Piccolo Cammino ad anello nel Tigullio tra Monti Mare e Borghi

Il Piccolo Cammino ad Anello nel Tigullio tra Monti Mare e Borghi

Piccolo Cammino ad anello nel Tigullio

Descrizione Sintetica del Piccolo Cammino

Il Piccolo Cammino nel Tigullio tra Monti, Mare e Borghi è un breve itinerario ad anello di circa 30 Km con partenza ed arrivo a Chiavari. Il tracciato è suddiviso in 2 comode Tappe che possono essere percorse in 2 giorni e 1 notte. Ci troviamo nel bel mezzo del Golfo del Tigullio a Chiavari in Provincia di Genova, una cittadina con un centro storico molto ben conservato che vi affascinerà per i suoi portici ed i suoi ‘caruggi’ molto simili a quelli della più rinomata, città di Pisa.

Tappa 1: Il Cammino partendo da Chiavari tocca ed attraversa i magnifici paesaggi e panorami di Ns. Signora delle Grazie, il Monte Telegrafo, il Monte Anchetta, il Monte Castello, per arrivare dopo circa 5/6h al massimo tra macchia mediterranea, roveri e castagni, al magnifico Santuario Mariano di Montallegro a 612 m. s.l.m. dove ha a finire tappa odierna.

Tappa 2: Il Cammino riparte da Montallegro per poi discendere o a piedi o in funivia (esperienza molto suggestiva che offre un panorama impagabile) seguendo l’antico sentiero Chichizola. Nel giro di 40 minuti giungerete a Rapallo in fronte al secolare Castello delle Carceri, simbolo della cittadina, da cui proseguire per arrivare prima nel piccolo scrigno che è il borgo marinaro di Zoagli, poi la frazione di San Pietro di Rovereto ed infine a quella di Sant’Andrea di Rovereto per far nuovamente ritorno in quel di Chiavari.

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    Cammino Religioso in Liguria tra Storia Tradizioni e Folklore Tappa 3

    cammino religioso in liguria valle christi e lazzaretto di bana

    Cammino Religioso in Liguria

    Tappa 3: Sant’Andrea di Foggia – Ruta di Camogli

    Cosa Vedremo:

    San Pietro di Novella

    Nella terza tappa del Cammino Religioso in Liguria, ci troviamo presto, lasciando Sant’Andrea di Foggia, presso la Chiesa di San Pietro di Novella che si trova nel Comune di Rapallo nell’omonima frazione e che si estende nella valle del torrente San Pietro. Bisogna segnalare nei pressi un importante ponte medievale a schiena d’asino.

    cammino religioso in liguria chiesa san pietro di novella

    Abbazia di Valle Christi

    La struttura vede la luce nel 1204 a seguito della donazione di un terreno da Tibe e Altilia De Mari al Vescovo di Genova Ottone Ghilini. Una donazione finalizzata a creare un luogo femminile di ritiro spirituale e di meditazione. L’abbazia appartenne prima alle Monache Cistercensi e poi alle Clarisse di S.Agostino ma già nel 1568 con bolla di Pio V il monastero fu sconsacrato e abbandonato.
    La costruzione, che secondo le disposizioni vescovili non doveva ledere i diritti delle chiese contermini, fu edificata in stile romanico ma di essa oggi rimane in piedi molto poco, anche perché dopo il 1568 essa fu progressivamente spogliata delle pietre, che servivano alle famiglie della zona per le proprie costruzioni.
    Nella chiesa si conservava una reliquia di San Biagio, che oggi viene custodita nella Basilica di Rapallo.
    Nella zona si svolgono da numerosi anni festival culturali di notevole interesse.

    cammino religioso in liguria abbazia di valle christi

    Lazzaretto di Bana

    Nel 1450 a seguito di una epidemia di lebbra Giacomo d’Aste donò un terreno per la costruzione di un Lazzaretto, che fu affidato ai protettori dell’Ospedale Pamattone di Genova. Esso fu restaurato una prima volta nel 1505 ma fu trovato in pessime condizioni dal visitatore aposotolico Francesco Bossi, vescovo di Novara, nel 1582.
    Sulla facciata esterna un dipinto quattrocentesco con la Madonna con Bambino e i Santi Lazzaro, Giacomo e Biagio.

    cammino religioso lazzaretto di bana rapallo

    Chiesa Millenaria di Ruta

    L’antica chiesa di Ruta, che fu l’unica del paese fino al 1627, ha sicuramente origini molto antiche ma purtroppo un intervento di restauro nel 1905 comportò la probabile distruzione di un ospizio dei pellegrini e la rimozione delle lastre tombali dal pavimento interno, richiamate nella visita apostolica del 1749.
    La chiesa fu pure seriamente danneggiata dalle truppe francesi a seguito della caduta della Repubblica di Genova.

    cammino religioso chiesa millenaria di ruta

    Chiesa di San Michele Arcangelo

    La chiesa di San Michele Arcangelo è citata in un atto del 1192 mentre in un altro del 1239 risulta un capitolo di canonici. La struttura di culto fu adibita a fienile e stalla durante il periodo rivoluzionario francese. Fu recuperata e restaurata agli inizi del XX secolo, conservando le due navate introdotte nel secolo XV mentre l’abside risale al XIII secolo.

    cammino religioso chiesa san michele arcangelo ruta

    Chiesa di San Lorenzo della Costa

    La Chiesa di San Lorenzo della Costa si presenta a tre navate con notevole espressione del barocco mentre poco o nulla rimane del periodo romanico. All’interno si trova un importante trittico fiammingo denominato di S.Andrea, che è opera proveniente forse da Bruges grazie alla commissione di un mercante locale.
    Nella chiesa si trovano opere di Luca Cambiaso e una statua lignea di Anton Maria Maragliano.

    cammino religioso in liguria chiesa san lorenzo della costa

    Vai alla Guida della Tappa 3

    Elenco delle Tappe:

     

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      Tappa 1 – Cammino nel Tigullio da Chiavari a Montallegro

      Santuario di Nostra Signora di Montallegro, arrivo della Tappa 1 del Cammino del Tigullio

      Cammino del Tigullio

      Tappa 1 da Chiavari a Montallegro

      Santuario di Nostra Signora di Montallegro, arrivo della Tappa 1 del Cammino del Tigullio
      Tappa 1 · Da Chiavari a Montallegro

      Chiavari, Le Grazie, Monte Telegrafo, Sant’Andrea di Rovereto e Santuario di N.S. di Montallegro

      La prima tappa del Cammino del Tigullio parte dal mare di Chiavari e sale lentamente verso uno dei luoghi più amati e panoramici del Levante ligure: il Santuario di Nostra Signora di Montallegro. Una giornata tra passeggiata a mare, antiche crêuze, boschi, cappelle votive, punti panoramici e silenzi d’altura.

      PartenzaChiavari · livello mare
      ArrivoSantuario di Montallegro · 612 m
      Lunghezza12 km circa
      Tempo5 ore circa

      Mappa della Tappa 1

      Da Chiavari si attraversa la passeggiata a mare, si sale verso il Santuario delle Grazie, poi si prosegue per Monte Telegrafo, Sant’Andrea di Rovereto, La Madonnetta, Monte Anchetta, Monte Castello e infine Montallegro.

      Profilo altimetrico

      La tappa sale progressivamente dal mare di Chiavari fino ai 612 metri del Santuario di Montallegro. Il dislivello si concentra soprattutto nella prima parte e nei tratti boschivi verso Monte Telegrafo e Monte Anchetta.

      Profilo di elevazione della Tappa 1 del Cammino del Tigullio da Chiavari a Montallegro

      In sintesi

      Nella Tappa 1 del Cammino del Tigullio si sale da Chiavari, a livello del mare, fino al Santuario di Nostra Signora di Montallegro, a 612 metri di quota. Il percorso attraversa la passeggiata mare, il Santuario delle Grazie, Monte Telegrafo, Sant’Andrea di Rovereto, La Madonnetta, Monte Anchetta e Monte Castello.

      • Livello di difficoltà: adatto a camminatori abituati a camminare con calma.
      • Tempo medio di percorrenza: circa 5 ore, escluse le soste.
      • Lunghezza indicativa: circa 12 km.
      • Consiglio: partire con acqua, cappello nei mesi caldi e qualcosa da mangiare.

      Da Chiavari al Santuario di N.S. delle Grazie

      Punti acqua e ristoro lungo la Tappa 1

      In questa prima tappa è importante partire con la giusta quantità d’acqua, soprattutto nei mesi caldi, perché dopo Chiavari i punti di appoggio non sono continui.

