Giunti sul Piazzale della Chiesa, procediamo dritti in salita per altri 200 m., fino a raggiungere la Cappella storica di Sant’Isidoro qui sulla destra ci attende una viuzza pedonale che ci conduce a poche centinaia di metri dalla Chiesa di millenaria di San Pantaleo per poi discendere senza esitazione verso Zoagli. Arrivati nei pressi della galleria di Zoagli, continuiamo la discesa. Dopo circa 200 m. sulla destra troviamo la Via Antica Romana che ci accompagna fino al Borgo di Zoagli. Da P.zza XXVII Dicembre (la piazza principale) saliamo per via Garibaldi e poi seguiamo l’indicazione per il sentiero della “5 Campanili”. Da lì salendo si arriva nuovamente sull’Aurelia, attraversiamo ed imbocchiamo la scalinata con indicato San Pietro. Si arriva dopo una salita impegnativa alla frazione di San Pietro di Rovereto. Si prosegue per Sant’Andrea di Rovereto superandolo. Si scende per le Grazie via Aurelia, si percorre la strada che abbiamo fatto all’andata, questa volta scendendo. Si giunge a Chiavari. Siamo arrivati alla fine del nostro, ora anche Vostro, cammino. Speriamo che vi sia piaciuto e che ci aiutiate a farlo conoscere.

              • Livello di Difficoltà: per Tutti
              • Tempo medio di percorrenza: 4/5 ore circa
              • Lunghezza: 16 km circa

              Santa Margherita Ligure – San Michele di Pagana – Rapallo

              Dopo aver trascorso una serata speciale a Santa Margherita, sia per merito della frittura di pesce che del buon vermentino, sia grazie alla cordialità della gestore dell’albergo, oggi, tuttavia a malincuore, iniziamo il nostro cammino verso la tappa finale. È stata una vacanza diversa. Ci ha fatto scoprire davvero, in maniera differente, il territorio del Tigullio e delle sue più, e meno conosciute bellezze paesaggistiche. Io lo ripeto sempre, sia ai miei figli che agli amici: “Camminare proietta in una dimensione dove tutto è prezioso, e dove tutto ha un suo valore ed un suo perché; una fontana, una pietra, una targa commemorativa, un albero, scambiare due chiacchiere con uno sconosciuto”.

              Abbandoniamo Santa, dalla rotonda principale, P.zza Vittorio Veneto nei presi dello IAT. Seguiamo l’ultimo tratto di passeggiata in direzione Rapallo. Quando la strada inizia a salire ci voltiamo per porgerle l’ultimo saluto che poi sarà semplicemente un arrivederci alla prossima. Saliamo fino a raggiungere il colle della Pagana, scendendo svoltiamo a destra per visitare la Chiesa si San Michele di Pagana in quanto sappiamo esservi un affresco della crocefissione dipinto da Van Dyck.

              santa margherita ligure san michele di pagana

              Scendiamo in spiaggia e poi proseguiamo a sinistra verso il piccolo borgo marinaro di San Michele. Si procede in piano fino a raggiungere il Porto Carlo Riva di Rapallo e poi si fa un ingresso trionfale nella cittadina rivierasca. Una volta Rapallo era nota per le sue vasche in passeggiata e per le sue serate danzanti. Oggi invece si è trasformata in una tranquilla località turistica dove anche le persone più anziane possono trovare il giusto compromesso tra cultura e mondanità in uno felice spartiacque d’aria buona condita di salsedine.

              spiaggia di prelo rapallo ponte detto di annibale

              Raggiungiamo il Castello, ci teniamo sulla destra arrivando ai giardini intitolati alla memoria del Poeta Ezra Pound che qui assieme ad un altro grande pensatore Nietzsche, anche se in periodi differenti, hanno soggiornato. Tiriamo su per via Avenaggi, via che fiancheggia il mare, rinomata per le sue curate strutture balneari, per fare ingresso nel Parco Casale seguendo le indicazioni per l’International Mini Golf Club. Seguiamo la via tenendo la struttura alla nostra destra mentre sovrastiamo la via Aurelia. Usciamo dal parco attraverso una grossa cancellata ed improvvisamente ci ritroviamo sbalzati sulla caotica Aurelia. Facendo molta attenzione attraversiamo la carrozzabile e seguiamo le indicazioni per Sant’Ambrogio. Sulla nostra destra un sentiero pedonale a salire ci aspetta per raggiungere la bellissima località panoramica già nel Comune di Zoagli.