      • Chiavari · zona Colonia Fara: punto utile prima di lasciare la passeggiata mare e iniziare la salita verso le Grazie.
      • Bar alimentari Il Tappabuchi · Via Prandina, Chiavari: comodo per colazione, panini, snack o ultime provviste prima della partenza vera e propria. Inoltre potrete fare apporre il primo timbro ufficiale alla Vostra Credenziale.
      • Rifugio ristoro Il Galletto · Monte Anchetta: punto di appoggio molto prezioso lungo la tappa, ideale per una sosta in quota. Consigliamo sempre di verificare apertura e disponibilità.
      • Santuario di N.S. di Montallegro: all’arrivo sono presenti bar e ristoranti aperti tutto l’anno, utili per recuperare energie dopo la salita.

      Eccoci giunti a Chiavari, pronti al via. In questa prima tappa si inaugura il Cammino e con lui la nostra vacanza tra monti, mare e borghi nel Tigullio.

      Il punto di partenza, se arriviamo in macchina, è da Piazza Ravenna, davanti alla statua di Colombo esploratore. L’auto può essere lasciata nel capiente parcheggio gratuito della colmata a mare, in Piazza Giovanni Paolo II, che si trova a circa 50 metri alle nostre spalle.

      Se invece arriviamo in treno, usciti dalla stazione prendiamo il sottopasso e ci spostiamo in Corso Valparaiso, la passeggiata mare di Chiavari. Da qui camminiamo con il mare al nostro fianco, in direzione ponente. Davanti a noi un lungo lastricato chiaro, il porto turistico, gli stabilimenti balneari e la spiaggia pubblica.

      Percorriamo tutta la passeggiata fino in fondo. Dopo circa 15/20 minuti incontriamo la Torre Fara e i nuovi palazzi adiacenti. Poco oltre troviamo anche un rubinetto dove, se necessario, possiamo riempire le borracce. Terminato il lungomare, la strada comincia a salire leggermente. Superata la galleria ferroviaria, in una curva a U, sulla sinistra troviamo il bivio per il sentiero delle Grazie.

      Da Chiavari verso il Santuario di Nostra Signora delle Grazie lungo la Tappa 1 del Cammino del Tigullio

      Prima di salire

      Prima di imboccare il sentiero assicuriamoci di aver fatto una buona colazione e di avere con noi acqua sufficiente. In estate, o nelle giornate molto calde, meglio partire presto e affrontare la salita con calma.

      Comincia qui la vera salita. Il percorso entra subito in un bosco di roveri e macchia mediterranea. Incontriamo ulivi, ginestre, rovi, pini e, se siamo fortunati e nella stagione giusta, anche qualche fungo porcino. La salita procede a zig zag su antichi passaggi in pietra, quasi sempre all’ombra.

      Quando la strada termina, girando a sinistra ci troviamo davanti alla scalinata che conduce al Santuario delle Grazie. Giunti in cima, prendiamo fiato, ammiriamo il panorama e osserviamo le particolarità di questo luogo di fede così sentito. Qui troviamo anche un prezioso punto d’acqua.

      Santuario di Nostra Signora delle Grazie a Chiavari lungo la Tappa 1 del Cammino del Tigullio

      Le Grazie, Monte Telegrafo, Sant’Andrea di Rovereto e La Madonnetta

      Dopo aver raggiunto la chiesetta delle Grazie, torniamo per una ventina di metri sui nostri passi, verso la parte finale della scalinata. Da qui troviamo dei segnali rossi marcati su pietra a forma di T rovesciata e anche le nostre due Tt azzurre, che indicano la direzione per il Monte Telegrafo.

      Si comincia a salire lungo le tipiche crêuze liguri, che sembrano condurre tutto d’un fiato verso il cielo.

      Sentiero dalle Grazie verso Monte Telegrafo lungo il Cammino del Tigullio

      Dopo un’altra mezz’ora di salita, tra le chiome degli alberi comincia a filtrare la luce. È il segnale che stiamo raggiungendo una delle prime alture della giornata. Siamo sul Monte Telegrafo, a circa 330 metri sul livello del mare, un itinerario molto conosciuto dai chiavaresi e spesso percorso anche come gita giornaliera.

      Da qui si prosegue in falso piano fino a lasciarsi il bosco alle spalle. Compaiono le prime ville panoramiche, affacciate sul mare e sulla luce del Golfo. Stiamo entrando nella zona di Sant’Andrea di Rovereto, località Case Sparse, scendendo leggermente di quota.

      Per un tratto il cammino si fa comodo e, in alcuni punti, asfaltato o pavimentato. Nonostante le dimensioni ridotte della via, alcune auto riescono ad arrivare fino alle case d’altura. Noi continuiamo il nostro percorso, godendoci il panorama che sembra volersi gettare nell’immensità del mare.

      Monte Telegrafo e Sant’Andrea di Rovereto lungo la Tappa 1 del Cammino del Tigullio

      Si torna poi a salire. La strada è bella, ma la pendenza si fa sentire. Attraversiamo ancora boschi, questa volta con castagni e faggi che entrano nella scena. Dopo un’altra mezz’ora circa si arriva alla Cappella votiva della Madonnetta, appena sotto il Monte Anchetta.

      Qui vale davvero la pena fermarsi qualche minuto, ascoltare la quiete e respirare l’atmosfera di un luogo semplice, raccolto, legato alla storia e alla devozione delle persone che per secoli hanno abitato e attraversato queste montagne.

      Cappella della Madonnetta sotto Monte Anchetta lungo il Cammino del Tigullio

      La Madonnetta, Monte Anchetta, Monte Castello e Montallegro

      A malincuore lasciamo alle spalle questo luogo di frescura fisica e spirituale. Il tracciato inizialmente è largo e un poco accidentato, poi diventa più adatto ai camminatori e torna a mostrare antiche pavimentazioni in pietra, posate con sapienza da chi un tempo raggiungeva a piedi o a dorso di mulo le case sparse e gli agglomerati rurali.

      Finalmente il sole comincia a farsi largo tra gli alberi e vediamo spuntare la vetta. Siamo giunti sul pianoro del Monte Anchetta.

      Qui, per buona parte dell’anno e soprattutto nei giorni festivi, è possibile sostare e pranzare presso il ristorante “Il Galletto”, che si trova proprio in vetta. È anche un punto in cui, per chi lo desidera e se autorizzato dalle strutture presenti, si può valutare una sosta più lunga. Altrimenti, armiamoci di forza d’animo e continuiamo verso la meta di oggi: Montallegro.

      Monte Anchetta e bivio verso Montallegro lungo il Cammino del Tigullio

      Lasciamoci alle spalle il belvedere dell’Anchetta, senza dimenticare una foto, e riprendiamo il cammino scendendo per circa 300/400 metri sulla strada carrozzabile. A un certo punto, sulla sinistra, troviamo il bivio con le indicazioni per Monte Castello e Montallegro, segnato anche dalle nostre Tt.

      Si prosegue su una mulattiera ben strutturata, a tratti nel fresco degli alberi e a tratti più esposta al sole. Nei mesi di luglio e agosto il cappello diventa quasi obbligatorio. Dopo circa venti minuti di falso piano e salita appare una piccola casetta nel bosco: il “Cason Do Giamin”, un vero rifugio sognato per il camminatore stanco e assetato.

      Cason Do Giamin verso Monte Castello e Montallegro

      Il tratto che resta richiede circa 1 ora o 1 ora e 30 minuti, a seconda del passo e delle soste. Si sale fino al trivio del Monte Castello, che con i suoi 643 metri è uno dei monti più alti della cornice che abbraccia il Golfo del Tigullio.

      Qui si svolta a destra e da questo momento il cammino diventa più semplice. Resta una passeggiata di circa trenta minuti, quasi tutta in piano, fino al Santuario di Nostra Signora di Montallegro, la meta finale della Tappa 1.

      Ultimo tratto verso il Santuario di Nostra Signora di Montallegro

      Arrivo a Montallegro

      L’arrivo al Santuario di Montallegro è uno dei momenti più belli della giornata. Dopo essere partiti dal mare, ci si ritrova in quota, davanti a uno dei luoghi simbolo del Tigullio, con la sensazione vera di aver conquistato la prima tappa passo dopo passo.

      Per chi vuole scendere a Rapallo

      Per chi ha ancora energie, oppure per chi percorre il Cammino in un periodo di chiusura delle strutture in quota, è possibile scendere verso Rapallo.

      Dal Santuario si può percorrere il bellissimo lastricato che scende a valle. Arrivati sulla carrozzabile si raggiunge la stazione della storica Funivia di Montallegro. Da qui si può decidere se proseguire a piedi lungo la mulattiera, in circa 40 minuti tutti in discesa, oppure scendere in cabina.

      Noi consigliamo sempre, quando possibile, la discesa a piedi e il ritorno con la funivia o con l’autobus. La funivia merita comunque di essere presa almeno una volta: è una di quelle piccole esperienze che restano nella memoria.

      Vuoi organizzare il Cammino del Tigullio?

      Scrivici compilando il form qui sotto: possiamo aiutarti a organizzare al meglio il Cammino, dalla scelta delle tappe al pernottamento, fino al trasporto bagagli e ai consigli pratici.

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        Elenco delle tappe

        Descrizione generale Prima di partire: informazioni utili, spirito del percorso, organizzazione e consigli pratici. Descrizione
        Tappa 1 · Chiavari – Montallegro La partenza dal mare e la salita verso il Santuario di Nostra Signora di Montallegro. Sei qui
        Tappa 2 · Montallegro – Sant’Andrea di Foggia Una tappa di crinale e di collegamento tra Montallegro, Rapallo e l’avvicinamento al Monte di Portofino. Tappa 2
        Tappa 3 · Sant’Andrea di Foggia – San Lorenzo della Costa Una tappa più tecnica e breve, in prevalenza su asfalto e collegamenti verso il Monte di Portofino. Tappa 3
        Tappa 4 · San Lorenzo della Costa – Portofino – Santa Margherita Ligure La tappa del Parco di Portofino, tra sentieri, mare, borghi iconici e possibilità di collegamenti via traghetto. Tappa 4
        Tappa 5 · Santa Margherita Ligure – Rapallo – Zoagli – Chiavari Il rientro verso Chiavari tra tratti urbani, mulattiere, costa, borghi e litoranea. Tappa 5

        Tappa 2 – Cammino nel Tigullio da Montallegro a Sant’Andrea di Foggia

        Veduta dal Monte Manico del Lume su Rapallo e il Golfo del Tigullio lungo la Tappa 2 del Cammino del Tigullio

        Cammino del Tigullio

        Tappa 2 da Montallegro a San Pietro di Novella

        Veduta dal Monte Manico del Lume su Rapallo e il Golfo del Tigullio lungo la Tappa 2 del Cammino del Tigullio
        Tappa 2 · Da Montallegro a San Pietro di Novella

        Montallegro, Passo della Crocetta, Monte Pegge, Manico del Lume, Chignero e San Pietro di Novella

        La seconda tappa del Cammino del Tigullio è la più impegnativa dell’intero percorso. Da Montallegro si cammina verso il Passo della Crocetta, il Monte Pegge e il Monte Manico del Lume, punto più alto del Cammino, prima della discesa verso Chignero e dell’arrivo a San Pietro di Novella.

        PartenzaMontallegro · 612 m
        ArrivoSan Pietro di Novella
        Lunghezza16 km circa
        Tempo6 ore circa

        Mappa della Tappa 2

        Da Montallegro si raggiunge il Passo della Crocetta, si sale al Monte Pegge e al Monte Manico del Lume, quindi si scende verso Chignero e si prosegue fino a San Pietro di Novella, punto di arrivo della seconda giornata.

        Profilo altimetrico

        La tappa resta a lungo in quota e tocca alcuni dei punti più alti del Cammino del Tigullio: il Monte Pegge, a 774 metri, e il Monte Manico del Lume, a 801 metri. Il tratto più delicato è la discesa verso Chignero, dove si perde quota rapidamente su terreno ripido.

        Profilo di elevazione della Tappa 2 del Cammino del Tigullio da Montallegro a San Pietro di Novella

        In sintesi

        La Tappa 2 è la giornata più montana e impegnativa del Cammino del Tigullio. Si parte da Montallegro, si attraversa il Passo della Crocetta, si raggiunge il Monte Pegge con il Rifugio Margherita e si prosegue verso il Monte Manico del Lume, il punto più alto dell’intero Cammino. Da qui si scende verso Chignero e si termina la tappa a San Pietro di Novella.

        • Livello di difficoltà: impegnativa, consigliata a camminatori allenati.
        • Tratto più delicato: discesa dal Manico del Lume verso Chignero.
        • Tempo medio di percorrenza: circa 6 ore, escluse le soste.
        • Lunghezza indicativa: circa 16 km.
        • Consiglio: partire con acqua sufficiente, scarpe da trekking e traccia GPS.

        Attenzione: tratto consigliato a escursionisti esperti

        La discesa dal Monte Manico del Lume verso Chignero è il tratto più impegnativo della Tappa 2. In poco più di 35 minuti si perdono circa 400 metri di quota, passando dagli 801 metri del Manico del Lume ai circa 380 metri di Chignero.

        Il tratto non è esposto, ma si svolge su terreno misto bosco e antica scalinata in pietra, senza corrimano. Richiede passo sicuro, scarpe da trekking adeguate, buona esperienza su sentieri ripidi e molta prudenza, soprattutto con fondo umido o in caso di stanchezza.

        La tappa è pensata per un cammino in autonomia su sentieri escursionistici esistenti. Ogni camminatore deve valutare preparazione, meteo, attrezzatura e condizioni del terreno prima di mettersi in cammino.

        Punti acqua e ristoro lungo la Tappa 2

        Questa è una tappa in cui l’acqua va gestita con attenzione. Dopo la partenza da Montallegro i punti di rifornimento sono pochi e distanti tra loro.

        • Montallegro: punto acqua alla partenza, presso la fontana vicino al Santuario. È fondamentale riempire bene le borracce prima di partire.
        • Chignero: punto acqua sul retro della chiesa, utile dopo la lunga discesa dal Manico del Lume.
        • San Pietro di Novella: arrivo della tappa, con possibilità di appoggio per ristoro e pernottamento secondo disponibilità delle strutture.

        Da Montallegro al Passo della Crocetta e al Monte Pegge

        Dopo una notte di riposo e una colazione fresca in quota, si riparte da Montallegro per la tappa più impegnativa del Cammino. Oggi si cammina sulle cime più alte che abbracciano il Golfo del Tigullio, con panorami ampi e continui, ma anche con tratti che richiedono attenzione e preparazione.

        Prima di lasciare il Santuario è importante riempire bene le borracce alla fontana di Montallegro, situata nei pressi dell’imbocco del sentiero. Da qui in avanti l’acqua non sarà sempre disponibile, quindi conviene partire già ben riforniti.

        Fontana di Montallegro e bivio verso il Passo della Crocetta lungo la Tappa 2 del Cammino del Tigullio

        Da Montallegro si prende il sentiero Chichizola, quello che procede in piano verso sinistra, evitando invece la direzione del Monte Rosa. Il tratto è segnalato da diversi segnavia: il rombo rosso orizzontale e le due XX accompagnano la prima parte del cammino.

        Il percorso procede quasi sempre in piano o con leggere variazioni di quota. Il bosco, a tratti, si apre lasciando spazio a belle vedute su Rapallo, San Michele di Pagana, Santa Margherita Ligure e il Golfo del Tigullio.

        Dopo circa mezz’ora si raggiunge la Cappella della Santa Croce e la strada carrozzabile che taglia il sentiero. La si attraversa con attenzione e, subito di fronte, si imbocca la salita verso il Monte Pegge, seguendo sempre il rombo rosso orizzontale.

        Cappella della Santa Croce e sentiero verso Monte Pegge lungo la Tappa 2 del Cammino del Tigullio

        Da qui si sale in maniera decisa, guadagnando quasi 200 metri di quota in poco più di mezz’ora, fino a raggiungere i 774 metri del Monte Pegge e il Rifugio Margherita.

        Il sentiero è quasi tutto in salita e non sempre immerso nella vegetazione. Questo permette di continuare ad ammirare il panorama, ma richiede anche attenzione al passo. Nei periodi più caldi rovi, felci e vegetazione possono rendere alcuni passaggi meno comodi: pantaloni lunghi e racchette da trekking possono essere molto utili.

        Monte Pegge e Rifugio Margherita lungo la Tappa 2 del Cammino del Tigullio

        Dal Monte Pegge al Monte Manico del Lume

        Dal Monte Pegge il cammino prosegue verso il Monte Manico del Lume. Qui la tappa cambia carattere: si cammina più in alto, tra crinali, tratti aperti, felci, rovi e brevi passaggi dove la traccia può sembrare meno evidente.

        In questa parte non ci sono punti acqua. Conviene quindi bere con criterio, fare una pausa ragionata e, se necessario, sistemare l’abbigliamento prima di proseguire. Nei mesi caldi possono essere utili pantaloni lunghi, maglietta leggera a maniche lunghe e cappello.