              Rapallo – Sant’Ambrogio – San Pantaleo – Zoagli – San Pietro – Sant’Andrea di Rovereto – Le Grazie – Chiavari

              La ripida salita, Salita Sant’Ambrogio (il nome non tradisce le aspettative né dove ci condurrà), si fa presto più morbida. Giunti in cima alla scalinata, prendiamo ancora il sentiero sulla sinistra e proseguiamo senza mollare il ritmo, per terminare l’ascesa nel bellissimo Piazzale antistante la Chiesa di Sant’Ambrogio. Qui è doverosa una sosta per ammirare dall’alto tutto il golfo che ci ha accompagnato sin dalla partenza odierna di Santa Margherita Ligure. Ora ci lasciamo il mare alle spalle per salire ancora in direzione San Bernardo, dopo 200 m. ci si para davanti la Cappella storica di Sant’Isidoro. A fianco di questa, sulla destra, una viuzza pedonale ci conduce porterà verso l’edifizio di culto cristiano della Millenaria di San Pantaleo. Nuovamente al suo fianco, troviamo il sentiero che ci porta in discesa in direzione Zoagli. Arrivati nuovamente sull’Aurelia SS1, nei pressi dello sbocco del tunnel (Galleria Zoagli), proseguiamo i discesa verso levante. Dopo circa 300 m. imbocchiamo sulla destra Via Antica Romana che ci conduce nel cuore del borgo marinaro, sbucando, dopo aver attraversato il piccolo centro storico, in P.zza XXVII Dicembre. Decidiamo di prenderci un bel gelato. Attraversiamo la bella piazza che in passato è stata protagonista di concerti con cantautori gettonatissimi del calibro di VendittiBattiatoPFM ecc. salutiamo i numerosi bagnanti che accorrono qui soprattutto da Rapallo per fruire di acque limpide, sempre pulite e di comodi parcheggi. Ora saliamo per via Garibaldi. Superata l’arcata del ponte ferroviario prendiamo il bivio a sinistra e poi quello a destra – seguiamo il paletto che indica il sentiero “5 Campanili” – fino a sbucare nuovamente sull’Aurelia.

              zoagli vedute e passaggi

              Attraversiamo un poco più avanti, e saliamo su per la scalinata dove è indicata la località di San Pietro e sempre il percorso “5 Campanili”. Si comincia ad arrancare in salita fino ad arrivare in alto, a San Pietro di Rovereto dove giungiamo accaldati e un po’ provati. Fortunatamente troviamo prima della Chiesa un negozio di generi alimentari che fa anche da wine bar dove possiamo dissetarci con una rinvigorente bibita zuccherata. Poi si prosegue ancora. Gli spazi, le vedute ormai ci suonano familiari. Guardiamo tutto questo fantastico riquadro difronte a noi e sappiamo di averlo percorso tutto, a piedi. Non è incredibile? Arriviamo a Sant’Andrea di Rovereto che all’andata lo abbiamo toccato dall’alto, mentre ora lo carezziamo dal basso.

              zoagli vedute dall'alto

              Eccoci nuovamente sull’Aurelia, teniamo la destra e prima della galleria in discesa saliamo per il Santuario delle Grazie. Anche questa un’amicizia già stretta all’andata. Ora non ci resta che entrare nel bosco di roveri e scendere giù fino a Chiavari. Eccoci sbucare sulla strada. Davanti a noi troviamo l’ingresso nel mondo delle favole dove tutto ha avuto inizio. Bel cammino questo, davvero! Ci sarebbero tanti aggettivi da usare, ma sarebbero del tutto vani, ‘bisogna viverla questa esperienza per tornare poi cambiati’. Non ci resta che augurarvi, quindi: “Buon Cammino!”.

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              Non desideriamo plausi, il nostro è stato un lavoro di squadra, che speriamo possa portare altre persone a percorrerlo ed a condividerlo. Solo così, crediamo, si possa piantare il seme per ricostruire, nel piccolo, un mondo migliore e più a misura di vita, convissuta in armonia con le altre specie viventi.

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                Elenco delle Tappe:

                • Descrizione
                • Tappa 1 (tipologia: terra / montana)
                • Tappa 2 (tipologia: terra / montana)
                • Tappa 3 (tappa tecnica e corta in prevalenza su asfalto di collegamento verso il monte di Portofino)
                • Tappa 4 (tipologia: terra / traghetto / asfalto)
                • Tappa 5 (tipologia: asfalto, mulattiere, e poi in litoranea fino a Chiavari)