        Si prosegue verso sinistra, con un lieve declivio. Dopo un breve tratto tra prati e felci, si entra in un noccioleto ombroso e suggestivo, dove i segnavia tornano più evidenti e aiutano a confermare la direzione.

        Usciti dal bosco, il percorso diventa più panoramico e a tratti più selvaggio. Si cammina lungo una pista che costeggia rovi ed erba alta, poi il sentiero torna a definirsi meglio. Davanti a noi compare il profilo del Manico del Lume, il punto più alto della giornata e dell’intero Cammino.

        Dal Monte Pegge verso il Monte Manico del Lume lungo la Tappa 2 del Cammino del Tigullio

        Avvicinandosi alla vetta, il paesaggio si apre tra la Val Fontanabuona e il Golfo del Tigullio. È uno dei momenti più belli della tappa, ma anche uno di quelli in cui non bisogna perdere concentrazione.

        Giunti al bivio per la salita finale, si può raggiungere la vetta del Monte Manico del Lume, a 801 metri. La vista è ampia e spettacolare: Rapallo, il Golfo, i crinali e l’entroterra sembrano disporsi tutti intorno al camminatore.

        Dal Manico del Lume a Chignero

        Dopo la vetta, si rientra sulla stessa traccia percorsa in salita fino al bivio. Da qui inizia la parte più impegnativa della giornata: la discesa verso Chignero.

        In prossimità del bivio è importante prestare attenzione alla direzione. La variante più impegnativa segnalata verso Chignero non è quella consigliata per il Cammino. La traccia da seguire scende verso destra e poi prosegue con segnaletica a lungo rettangolo rosso, ben visibile su pietre e alberi.

        La discesa entra inizialmente in un bosco fitto, con fondo che può essere scivoloso, poi si trasforma gradualmente in una crêuza aperta e ripida, con tratti di antica scalinata in pietra. In poco più di mezz’ora si perde molta quota: è qui che servono calma, bastoncini, scarpe adeguate e passo sicuro.

        Dopo la parte più ripida compaiono i primi tetti di Chignero, ma prima di arrivare alla chiesa servono ancora alcuni minuti di attenzione.

        Chignero lungo la discesa dal Monte Manico del Lume nella Tappa 2 del Cammino del Tigullio

        Arrivati alla Chiesa di Chignero e al capolinea degli autobus, conviene prendersi una pausa. Il borgo è uno di quei luoghi che raccontano bene la doppia anima del Tigullio: mare e montagna vicinissimi, ma con un’atmosfera che sembra già lontana dalla costa.

        Sul retro della chiesa si trova un punto acqua utile per recuperare dopo la discesa. Da qui la tappa prosegue verso San Pietro di Novella, punto di arrivo della seconda giornata.

        Da Chignero a San Pietro di Novella

        Lasciato Chignero, si prosegue in discesa seguendo il percorso verso valle. Il cammino diventa meno tecnico rispetto alla discesa dal Manico del Lume, ma la stanchezza può farsi sentire: meglio non sottovalutare gli ultimi chilometri.

        La tappa termina a San Pietro di Novella, scelta come punto di arrivo perché offre maggiori possibilità di appoggio per il pernottamento e il ristoro rispetto alle frazioni precedenti. È una scelta pratica, pensata per rendere più fluida l’organizzazione del Cammino e della giornata successiva.

        Arrivo a San Pietro di Novella

        L’arrivo a San Pietro di Novella chiude la tappa più impegnativa del Cammino del Tigullio. Dopo Montallegro, il Monte Pegge, il Manico del Lume e la discesa verso Chignero, questa giornata lascia addosso la sensazione di aver attraversato il volto più montano e selvaggio del Tigullio.

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          Elenco delle tappe

          Descrizione generale Prima di partire: informazioni utili, spirito del percorso, organizzazione e consigli pratici. Descrizione
          Tappa 1 · Chiavari – Montallegro La partenza dal mare e la salita verso il Santuario di Nostra Signora di Montallegro. Tappa 1
          Tappa 2 · Montallegro – San Pietro di Novella La tappa più impegnativa del Cammino, tra Monte Pegge, Manico del Lume, Chignero e l’arrivo a San Pietro di Novella. Sei qui
          Tappa 3 · San Pietro di Novella – San Lorenzo della Costa Una tappa di collegamento verso il Monte di Portofino, tra tratti urbani, salite e avvicinamento al Parco. Tappa 3
          Tappa 4 · San Lorenzo della Costa – Santa Margherita Ligure La tappa del Parco di Portofino, tra sentieri, mare, borghi iconici e possibilità di collegamenti via traghetto. Tappa 4
          Tappa 5 · Santa Margherita Ligure – Chiavari Il rientro verso Chiavari tra Rapallo, Zoagli, mulattiere, costa e litoranea. Tappa 5

          Tappa 3 – Cammino nel Tigullio da San Pietro di Novella a San Lorenzo della Costa

          Chiesa millenaria di Ruta di Camogli lungo la Tappa 3 del Cammino del Tigullio verso il Parco di Portofino

          Cammino del Tigullio

          Tappa 3 da San Pietro di Novella al Monte del Parco di Portofino

          Chiesa Millenaria di Ruta di Camogli lungo la Tappa 3 del Cammino del Tigullio
          Tappa 3 · Da San Pietro di Novella a San Lorenzo della Costa

          San Pietro di Novella, Valle Christi, Strada di Bana, Ruta di Camogli e San Lorenzo della Costa

          La terza tappa del Cammino del Tigullio è una giornata breve e prevalentemente su asfalto. Dopo due lunghe giornate tra sentieri boschivi, crêuze, pietre e crinali liguri, questa tappa aiuta a far riposare un po’ caviglie e ginocchia, accompagnando il camminatore dalla dorsale preappenninica verso l’accesso alla macchia mediterranea del Monte di Portofino.

          PartenzaSan Pietro di Novella / Sant’Andrea di Foggia
          ArrivoRuta di Camogli / San Lorenzo della Costa
          Lunghezza8 – 10 km circa
          Tempo3 / 4 ore circa

          Mappa della Tappa 3

          Da San Pietro di Novella si raggiunge la zona di Santa Maria del Campo e San Massimo, con possibile deviazione ai Ruderi di Valle Christi. Il cammino prosegue poi lungo la Strada di Bana, supera l’antico Lazzaretto di Rapallo e sale verso Ruta di Camogli, prima di arrivare a San Lorenzo della Costa o nei pressi degli accessi al Parco di Portofino.

          Profilo altimetrico

          La Tappa 3 è più breve e meno montana rispetto alle prime due giornate, ma non va sottovalutata. Dopo la discesa verso la zona di Rapallo, il percorso risale progressivamente lungo la Strada di Bana fino a Ruta di Camogli, con alcuni tratti su asfalto stretto e pendenze da affrontare con passo regolare.

          Profilo altimetrico della Tappa 3 del Cammino del Tigullio da San Pietro di Novella a San Lorenzo della Costa

          In sintesi

          La Tappa 3 è una giornata tecnica di collegamento. Non è la tappa dei grandi boschi o dei lunghi crinali, ma è fondamentale perché accompagna il camminatore dal versante interno del Rapallese verso Ruta, San Lorenzo della Costa e il Monte di Portofino.

          • Livello di difficoltà: per tutti, ma con attenzione ai tratti su strada.
          • Tipologia prevalente: asfalto, strade secondarie e brevi tratti urbani.
          • Tempo medio di percorrenza: circa 3 / 4 ore.
          • Lunghezza indicativa: 8 – 10 km circa, in base alla struttura di partenza e arrivo.
          • Interesse principale: Valle Christi, Lazzaretto di Bana, Ruta di Camogli e Chiesa Millenaria.

          Attenzione: tappa breve ma con tratti su strada

          Questa tappa è prevalentemente su asfalto e su strade secondarie. Proprio per questo motivo, pur essendo meno impegnativa dal punto di vista escursionistico, richiede attenzione nei tratti urbani, negli attraversamenti e nella salita verso Ruta di Camogli, dove la carreggiata può risultare stretta.

          Il Cammino del Tigullio è pensato come cammino autogestito su sentieri, strade secondarie e percorsi esistenti. Ogni camminatore deve valutare preparazione, meteo, attrezzatura, condizioni del terreno e prudenza personale prima di mettersi in cammino.

          Punti acqua e ristoro lungo la Tappa 3

          Rispetto alle prime due giornate, questa è una tappa più servita. Lungo il percorso, in base al punto esatto di partenza e alla struttura che vi ospiterà la sera, si possono trovare bar, ristoranti, farmacie e supermercati.

          • San Pietro di Novella / Rapallo: zona con maggiori possibilità di servizi, bar e piccoli punti di appoggio.
          • Strada di Bana: tratto più isolato, dove è meglio avere già acqua e uno spuntino nello zaino.
          • Ruta di Camogli: punto acqua utile prima di proseguire verso San Lorenzo della Costa o verso gli accessi del Parco di Portofino. È presente una farmacia ed un piccolo supermarket.
          • San Lorenzo della Costa: zona di possibile arrivo o pernottamento, secondo disponibilità delle strutture.

          Da Sant’Andrea di Foggia a San Pietro di Novella

          La partenza della Tappa 3 può variare leggermente in base alla struttura che vi ha ospitato la sera precedente. Se la seconda giornata è terminata a San Pietro di Novella, il cammino riparte direttamente da qui. Se invece avete dormito a Sant’Andrea di Foggia, la giornata comincia con una discesa verso il fondovalle rapallese.

          In questa prima parte il paesaggio cambia rapidamente. Dopo le quote, i boschi e le crêuze delle prime due tappe, si rientra in una zona più abitata, più pratica e più vicina ai servizi. È un passaggio utile, quasi necessario, prima di avvicinarsi al Monte di Portofino.

          Panorami tra Sant’Andrea di Foggia e San Pietro di Novella lungo la Tappa 3 del Cammino del Tigullio

          A San Pietro di Novella vale la pena fermarsi qualche minuto nei pressi della chiesa e del ponte. È un punto semplice, ma significativo, perché segna l’inizio della giornata di collegamento verso Ruta e San Lorenzo della Costa.

          Le chiese di Sant’Andrea di Foggia e San Pietro di Novella lungo il Cammino del Tigullio

          Da San Pietro di Novella verso Santa Maria del Campo e San Massimo

          Da San Pietro di Novella si prosegue verso la zona di Rapallo, superando la struttura ospedaliera e la piscina comunale fino a raggiungere il nodo viario nei pressi dell’autostrada. Qui serve un po’ di attenzione, perché il cammino attraversa un tratto urbano con incroci, rotatorie e attraversamenti.

          Una volta imboccata la direzione per Santa Maria del Campo, il passo torna più tranquillo. Dopo circa 500 metri si devia verso San Massimo, dove si trova uno dei luoghi più interessanti della giornata: i Ruderi del Monastero di Valle Christi.

          Rotonda autostradale di Rapallo e direzioni della Tappa 3 del Cammino del Tigullio

          Valle Christi: la sorpresa gotica della giornata

          I Ruderi di Valle Christi sono una delle sorprese più belle di questa tappa. Appaiono quasi all’improvviso, in una zona oggi molto diversa da quella che doveva essere nel Medioevo. Il monastero, fondato nel XIII secolo, conserva ancora un fascino particolare, con le sue forme gotiche e un’atmosfera sospesa.

          È una deviazione breve, ma consigliata. Dopo due giornate dominate dalla natura, questo passaggio introduce una componente storica e artistica molto forte. Il cammino non è fatto solo di chilometri: è anche memoria, territorio e luoghi che meritano di essere guardati con calma.

          Dopo la visita si torna sui propri passi per imboccare la Strada di Bana, che costeggia l’omonimo torrente e conduce progressivamente verso il territorio di Camogli.

          La Strada di Bana e l’antico Lazzaretto di Rapallo

          Superato il ponte, si devia in piano e si prosegue lungo la Strada di Bana. Il percorso qui diventa più lineare, meno escursionistico e più stradale, ma non per questo privo di significato. Si cammina in una zona di passaggio tra campagna, abitato e memoria storica.

          Lungo la via si incontra l’antico Lazzaretto di Rapallo, conosciuto anche come Lazzaretto di Bana. È uno dei punti più particolari della giornata: un edificio nato per accogliere i malati in un tempo in cui epidemie, isolamento e assistenza erano parte concreta della vita delle comunità.

          Anche se oggi il luogo appare silenzioso e in parte dimenticato, fermarsi qui per qualche minuto aiuta a dare profondità al cammino. Non si sta attraversando solo una strada: si sta passando dentro una storia fatta di paura, cura, confini e sopravvivenza.

          Lazzaretto di Rapallo e cartello di confine tra Rapallo e Camogli lungo la Tappa 3 del Cammino del Tigullio

          La salita verso Ruta di Camogli

          Dopo il Lazzaretto, la strada comincia a salire. È il tratto più faticoso della giornata, non tanto per la lunghezza complessiva, quanto per la pendenza e per la carreggiata in alcuni punti stretta. Qui è importante camminare con prudenza e mantenersi sempre sul lato più sicuro della strada.

          La salita conduce verso Ruta di Camogli, punto strategico tra il Golfo Paradiso, il Monte di Portofino e il Tigullio. Arrivare qui significa sentire che la tappa sta per concludersi e che il cammino sta cambiando pelle: dalla dorsale interna ci si avvicina al paesaggio mediterraneo del promontorio.

          Chiesa di San Michele Arcangelo a Ruta di Camogli lungo la Tappa 3 del Cammino del Tigullio

          La Chiesa Millenaria di Ruta

          Nei pressi di Ruta si trova la Chiesa Millenaria, uno dei luoghi più belli e significativi della giornata. È un edificio semplice, romanico, essenziale, ma proprio per questo capace di raccontare molto. Per secoli questo punto è stato legato al passaggio, all’accoglienza e alla vita religiosa della zona.

          Dopo l’asfalto, gli incroci e la salita, questo luogo offre una pausa diversa: non solo fisica, ma anche emotiva. È uno di quei punti in cui il cammino invita naturalmente a rallentare, guardarsi intorno e capire quanto sia ricco il territorio che si sta attraversando.

          Da Ruta di Camogli a San Lorenzo della Costa

          Da Ruta si può proseguire verso San Lorenzo della Costa oppure fermarsi in base alla disponibilità delle strutture ricettive. In alcuni casi la notte può essere organizzata a Ruta, a San Lorenzo o già in prossimità degli accessi al Parco di Portofino.

          Dal tratto dell’Aurelia e dagli accessi nei pressi di Ruta si entra idealmente nella parte successiva del cammino: quella che conduce verso la macchia mediterranea del Monte di Portofino, con sentieri, scorci sul mare e un ambiente completamente diverso rispetto alle prime giornate.

          Galleria di Ruta di Camogli e statua della Vergine lungo la Tappa 3 del Cammino del Tigullio

          Arrivo a San Lorenzo della Costa

          L’arrivo della Tappa 3 può cambiare in base alla struttura disponibile per la serata. La zona di riferimento è quella tra Ruta di Camogli, San Lorenzo della Costa e gli accessi verso il Parco di Portofino.

          È una tappa volutamente breve e di collegamento: serve a recuperare energie, alleggerire la giornata dopo le prime due tappe e prepararsi alla parte più panoramica e mediterranea del Cammino del Tigullio.

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            Elenco delle tappe

            Descrizione generale Prima di partire: informazioni utili, spirito del percorso, organizzazione e consigli pratici. Descrizione
            Tappa 1 · Chiavari – Montallegro La partenza dal mare e la salita verso il Santuario di Nostra Signora di Montallegro. Tappa 1
            Tappa 2 · Montallegro – San Pietro di Novella La tappa più impegnativa del Cammino, tra Monte Pegge, Manico del Lume, Chignero e l’arrivo a San Pietro di Novella. Tappa 2
            Tappa 3 · San Pietro di Novella – San Lorenzo della Costa Una tappa breve e prevalentemente su asfalto, tra Valle Christi, Strada di Bana, Ruta di Camogli e avvicinamento al Monte di Portofino. Sei qui
            Tappa 4 · San Lorenzo della Costa – Santa Margherita Ligure La tappa del Parco di Portofino, tra sentieri, mare, borghi iconici e possibilità di collegamenti via traghetto. Tappa 4
            Tappa 5 · Santa Margherita Ligure – Chiavari Il rientro verso Chiavari tra Rapallo, Zoagli, mulattiere, costa e litoranea. Tappa 5

            Tappa 4 – Cammino nel Tigullio dal Monte di Portofino a S. Margherita Ligure

            San Frutuoso di Capodimonte - Abbazia dei Doria - Cammino del Tigullio

            Cammino del Tigullio

            Tappa 3 da San Lorenzo della Costa a Santa Margherita Ligure

            San Fruttuoso di Capodimonte lungo la Tappa 4 del Cammino del Tigullio
            Tappa 4 · Da San Lorenzo della Costa a Santa Margherita Ligure

            Monte di Portofino, San Fruttuoso, Portofino, Paraggi e Santa Margherita Ligure

            La quarta tappa del Cammino del Tigullio è probabilmente la più iconica dell’intero percorso. Si cammina nella magnifica cornice del Monte di Portofino, si scende verso San Fruttuoso di Capodimonte, si raggiunge Portofino in battello o a piedi e si conclude la giornata tra Paraggi e Santa Margherita Ligure. Qui il cammino diventa pura magia per gli occhi e per tutti i sensi.

            PartenzaSan Lorenzo della Costa / Monte di Portofino
            ArrivoSanta Margherita Ligure
            Lunghezza14 km circa con battello
            Tempo4 / 5 ore circa

            Mappa della Tappa 4

            Da San Lorenzo della Costa si entra nel cuore del Monte di Portofino, si raggiunge la zona di Pietre Strette e si scende verso San Fruttuoso di Capodimonte. Da qui consigliamo il battello per Portofino, quando il servizio è attivo. In alternativa si può proseguire a piedi, allungando la tappa di circa 5 km. Da Portofino si cammina poi verso Paraggi e Santa Margherita Ligure.

            Profilo altimetrico

            La tappa alterna salita, sentiero nel bosco, discesa verso il mare e tratto finale costiero. Il momento più significativo è la discesa verso San Fruttuoso, seguita dalla traversata in battello verso Portofino oppure dalla variante a piedi attraverso i sentieri del Monte di Portofino.

            Profilo altimetrico della Tappa 4 del Cammino del Tigullio da San Lorenzo della Costa a Santa Margherita Ligure

            In sintesi

            La Tappa 4 è la giornata più spettacolare e simbolica del Cammino del Tigullio. Si attraversa il Monte di Portofino, si scende nella baia di San Fruttuoso, si raggiunge Portofino e si prosegue lungo uno dei tratti costieri più famosi della Liguria, passando da Paraggi fino a Santa Margherita Ligure.

            • Livello di difficoltà: per tutti, con attenzione alla discesa verso San Fruttuoso.
            • Tipologia prevalente: sentieri del Monte di Portofino, battello e strada litoranea.
            • Tempo medio di percorrenza: circa 4 / 5 ore, escluse le soste e il battello.
            • Lunghezza indicativa: circa 14 km con battello da San Fruttuoso a Portofino.
            • Variante a piedi: circa 5 km in più se non si prende il battello.
            • Interesse principale: San Fruttuoso, Abbazia, mare, Portofino, Paraggi e Santa Margherita Ligure.

            Attenzione: verificare sempre il servizio battelli

            Prima di iniziare la tappa consigliamo di controllare il servizio battelli da San Fruttuoso a Portofino sul sito Traghetti Portofino oppure telefonando al centralino 0185 284670.

            In caso di mare mosso o condizioni meteo non favorevoli, alcune corse possono essere sospese. Se il battello non fosse disponibile, è possibile raggiungere Portofino a piedi attraverso i sentieri del Monte di Portofino, allungando la giornata di circa 5 km.

            Il Cammino del Tigullio è pensato come cammino autogestito su sentieri, strade secondarie e percorsi esistenti. Ogni camminatore deve valutare preparazione, meteo, attrezzatura, condizioni del terreno e prudenza personale prima di mettersi in cammino.

            Punti acqua e ristoro lungo la Tappa 4

            Questa è una delle giornate più ricche di possibilità, soprattutto nella seconda parte. È comunque importante partire con acqua sufficiente, perché nella prima parte si cammina all’interno del Monte di Portofino e i servizi non sono continui.

            • San Lorenzo della Costa / partenza: partire con borracce piene e uno spuntino nello zaino.
            • Pietre Strette: punto strategico del Parco, utile come riferimento prima della discesa verso San Fruttuoso.
            • San Fruttuoso: possibilità di ristoro, mare, pausa e, in estate, bagno rigenerante.
            • Portofino: bar, ristoranti e servizi nel borgo.
            • Paraggi: spiagge, stabilimenti e punti di appoggio lungo la litoranea.
            • Santa Margherita Ligure: arrivo tappa con ampia disponibilità di servizi, ristoranti e strutture.

            Da San Lorenzo della Costa al Monte di Portofino

            La quarta giornata comincia con quella sensazione speciale che solo certe tappe sanno dare: si parte già sapendo che davanti ci sarà qualcosa di grande. Dopo le giornate più interne e tecniche, il Cammino del Tigullio entra nella sua parte più iconica, quella del Monte di Portofino, di San Fruttuoso, del mare turchese e dei borghi conosciuti in tutto il mondo.

            Da San Lorenzo della Costa si sale seguendo i percorsi che conducono verso il cuore del Monte di Portofino. Il cammino torna su sentiero, tra vegetazione mediterranea, bosco, profumi, ombra e scorci che ogni tanto iniziano ad aprirsi verso il mare.

            Ingresso ai sentieri del Parco di Portofino lungo la Tappa 4 del Cammino del Tigullio

            La via inizialmente è curata e ordinata, poi, lasciate alle spalle le ultime ville, assume un carattere più naturale e selvatico. È proprio qui che la tappa cambia atmosfera: il rumore della strada si allontana, il passo si fa più lento e il Monte di Portofino comincia a mostrare la sua anima più autentica.

            Quando le ville finiscono comincia il selvatico lungo il Monte di Portofino

            Verso Pietre Strette

            Si sale in modo continuo ma non eccessivo, seguendo la sentieristica del Monte di Portofino. Il percorso è ben segnalato e attraversa una vegetazione ricca, profumata e avvolgente. In questa parte per molti comincia davvero la vacanza a piedi: silenzio, natura, buon cibo nello zaino, mare che si avvicina e quella sensazione rara di essere nel posto giusto.

            I magnifici sentieri del Monte di Portofino lungo la Tappa 4 del Cammino del Tigullio

            Dopo aver preso il bivio per Pietre Strette, si raggiunge una delle zone più conosciute e importanti del promontorio. Prima di arrivarci si incontra anche il grande ripetitore del Monte di Portofino, presenza evidente ma ormai parte del paesaggio di questa zona.

            Antenna del Monte di Portofino e sentiero verso Pietre Strette

            Pietre Strette è un luogo suggestivo e strategico. Qui conviene fermarsi qualche minuto, bere, controllare la traccia e prepararsi alla discesa verso San Fruttuoso. Al punto acqua si possono riempire le borracce prima di affrontare il tratto verso il mare.

            Pietre Strette nel Parco di Portofino lungo la Tappa 4

            La discesa verso San Fruttuoso

            Dopo Pietre Strette comincia la discesa verso San Fruttuoso. Il sentiero scende deciso, a tratti con andamento a zig zag, e in circa cinquanta minuti conduce verso uno dei luoghi più belli dell’intero Cammino del Tigullio.

            Il bosco cambia poco alla volta: compaiono gli ulivi, l’aria diventa più marina, il suono dell’acqua e del mare si avvicina. È una discesa da affrontare con calma, soprattutto se il fondo è umido o se le gambe iniziano a sentire le tappe precedenti.

            Vedute di San Fruttuoso di Camogli durante la discesa dal Monte di Portofino

            Mano a mano che ci si avvicina, compaiono i primi segni della baia: le barche, le voci, la spiaggia, la cupola e l’Abbazia. San Fruttuoso appare quasi all’improvviso, incastonato tra mare, roccia e vegetazione, come una piccola meraviglia fuori dal tempo.

            San Fruttuoso di Capodimonte

            San Fruttuoso è pura magia. Qui il cammino si ferma naturalmente: per una visita all’Abbazia, per guardare la Torre di avvistamento, per immaginare il Cristo degli Abissi sotto la superficie del mare, per pranzare o semplicemente per sedersi sulla spiaggia.

            In estate questa è anche una delle tappe più belle per concedersi un bagno rigenerante. L’acqua, i colori della baia e la posizione unica del borgo rendono questo momento uno dei ricordi più forti dell’intero cammino.

            Abbazia, spiaggia e vedute di San Fruttuoso di Camogli lungo la Tappa 4

            Da San Fruttuoso a Portofino: battello consigliato

            Da San Fruttuoso consigliamo, quando il servizio è attivo, di prendere il battello per Portofino. La traversata dura circa venti minuti ed è parte dell’esperienza: dal mare si osserva il promontorio da un punto di vista diverso, tra falesie, pini marittimi, insenature e colori impossibili da raccontare fino in fondo.

            Prima di partire è importante controllare gli orari e la disponibilità delle corse su traghettiportofino.it oppure telefonare al centralino 0185 284670. In caso di mare mosso le corse possono essere sospese.

            Se il battello non fosse disponibile, oppure se si desidera camminare l’intera tappa, si può raggiungere Portofino a piedi attraverso i sentieri del Monte di Portofino, passando nuovamente dalla zona di Pietre Strette. Questa scelta allunga la giornata di circa 5 km e richiede più tempo ed energie.

            Portofino

            L’arrivo a Portofino è uno dei passaggi più scenografici del Cammino del Tigullio. La piazzetta, le case colorate, le barche, il profilo del borgo e il verde del promontorio compongono un’immagine conosciuta in tutto il mondo, ma vissuta a piedi acquista un sapore diverso.

            Chi ha tempo può salire verso la Chiesa di San Giorgio, il Castello Brown e il faro, godendosi uno dei panorami più belli del promontorio. Dopo la pausa, il cammino riprende lasciando il borgo dal lato destro della piazzetta e proseguendo verso la strada che conduce a Paraggi.

            Vedute di Portofino lungo la Tappa 4 del Cammino del Tigullio

            Da Portofino a Paraggi

            Lasciata la Piazzetta, si supera la Chiesa del Divo Martino e si raggiunge la strada che corre verso Paraggi. Questo tratto è breve, panoramico e molto piacevole. Dopo il bosco e la discesa verso San Fruttuoso, il cammino diventa litoraneo: si procede vicino al mare, tra scorci eleganti, ville, insenature e acqua cristallina.

            Paraggi è una delle baie più famose del Tigullio. In estate può essere il punto perfetto per un secondo bagno, una pausa o semplicemente per fermarsi qualche minuto a guardare il colore del mare.

            Paraggi e dintorni lungo la Tappa 4 del Cammino del Tigullio

            Da Paraggi a Santa Margherita Ligure

            Da Paraggi si prosegue lungo la litoranea verso Santa Margherita Ligure. È un tratto semplice, quasi tutto su strada, ma molto bello dal punto di vista paesaggistico. Il mare resta vicino, la costa accompagna il passo e l’arrivo si avvicina senza grandi difficoltà.

            Si superano alcune delle zone più conosciute della costa tra Portofino e Santa Margherita, fino a rientrare progressivamente nell’atmosfera elegante e vivace del Tigullio. Santa Margherita Ligure chiude questa giornata spettacolare con il suo lungomare, i locali, i ristoranti, il porto e la possibilità di gustare i celebri gamberi rossi e viola della sua tradizione marinara.

            Arrivo a Santa Margherita Ligure

            L’arrivo a Santa Margherita Ligure conclude la tappa più iconica del Cammino del Tigullio. È una giornata da vivere con calma, lasciando spazio alle soste, alle fotografie, ai bagni estivi e alla bellezza dei luoghi attraversati.

            Tra Monte di Portofino, San Fruttuoso, battello, Portofino, Paraggi e Santa Margherita, questa tappa rappresenta una delle immagini più forti e memorabili dell’intero cammino.

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              Elenco delle tappe

              Descrizione generale Prima di partire: informazioni utili, spirito del percorso, organizzazione e consigli pratici. Descrizione
              Tappa 1 · Chiavari – Montallegro La partenza dal mare e la salita verso il Santuario di Nostra Signora di Montallegro. Tappa 1
              Tappa 2 · Montallegro – San Pietro di Novella La tappa più impegnativa del Cammino, tra Monte Pegge, Manico del Lume, Chignero e l’arrivo a San Pietro di Novella. Tappa 2
              Tappa 3 · San Pietro di Novella – San Lorenzo della Costa Una tappa breve e prevalentemente su asfalto, tra Valle Christi, Strada di Bana, Ruta di Camogli e avvicinamento al Monte di Portofino. Tappa 3
              Tappa 4 · San Lorenzo della Costa – Santa Margherita Ligure La tappa più iconica del Cammino, tra Monte di Portofino, San Fruttuoso, battello, Portofino, Paraggi e Santa Margherita Ligure. Sei qui
              Tappa 5 · Santa Margherita Ligure – Chiavari Il rientro verso Chiavari tra Rapallo, Zoagli, mulattiere, costa e litoranea. Tappa 5

              Tappa 5 – Cammino nel Tigullio da Santa Margherita Ligure a Chiavari

              P.zza XXVII Dicembre - Borgo di Zoagli - Cammino del Tigullio

              Cammino del Tigullio

              Tappa 5 da Santa Margherita a Chiavari

              Borgo di Zoagli lungo la Tappa 5 del Cammino del Tigullio
              Tappa 5 · Da Santa Margherita Ligure a Chiavari

              San Michele di Pagana, Rapallo, Sant’Ambrogio, Zoagli, San Pietro di Rovereto, Le Grazie e Chiavari

              La quinta tappa del Cammino del Tigullio è il ritorno verso Chiavari, ma non è affatto una semplice passeggiata finale. Da Santa Margherita Ligure si attraversano San Michele di Pagana, Rapallo, Sant’Ambrogio di Zoagli, San Pantaleo, Zoagli, San Pietro e Sant’Andrea di Rovereto, prima di ricollegarsi al Santuario delle Grazie e rientrare a Chiavari, tra mare, borghi, arte, salite e continui dislivelli.

              PartenzaSanta Margherita Ligure
              ArrivoChiavari
              Lunghezza16 – 18 km circa
              Tempo5 / 6 ore circa

              Mappa della Tappa 5

              Da Santa Margherita Ligure si raggiunge San Michele di Pagana e poi Rapallo. Dopo la passeggiata a mare e il Castello, il cammino sale verso Sant’Ambrogio di Zoagli e San Pantaleo, scende a Zoagli e risale verso San Pietro e Sant’Andrea di Rovereto, prima dell’ultimo tratto verso Le Grazie e Chiavari.

              Profilo altimetrico

              La Tappa 5 sembra una giornata semplice perché si torna verso Chiavari attraversando località costiere molto conosciute. In realtà è una tappa impegnativa, con diversi saliscendi e dislivelli distribuiti lungo il percorso, soprattutto tra Rapallo, Sant’Ambrogio, Zoagli e le frazioni di Rovereto.

              Profilo altimetrico della Tappa 5 del Cammino del Tigullio da Santa Margherita Ligure a Chiavari

              In sintesi

              La Tappa 5 chiude il Cammino del Tigullio riportando il camminatore a Chiavari. È una giornata lunga, varia e sorprendentemente impegnativa, che alterna tratti urbani, passeggiate a mare, salite verso frazioni panoramiche, discese verso borghi costieri e l’ultimo rientro lungo il tratto delle Grazie.

              • Livello di difficoltà: medio / impegnativo per lunghezza e dislivelli.
              • Tipologia prevalente: asfalto, mulattiere, salite, discese e tratti costieri.
              • Tempo medio di percorrenza: circa 5 / 6 ore, escluse le soste.
              • Lunghezza indicativa: circa 16 – 18 km, in base al punto di pernottamento.
              • Interesse principale: San Michele di Pagana, Rapallo, Sant’Ambrogio, Zoagli, Rovereto, Santuario delle Grazie e centro storico di Chiavari.

              Attenzione: tappa finale ma non banale

              La quinta tappa può trarre in inganno: si attraversano località di mare, borghi conosciuti e tratti apparentemente semplici, ma il percorso presenta diversi dislivelli e continui cambi di ritmo.

              Le salite verso Sant’Ambrogio di Zoagli, San Pantaleo, San Pietro di Rovereto e Sant’Andrea di Rovereto possono farsi sentire, soprattutto dopo quattro giorni di cammino nelle gambe.

              Il Cammino del Tigullio è pensato come cammino autogestito su sentieri, strade secondarie e percorsi esistenti. Ogni camminatore deve valutare preparazione, meteo, attrezzatura, condizioni del terreno e prudenza personale prima di mettersi in cammino.

              Punti acqua e ristoro lungo la Tappa 5

              Rispetto alle tappe più montane, questa giornata attraversa diversi centri abitati e offre maggiori possibilità di ristoro. È comunque consigliato partire con acqua e qualcosa da mangiare, perché alcuni tratti tra una frazione e l’altra richiedono tempo e possono risultare faticosi.

              • Santa Margherita Ligure: partenza con ampia disponibilità di bar, alimentari e servizi.
              • San Michele di Pagana: piccolo borgo utile per una breve sosta.
              • Rapallo: centro principale della giornata, con bar, ristoranti, farmacie e supermercati.
              • Sant’Ambrogio di Zoagli: punto panoramico e utile per una pausa dopo la salita.
              • Zoagli: borgo sul mare con possibilità di ristoro e servizi.
              • San Pietro di Rovereto: possibile punto di appoggio prima dell’ultimo tratto verso Sant’Andrea e Le Grazie.
              • Chiavari: arrivo finale del Cammino, con tutti i servizi e il centro storico a portici.

              Da Santa Margherita Ligure a San Michele di Pagana

              Dopo una serata speciale a Santa Margherita Ligure, magari tra una buona frittura di pesce, un bicchiere di Vermentino e l’atmosfera elegante del lungomare, si riparte per l’ultima giornata del Cammino del Tigullio.

              È la tappa finale, ma non per questo la più semplice. Si lascia Santa Margherita seguendo la direzione di Rapallo e, appena la strada comincia a salire, ci si volta quasi naturalmente per un ultimo saluto alla città. Non è un addio, ma un arrivederci.

              Raggiunta la zona della Pagana, si scende verso San Michele di Pagana. Qui merita una sosta la Chiesa di San Michele Arcangelo, dove è custodita la Crocifissione attribuita a Van Dyck, una delle sorprese artistiche più preziose dell’intera tappa.

              Santa Margherita Ligure e San Michele di Pagana lungo la Tappa 5 del Cammino del Tigullio

              Da San Michele di Pagana a Rapallo

              Da San Michele si scende verso la spiaggia di Prelo e si prosegue verso il piccolo borgo marinaro. Il cammino torna per un tratto più dolce e costiero, accompagnando il passo fino al Porto Carlo Riva di Rapallo.

              L’ingresso a Rapallo ha il sapore di una piccola parentesi urbana. La passeggiata a mare, il porto, le facciate colorate e il Castello sul mare raccontano una delle immagini più riconoscibili del Tigullio.

              Spiaggia di Prelo, Rapallo e ponte detto di Annibale lungo la Tappa 5 del Cammino del Tigullio

              Superato il Castello di Rapallo, si prosegue verso via Avenaggi, che fiancheggia il mare, e si entra nella zona del Parco Casale. Da qui il percorso si prepara a cambiare nuovamente ritmo: lasciata la parte più comoda e urbana, comincia la salita verso Sant’Ambrogio di Zoagli.

              Da Rapallo a Sant’Ambrogio di Zoagli

              Usciti da Rapallo, si attraversa con attenzione la zona dell’Aurelia e si seguono le indicazioni per Sant’Ambrogio. Il nome della salita non mente: il percorso prende quota e riporta il camminatore dentro una Liguria più verticale, fatta di scalinate, viuzze, ulivi e panorami improvvisi.

              La salita verso Sant’Ambrogio richiede passo regolare e un po’ di pazienza. Dopo i tratti più comodi tra Santa Margherita, San Michele e Rapallo, qui si torna a guadagnare quota e la tappa comincia a mostrare il suo vero carattere.

              Arrivati al piazzale della Chiesa di Sant’Ambrogio, conviene fermarsi qualche minuto. La vista dall’alto sul golfo ripaga la fatica e aiuta a capire perché questa ultima giornata, pur impegnativa, sia una delle più varie del Cammino del Tigullio.

              Da Sant’Ambrogio a San Pantaleo

              Dal piazzale della chiesa si prosegue ancora in salita per un breve tratto, fino a raggiungere la Cappella storica di Sant’Isidoro. Da qui, sulla destra, una viuzza pedonale conduce verso San Pantaleo.

              Questo passaggio è uno dei momenti più belli della giornata perché allontana per un po’ il camminatore dal traffico e lo riporta dentro una dimensione più antica, fatta di piccoli nuclei, muri, ulivi e scorci sul mare.

              San Pantaleo è una tappa di passaggio preziosa, prima della discesa verso Zoagli. Anche qui si sente bene quella Liguria verticale, dove ogni borgo sembra sospeso tra collina e mare.

              La discesa verso Zoagli

              Da San Pantaleo si scende verso Zoagli. Nei pressi della galleria si continua la discesa e, dopo circa 300 metri, si imbocca sulla destra la Via Antica Romana, che accompagna il cammino verso il borgo.

              Zoagli è uno dei momenti più belli della Tappa 5. Dopo le salite e le discese della parte centrale, arrivare al mare dà respiro. Il borgo, la piazza, la costa e l’atmosfera raccolta invitano a fermarsi, bere qualcosa e riprendere energie.

              Zoagli, vedute e passaggi lungo la Tappa 5 del Cammino del Tigullio

              Da Zoagli a San Pietro di Rovereto

              Da Piazza XXVII Dicembre si sale per via Garibaldi e si seguono le indicazioni del sentiero dei Cinque Campanili. La tappa torna subito a farsi impegnativa: si risale verso l’Aurelia e poi si imbocca la scalinata indicata per San Pietro.

              La salita verso San Pietro di Rovereto è uno dei tratti più faticosi della giornata. Dopo molti chilometri già percorsi, questo passaggio richiede gambe, fiato e un passo regolare. La fatica però viene ripagata dal paesaggio e dalla sensazione di avvicinarsi ormai davvero alla chiusura del cammino.

              Da San Pietro a Sant’Andrea di Rovereto

              Raggiunta la frazione di San Pietro di Rovereto, si prosegue verso Sant’Andrea di Rovereto. È un tratto che mantiene il carattere collinare della giornata, con la costa sempre vicina ma mai completamente pianeggiante.

              Qui il cammino attraversa una Liguria meno appariscente rispetto a Portofino o San Fruttuoso, ma molto autentica: frazioni, scalinate, strade secondarie e punti panoramici che raccontano il territorio con discrezione.

              Vedute dall’alto tra Zoagli e Rovereto lungo la Tappa 5 del Cammino del Tigullio

              Da Sant’Andrea di Rovereto alle Grazie

              Superata Sant’Andrea di Rovereto, si scende verso la zona delle Grazie e ci si ricollega progressivamente al tratto percorso nella prima giornata, questa volta in senso contrario e in discesa verso Chiavari.

              Rivedere il Santuario delle Grazie ha un sapore particolare: non è più l’inizio dell’avventura, ma quasi il suo saluto finale. Da qui il cammino accompagna lentamente verso il mare e verso l’arrivo.

              Il ritorno a Chiavari

              La discesa verso Chiavari chiude l’anello del Cammino del Tigullio. Passo dopo passo si rientra in città con una sensazione diversa rispetto alla partenza: le gambe sono stanche, ma dentro resta la soddisfazione di aver attraversato monti, mare, borghi, crinali, chiese, sentieri e tratti costieri tra i più belli della Liguria.

              Chiavari accoglie il camminatore con il suo centro storico, i famosi portici, le piazze, il mare e quella dimensione elegante e ligure che rende speciale il finale. Sembra ieri la partenza, e invece il cammino è compiuto.

              Arrivo a Chiavari

              L’arrivo a Chiavari conclude il Cammino del Tigullio. Dopo Santa Margherita, San Michele di Pagana, Rapallo, Sant’Ambrogio, Zoagli, Rovereto e il Santuario delle Grazie, il ritorno in città ha il sapore pieno delle cose portate a termine.

              Il cammino finisce qui, ma resta addosso: nei panorami, nei dislivelli, nei borghi attraversati, nelle salite affrontate e nella bellezza di un territorio che, passo dopo passo, diventa familiare.

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                Descrizione generale Prima di partire: informazioni utili, spirito del percorso, organizzazione e consigli pratici. Descrizione
                Tappa 1 · Chiavari – Montallegro La partenza dal mare e la salita verso il Santuario di Nostra Signora di Montallegro. Tappa 1
                Tappa 2 · Montallegro – San Pietro di Novella La tappa più impegnativa del Cammino, tra Monte Pegge, Manico del Lume, Chignero e l’arrivo a San Pietro di Novella. Tappa 2
                Tappa 3 · San Pietro di Novella – San Lorenzo della Costa Una tappa breve e prevalentemente su asfalto, tra Valle Christi, Strada di Bana, Ruta di Camogli e avvicinamento al Monte di Portofino. Tappa 3
                Tappa 4 · San Lorenzo della Costa – Santa Margherita Ligure La tappa più iconica del Cammino, tra Monte di Portofino, San Fruttuoso, battello, Portofino, Paraggi e Santa Margherita Ligure. Tappa 4
                Tappa 5 · Santa Margherita Ligure – Chiavari Il rientro finale verso Chiavari tra San Michele di Pagana, Rapallo, Sant’Ambrogio, Zoagli, Rovereto, Le Grazie e il centro storico. Sei qui